Ventuno candeline per lo storico riconoscimento di Golosaria che annuncia i 100 migliori vini d’Italia (+40 Fuori di Top)

15 settembre 2022. Come sempre è questa la data scelta per l’annuncio ufficiale dei nuovi Vini Top Hundred 2022, i 100 migliori vini d’Italia che ogni anno la coppia formata da Paolo Massobrio e Marco Gatti seleziona senza mai premiare le cantine degli anni precedenti, in uno sforzo atto a fotografare la grande varietà enologica e l’altissima qualità raggiunta dalla vitivinicoltura italiana. 100 Top Hundred cui, quest’anno, si aggiungono 40 Fuori di Top, cioè cantine, per lo più piccole o piccolissime, con vini eccellenti scoperti a chiusura della selezione effettuata con le degustazioni collettive composte da 5 valutatori; questi 40 sono invece promossi direttamente da Massobrio o da Gatti senza passare dalle degustazioni plenarie.

Un quadro enoico unico, che quest’anno vede affacciarsi con convinzione la Toscana, con ben 21 etichette premiate, seguita dal Piemonte (19) e dalla Lombardia (13), con ottime performance registrate anche in Emilia-Romagna, Abruzzo e Sardegna, sempre in ascesa da diversi anni.

tophundred2021.jpgPremiazione dei Vini Top Hundred a Golosaria Milano (foto d'archivio) Come ogni anno, il riconoscimento dei Top Hundred comprende anche i Top dei Top, ovvero l’eccellenza per ogni categoria che in questa edizione vede primeggiare tra i rossi l’Amarone della Valpolicella Valpantena 2017 della cantina Costa Arènte di Grezzana (Verona); tra i bianchi il Valle d’Itria Verdeca “Chakra Essenza” 2020 di Giovanni Aiello di Putignano (Bari); tra i rosati il Terre di Cosenza San Vito di Luzzi della cantina Vivacqua di Luzzi (Cosenza); tra gli spumanti, il Bianchello del Metauro Spumante Brut Metodo Classico Millesimato “Conte Giulio” 2015 che la cantina Bruscia di San Costanzo (Pesaro Urbino) realizza con le uve bianchello del Metauro. Infine, tra i passiti, il Vin Santo del Chianti Classico Occhio di Pernice 2016 del Castello di Radda di Radda in Chianti (Siena).

Tutte queste cantine saranno premiate ufficialmente domenica 6 novembre sul palco di Golosaria Milano, negli spazi dell’Allianz Mico - Milano Convention Centre.
golosariowinetour.jpgIn questa occasione sarà protagonista anche ilGolosario Wine Tourla guida all'enoturismo italiano con oltre 1.000 cantine che in Italia offrono degustazioni a pagamento in luoghi accoglienti, ma anche posti letto, cucina e altre iniziative che permettono di godere appieno l’ambiente circostante.

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VALLE D'AOSTA

JOVENÇAN (AO) - CLOS BLANC
TOP2022 Vallée d’Aoste Chardonnay “Hirondelle" 2021

Alberto Blanc è impegnato come imprenditore agricolo sin dall’età di 16 anni, producendo dapprima mele e uva per poi passare a vinificare con una propria etichetta. I suoi vigneti sono dislocati a circa 700 metri s.l.m. nella zona di Jovençan ed Aymavilles. Tra le uve a bacca rossa si annoverano merlot, cornalin, fumin e pinot noir, tra i bianchi chardonnay e müller. Top Hundred lo Chardonnay 2021 “Hirondelle“ di colore oro brillante, al naso ha profumi di frutta distesi e note speziate di erbe di montagna e mandorla, genepì. In bocca è ampio, vibrante, sapido, croccante, complesso con finale amaricante.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

PIEMONTE

CUCCARO MONFERRATO (AL) - LIEDHOLM
TOP2022 Grignolino del M.to Casalese 2021

Il cognome non mente: è quello del “Barone“ Nils Liedholm, uno dei più grandi giocatori di calcio svedesi e allenatore di Milan e Roma che ha lasciato il segno anche fuori dai campi di calcio, con l'acquisto nel 1973 di tenuta Villa Boemia a Cuccaro Monferrato dove pochi anni dopo ha iniziato a produrre vini. Oggi la proprietà è passata a una nuova società, ma resta forte l'imprinting delle origini e la scelta di puntare con decisione sui vigneti caratteristici del territorio, a iniziare da grignolino e barbera. Il Grignolino del Monferrato Casalese 2021 si conferma un esempio didascalico: di colore rubino scarico, al naso ha piccoli frutti e pepe, in bocca mostra la giusta acidità, con un finale ammandorlato, tannico. Davvero un ottimo esemplare.

