Li riassaggiamo periodicamente e non ci deludono mai

Le etichette sono piacevolmente demodè e lo stile è un classico che non invecchia mai, come una Lancia degli anni Cinquanta. Travaglino (loc. Travaglino - tel. 0383872222 - www.travaglino.com) di Calvignano (Pv) è una cantina che abbiamo sempre amato, fin dal 2006 quando venne scelta nella prima selezione dei Top Hundred con uno chardonnay che oggi non è più in produzione. La loro storia è millenaria, la tenuta agricola esiste infatti fin dal XIII secolo. Poi, e siamo alla fine dell’Ottocento, è il cavalier Vincenzo Comi ad acquisire la tenuta e a portarla a diventare una delle principali realtà dell’Ottocento. Negli anni Ottanta la ristrutturazione, la scelta di seguire la strada della qualità (mentre buona parte dell’Oltrepò si smarriva in logiche di grandi produzioni a basso prezzo) fino ad arrivare agli 80 ettari vitati attuali, a corpo unico, in cui albergano in prevalenza pinot nero, pinot grigio, riesling, chardonnay.

I bianchi fermi e gli spumanti sono sicuramente il fiore all’occhiello della cantina, ma a noi è piaciuto anche il Pinot Nero vinificato in rosso. Partiamo da quest’ultimo, il “Poggio della Buttinera” 2013. Di colore granato con unghia tendente all’arancio, a naso è molto fine con profumi di mirtillo, fragola di bosco e pepe verde. In bocca è molto armonico, ha un tannino morbido, carezzevole, un’acidità smussata. Molto piacevole.

Ai bianchi il Riesling Campo della Fojada 2013 è una vera sorpresa. Al naso ha bisogno di ossigenarsi leggermente, prima di aprirsi in una complessità di profumi di cedro, erbe officinali e pietra focaia che in bocca lasciano spazio a un vino di corpo, ampio e carezzevole al tempo stesso. I brut saranno però ancora una volta il gioiello da scoprire. Soddisfacente l’assaggio del Gran Cuvée, un blanc de noir da uve pinot nero in purezza che si mostra con un bel colore giallo oro. Di perlage fine, al naso ha profumi delicati di piccoli frutti, nocciola e crosta di pane mentre in bocca è ben equilibrato con una freschezza data dall’acidità del pinot nero.

Ma a lasciare il segno sarà l’assaggio del Metodo Classico Riserva del Fondatore Vincenzo Comi da uve pinot nero (85%) e chardonnay (15%) affinato 60 mesi. Un brut dal colore dell’oro, con un perlage finissimo. Al naso è tutta eleganza, con profumi agrumati che creano un piacevole ensemble con la crosta di pane. C’è pulizia, linearità, che si ritrova all’assaggio dov’è ben equilibrato, con un finale secco e sapido.