TORTONA (AL) - LA COLOMBERA
TOP2022 Colli Tortonesi Derthona Timorasso 2019

Elisa Semino, insieme al padre e al fratello (azienda La Colombera) produce nel comune di Tortona vini che demarcano un’originalità nel campo del Timorasso, con una loro impronta specifica che sta nel corpo. Top Hundred il loro Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2019, che ha color oro brillante e mostra note di pesca e prugne bianche, ma anche litchi. È disteso, con piccoli cenni vegetali e di idrocarburi, quindi miele. In bocca è ampio, corposo, fresco, aromatico, con un finale sapido davvero intrigante. Sono due anni consecutivi che assaggiamo questo vino, ma anche la degustazione di tutti i Timorasso, quest’anno, l’ha incoronata fra le aziende degne di assoluta attenzione.

TORTONA (AL) - VIGNAIOLI BATTEGAZZORE
TOP2022 Colli Tortonesi Derthona “Maggiora” 2019

Esplosione di un fenomeno incontrollato. Si potrebbe definire in questo modo l’epopea del Timorasso, che in questo momento sta registrando investimenti importanti di nuove aziende che apriranno anche resort sulle colline tortonesi (quattro almeno nel giro pochi anni), mentre dalla Langhe c’è ormai una rincorsa di produttori blasonati per avere nell’offerta questo vino che nacque quasi per caso. Tra le interpretazioni migliori di questo grande vino c’è senza dubbio quella dell’architetto giramondo Bruno Battegazzorre, che solo cinque anni fa ha deciso di tornare nella terra degli avi e riprendere l’attività vitivinicola del nonno insieme con la moglie veneziana Elisa Marchi. Hanno scelto di piantare timorasso in una conca naturale di fronte alla frazione Mombisaggio di Tortona, applicando i principi della sostenibilità del protocollo ministeriale VIVA. Oggi può contare su un ettaro vitato, mentre un'altra superficie pari alla metà della prima andrà presto in produzione. Grandioso il loro cru Colli Tortonesi Derthona “Maggiora” 2019, le cui uve nascono sulla sommità di una collina. Qui il sorso diventa vibrante e pieno, con una spalla acida che promette anni di invecchiamento. La sua chiusura sapida è un bijoux.

CANELLI (AT) - BOSCA
TOP2022 Alta Langa Metodo Classico Riserva “Ispiro”

Questa è una delle case spumantiere storiche del territorio di Canelli che può vantare nel sottosuolo alcune di quelle cantine denominate cattedrali sotterranee che hanno ricevuto anche il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Unesco. Oggi Bosca ha voluto rinverdire la sua grande storia lavorando proprio sulle bollicine e presentando una serie di prodotti che ci hanno piacevolmente conquistato. Un grande spumante il loro Alta Langa Metodo Classico Riserva “Ispiro” 2016, che sa esaltare la sua cifra di finezza in ogni ambito, dal naso con le sue speziature delicate alla bolla fine e cremosa, che però in bocca grazie anche a mineralità e acidità comunica immediatamente una sensazione di ricchezza.

CASTAGNOLE MONFERRATO (AT) - TOMMASO BOSCO
TOP2022 Ruché di Castagnole M.to “Oltrevalle” 2021

Nella terra eletta del Ruchè, c’è un ragazzo che al profilo dei cantieri urbani ha preferito quello delle colline e dei vigneti. Tommaso Bosco trentacinquenne, otto anni fa, ha scelto di fare ritorno nel suo Monferrato e di far rinascere l’azienda agricola dei nonni dopo un salto generazionale. Cuore del nuovo percorso, la collina denominata “Oltrevalle” che separa Castagnole Monferrato da Montemagno, che è uno dei sei paesi contemplati dalla denominazione. Qui Tommaso ha ridato vita ai terreni dei suoi avi, per poi procedere all’acquisto di vigneti già esistenti e di terreni dove piantare nuove vigne, sempre a ridosso dei primi. Oggi, può contare su otto ettari vitati a corpo unico – solo 20 mila le bottiglie prodotte – esposti in maniera perfetta da est a sud-ovest; i terreni sono un mix di tufo, argilla e calcare, terreni compatti che incamerano molta acqua e per questo garantiscono una qualità molto alta anche nelle annate di estrema siccità, come quella attuale. Notevole il suo Ruchè di Castagnole Monferrato “Oltrevalle”, che nell'anteprima del 2021 ha rivelato un naso imponente e anche l’alcolicità è importante tanto da rendere il sorso ancor più rotondo e pieno, a discapito della finezza dei due millesimi precedenti.

costigliole D'ASTI (AT) - MURA MURA
TOP2022 Barbaresco “Faset” 2018

Guido Martinetti è esattamente quel giovane gentile e bello che ha fondato Grom (e fra i primi recensimmo la gelateria della piazzetta Paleopaca a Torino). Ma è anche l’anima di Mura Mura, progetto che vede uno splendido relais collegato all’azienda agricola-frutticola che dava le materie prime per la gelateria. Oggi questa cascina risalente al 1878, con le pareti spesse in mattone grezzo rosso, è un complesso di due corpi. Nel primo è ambientato il ristorante Radici; nel secondo complesso, il relais Le Marne: ci sono le camere, la spa, una piscina molto ampia e profonda e tante aree per il relax. Una realtà bellissima che Guido ha costruito insieme ad altri soci e amici, ognuno legato a un’attività, compresa la produzione di vino rosso tra cui spicca senza dubbio il Barbaresco “Faset” 2018, davvero speciale, da un cru alle spalle di Barbaresco (fra poco usciranno gli altri due: lo Starderi e il Serragrilli). Colore rubino trasparente. Note calde e leggermente animali; quindi viola macerata e spezie sulfuree. Fantastico!!! In bocca il tannino è elegante e la persistenza fa sentire note fresche e sapide. Uno dei migliori Barbaresco oggi in circolazione.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

GRANA (AT) - PREDIOMAGNO
TOP2022 Ruché di Castagnole M.to “Nisus” 2020

Emanuela Novello abitava a Milano, ma è rimasta ammaliata dalla bellezza dei borghi del Monferrato: la sua famiglia ha comprato una tenuta a Montemagno nel 1990, ma non si sono fermati a questo. Oggi, con il marito Giovanni, gestisce 25 ettari di vigneti tra Grana, Montemagno e Grazzano Badoglio con la consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella e il lavoro dell'enologa interna alla struttura. Il loro progetto è iniziato circa 7 anni fa e queste sono le loro etichette: due versioni del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, Classico e Nisus, il Rosato 100% da uve di Ruchè, il Brut Rosè Metodo Martinotti sempre 100% da uve di Ruchè, la Barbera d’Asti DOCG (Classica e Superiore), il Grignolino d’Asti DOC, il Piemonte Chardonnay DOC (anche affinato in botte), il Piemonte Sauvignon DOC, il Brut Rosé Metodo Classico da Pinot Nero (affinamento 36 mesi) e il Piemonte DOC Pinot Nero, affinato in botte 18 mesi. Inoltre Prediomagno produce in loco anche il suo olio Evo. La sede della cantina è a Grana. Una costruzione di fine ottocento che è stata oggetto di un accurato restauro conservativo, con la costruzione ex novo in sotterraneo della cantina di produzione: una delle location più affascinanti del Monferrato, da cui si può scorgere un panorama a 360 gradi e anche la collina del bel castello di Montemagno con i vigneti che lo circondano che fanno parte anch’essi della cantina di Prediomagno.
Su prenotazione è possibile organizzare una degustazione e una visita dei locali.

MOMBERCELLI (AT) - TERRE ASTESANE
TOP2022 Barbera d’Asti “Anno Domini” 2020

Terre Astesane è una cantina sociale che rende onore ai migliori vini piemontesi, nata nel 1901 e oggi capace di raggruppare 130 soci nei comuni di Mombercelli, Vinchio, Agliano, Belveglio, Montaldo Scarampi che coltivano 220 ettari di vigneti. Per dimensioni è considerata una cantina cooperativa di piccole dimensioni, ma di grande qualità diciamo noi che conosciamo queste colline, dove addirittura si permettono di fare sperimentazione con vigneti propri (assaggiate il loro Sauvignon). La specialità resta ovviamente la Barbera, regina della Valle Tiglione, che trova sublimazione nel campione chiamato “Anno Domini”, annata 2018: un vino imponente ma assolutamente elegante, rotondo, ma con le sue peculiarità, a partire dall'acidità. Naso di frutta rossa e spezie dolci. In bocca è filigranosa, avvolgente.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

MONGARDINO (AT) - CASCINA RAINERO
TOP2022 Barbera d’Asti “La Malandrina” 2020

Siamo a Mongardino, paese della Barbera dalla vocazione speciale, nella casa che fu di Giovanni Rainero, cofondatore della Coldiretti ed europeista convinto. Oggi la sua terra e la sua cascina tornano a vivere grazie a suo nipote Stefano, che ha scelto coraggiosamente di dedicarsi alla vite e al vino, aiutato dalla passione del papà Marco e della mamma Emanuela, figlia di Giovanni Rainero. In vigna svetta il grignolino (con cui produce l'ottimo Preludio) e un’altra uva tipica di questa enclave, da cui la Barbera D’Asti La Malandrina 2020. Una Barbera iconica con profumo di rosa intenso che in bocca risulta fresca, piacevole, con una mandorla che ritorna nel retrogusto. È La Barbera, come deve essere.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

NIZZA MONFERRATO (AT) - CASCINA CARLEN
TOP2022 Barbera d’Asti “Souvenir” 2020

Cascina Carlen di Nizza Monferrato è un'azienda che già avevamo nelle corde e che abbiamo avuto modo di ospitare nel contesto di Golosaria Monferrato. Di proprietà della famiglia Spagarino da tre generazioni, può contare su cinque ettari di vigneto all'interno di una delle zone più vocate del territorio per la produzione della barbera, ma l’offerta si dimostra di alto livello anche con Sauvignon e Grignolino. La loro Barbera d’Asti “Souvenir” 2020 è un vino memorabile, di colore rubino intenso e un profumo di ciliegia che già tende alla confettura con la parte ammandorlata che ci richiama immediatamente la Barbera di questi territori. In bocca è distesa, elegante, con la giusta acidità.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

CANALE (CN) - MALVIRÀ
TOP2022 Roero Arneis “Renesio” 2020

Passato, presente e futuro del Roero vitivinicolo passano senza dubbio dal lavoro intenso di due fratelli di Canale d’Alba, Massimo e Roberto Damonte. È stata infatti entusiasmante la degustazione dei loro Arneis e dei loro Roero, ma anche dei Riesling d'antan, di questa azienda che ha uno dei Relais più belli d'Italia a qualche centinaio di metri dalla cantina: Villa Tiboldi. Giuseppe Damonte inizia a produrre vino negli anni Cinquanta, poi a metà anni Settanta l’azienda assumerà la denominazione Malvirà – “mal girata” essendo rivolta a nord invece che a sud – per poi trasferirsi nell’attuale costruzione ai piedi del vigneto S.S. Trinità. Oggi, ad affiancare i fratelli ci sono i rispettivi figli, Francesco e Giacomo. Gli ettari vitati sono 43 – 300 mila le bottiglie equamente divise tra bianchi e rossi. A sorprenderci è stato il loro Roero Arneis “Renesio”, un vino iconico e gettonatissimo, il cui nome evoca il nome antico del vitigno arneis “renesium”. Nasce sull’apice di un colle di Canale d’Alba, sopra terreni calcarei. Fa solo acciaio e rimane 9/10 mesi sui lieviti. Ha colore paglierino, tendente all’oro. Al naso note pulite di frutta e verdi. In bocca è un velluto e la rotondità è rotta da un’incisiva acidità e chiusura sapida.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

CASTIGLIONE FALLETTO (CN) - FONTANA LIVIA
TOP2022 Barolo “Fontanin” 2018

Ci aveva già colpiti lo scorso anno con i suoi campioni 2017, ma Livia Fontana è tornata a stupirci con i nuovi vini, a partire da questo Barolo che ci ha ammalati risultando perfetto da subito, col suo afrore di inchiostro sottile su un colore trasparente. Senti il cuoio al naso, la viola che destina eleganza e quando scende in bocca lo trovi morbido, equilibrato, con dei tannini perfettamente amalgamati. Certo i suoi cru Villero e Bussia sono più complessi e offrono promessa nel lungo periodo, ma questo Fontanin a noi è piaciuto molto per l’immediatezza con cui racconta una gran bella annata.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

MONFORTE D'ALBA (CN) - BENEVELLI PIERO DI BENEVELLI MASSIMO
TOP2022 Barolo “Mosconi” 2018

Piero Benevelli è un nome che rischia di passare sotto traccia forse perché non ha fatto della comunicazione la sua bandiera. Anzi, piemontese fino al midollo, bisogna andarselo a cercare sulle colline di Monforte. Ma la fatica vale la pena perché qui abita un grande vignaiolo. E il suo Barolo Mosconi 2018 è lo specchio di quest'azienda (a noi è piaciuto un sacco). Perché bisogna dargli tempo, è meno immediato ma ad un ascolto più approfondito sa fare racconti. E a parlare è un naso raffinato con la frutta sotto spirito, la rosa, il ginger mentre in bocca ha un tannino rotondo. Sono suoi compagni i Barolo Le Coste di Monforte 2018 e Ravera di Monforte 2018.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

MONFORTE D’ALBA (CN) - AMALIA CASCINA IN LANGA
TOP2022 Barolo “Bussia Vigna Fantini” 2018

Abbiamo parlato più volte di questa realtà per capire su cosa orientarci per trovare una produzione capace di lasciare il segno. Ora non abbiamo più dubbi: è grandissimo il Barolo Bussia Vigna Fantini 2018 mostra un'altra faccia del Barolo, quella della Langa che è terra e sangue, la Langa della malora e dei cortili che sa però guardare lontano. E lo fa con un bicchiere che al naso concilia la frutta candita (arancia) e la pelliccia, il legno ben amalgamato. In bocca il tannino è fine, come a mettere un velo di seta su un vello arcaico, in questa interpretazione - passateci il termine - animale del Barolo.
Sarà presente a Golosaria Milano 2022 in un wine tasting

MONFORTE D’ALBA (CN) - SARA VEZZA
TOP2022 Barolo “Ravera” 2017

Sara Vezza è la degna erede di una storia importante nel mondo del Barolo e dei grandi vini di Langa, trasmessa per via femminile dalla madre Josetta Saffirio. L'azienda agricola Sara Vezza è dunque un progetto che porta il suo nome e che si sta imponendo con bottiglie di grande valore che stanno facendo parlare a livello internazionale. Una di queste è il Barolo Ravera 2017, un rosso balsamico, con al naso offre fragolina di bosco, grafite, cola. In bocca è elegante, giocato sulla via della leggerezza. I tannini sono già composti, il sorso è nobile nella sua nitidezza e leggerezza. A Monforte d'Alba, Sara ha anche inaugurato un particolare metodo di affinamento per il suo Barolo; dietro consiglio del padre Roberto, enologo senior della cantina, oltre alle botti di legno e alle vasche di acciaio e di cemento, ha introdotto anche alcune anfore in porcellana e in terracotta, per una capacità rispettivamente di 1500 e 4mila litri. Quasi un unicum in una zona in cui l'attaccamento ai metodi di vinificazione tradizionale è molto forte.

MONTEU ROERO (CN) - OCCHETTI STEFANO AZ. AGR.
TOP2022 Roero “Sanche” 2019

Stefano Occhetti è un ragazzo di Monteu Roero (Cn), ingegnere, che dopo aver vissuto tra Roma e Parigi nel 2019 ha deciso di cambiare vita e rilanciare l'azienda agricola del nonno a Monteu Roero. Scelta azzeccata, potremmo dire, dopo aver assaggiato il Roero “Sanche” 2019, un vino dal naso complesso che in parte evoca il Vermut unito a profumi di frutta matura, con un tannino che in bocca è ancora da limare. Ci sa fare questo bravo produttore e siamo stati felici di aver valutato tutta la sua gamma, dove tuttavia il Roero aveva in sé la profondità dei grandi rossi piemontesi, con un’unicità sorprendente.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

TREISO (CN) - LA GANGHIJA
TOP2022 Barbaresco 2019

Questa cantina di Treiso è nata ormai quasi vent'anni fa dalla passione dell'allora giovane enotecnico Enzo Rapalino che dopo gli studi alla Scuola Enologica di Alba si è messo alla prova insieme con la moglie Milena e a tutta la famiglia, arrivando oggi a gestire oltre venti ettari di vigna. Il loro Barbaresco 2019, che ci ha colpito, si mostra già a buon punto della sua evoluzione confermata poi dall'assaggio, con note di liquirizia, incenso e inchiostro su sfondo di piccoli frutti e un bel tannino. Una chicca!

VIVERONE (BI) - CELLA GRANDE
TOP2022 Erbaluce di Caluso “San Martino” 2021

Un antico monastero Benedettino sulle sponde del lago di Viverone oggi trasformato in una cantina di vinificazione è il capolavoro di Roberto Bagnod, con le preziose sale di degustazione ricavate nelle grotte e nella cappella dei monaci, e anche una ricettività di fascino grazie alle nove suite affacciate sul lago, la Bio-Spa e il bistrot aperto a pranzo e cena. I vigneti vengono inizialmente ereditati a Carema, poi arrivano le acquisizioni attorno al monastero e nel comune di Piverone lembo sud-orientale della collina morenica della Serra (qui siamo in provincia di Torino al confine col Biellese): una dozzina di ettari (50 mila le bottiglie) affidati alle esperte mani dell'enologo Donato Lanati. Sapiente anche l’uso delle celebri anfore artigianali del trentino Francesco Tava, utilizzate per l'affinamento anche in immersione – a circa 10-15 metri di profondità – al centro del lago di Viverone. È proprio così che nasce questo Erbaluce lasciato macerare 10 mesi sulle bucce. Ha un colore brillante tendente all’oro e subito speziature finissime al naso con una nota di leggero fumé. Ma qui ritornano i descrittori tipici di frutta esotica e anche di viola. Ha un’acidità più incisiva che si esprime dopo l’ingresso morbido, quasi un ché di sottospirito. L’assaggio ci ha tenuti inchiodati al bicchiere per una decina di minuti, per cogliere tutta la complessità di un vino davvero grandioso, ricco di note fruttate, con tante sfumature. Imperdibile.

SIZZANO (NO) - CHIOVINI PARIDE
TOP2022 Colline Novaresi Vespolina “Afrodite” 2021

Una grande conferma per questa cantina che già lo scorso anno era arrivata alle finali dei Top Hundred. Ci colpisce oggi più che mai il Colline Novaresi Vespolina Afrodite 2021 che al naso è pepe nero in purezza, di una piacevolezza che ha pochi pari. In bocca è fresco, scalpitante, con il giusto tannino. Un vino vivo come pochi altri.

GAVI (AL) - PICOLLO
FUORIDITOP2022 Gavi “Rovereto” 2021

Un vino che dà un assaggio delle straordinarie potenzialità del cortese in questo territorio, con un bicchiere di colore paglierino brillante e naso ricco con sentori esotici di ananas, frutta gialla e cenni animali, di piuma. In bocca è caldo, pieno, rotondo, con un'intensità che sembra non finire mai. E lo abbiamo ritrovato esattamente come lo conoscevamo: distintivo, fine.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

VIGUZZOLO (AL) - CASCINA MONTAGNOLA
FUORIDITOP2022 Colli Tortonesi Timorasso “Morasso” 2018

Vino storico di questa azienda di Viguzzolo, il Colli Tortonesi Timorasso “Morasso”, un bianco finissimo, intenso e di grande complessità, dove si percepiscono chiare note di susina matura, cedro, nocciola fresca e belle sfumature minerali.

BARBARESCO (CN) - LA BERCHIALLA
FUORIDITOP2022 Barbaresco “Starderi” 2019

Un Barbaresco davvero convincente e completo, che ha complessità da cui emergono menta, liquirizia, frutta sotto spirito. In bocca ha un equilibrio maggiore tra tannino e acidità.

CASTIGLIONE TINELLA (CN) - TERESA SORIA
FUORIDITOP2022 Piemonte Moscato Secco “Insolito - Escamotage” 2021

Sorpresa delle sorprese, questo bianco di colore brillante tendente all'oro; ha naso di glicine che ci porta immediatamente al vitigno aromatico da cui trae origine. In bocca è sapido con finale lievemente ammandorlato.

COSSANO BELBO (CN) - CASCINA LODOLA
FUORIDITOP2022 Vino Bianco “Finalmente” (moscato)

Vino ottenuto dalla vinificazione secca delle uve di moscato, al naso presenta note di frutta secca e burro di karitè che presto evolve in arancia candita, dattero e miele allo zafferano. Un bicchiere su cui soffermarsi a lungo.

SOSTEGNO (BI) - ANTONIOTTI ODILIO
FUORIDITOP2022 Bramaterra 2018

Ottimo questo bicchiere di Bramaterra 2018, con un naso di frutta rossa piena e poi in bocca avverti prima i tannini e poi l’acidità che prolunga la persistenza. Lo abbiamo riassaggiato alla fine di una degustazione di tutti i Nebbioli del Nord e l’esito ha dato conferma che si tratta di un grande vino, che ha toccato i 5 asterischi.

BARENGO (NO) - BONIPERTI VIGNAIOLI
FUORIDITOP2022 Fara “Bartön” 2019

Qui le note calde di frutta sono molto intense e distese. È un invito all’assaggio che in bocca si esprime in una finezza esemplare e molto espressiva del valore dei vini del Nord Piemonte, come questo Fara “Barton”. Grande bella novità di cui si sentirà parlare, almeno da parte nostra.

LIGURIA

DIANO ARENTINO (IM) - MARIA DONATA BIANCHI
TOP2022 Riviera Ligure di Ponente Pigato 2021

Per arrivare nell’azienda di Maria Donata Bianchi devi percorrere una strada in mezzo alla natura e i vigneti non si vedono, se non nell’anfiteatro ricreato da Maria Donata e dal marito Emanuele Trevia. Qui ha sede la cantina, ma anche l’ospitalità agrituristica (4 appartamenti) con piscina e aree relax in mezzo ai fiori. Oggi a condurre l’azienda c’è Marta, la loro figlia unica, 34 anni, che ha sviluppato le intuizioni di Maria Donata, avvocato che nel 1976 decide di vinificare le uve di famiglia invece di venderle e che oggi alleva viti a vermentino e pigato e poi granaccia e syrah, per 30mila bottiglie l’anno. Il Pigato 2021 sempre della doc Riviera Ligure di Ponente, ha note di frutta graffianti e la sua particolarità è l'inclinazione balsamica, dove avverti salvia e alloro. Qui l’equilibrio è più rotondo, la sapidità più espressiva e la macerazione prolungata di qualche giorno conferisce stoffa. Sono 13 mila le bottiglie prodotte.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

REZZO (IM) - GUALTIERI
TOP2022 Ormeasco di Pornassio Superiore 2018

Quest'azienda di Rezzo (Im) che non era nei nostri radar fino a due anni fa ci ha sorpreso in tutte le degustazioni che abbiamo fatto a Pieve di Teco. È condotta dal giovane Roberto Gualtieri che ha ripreso la coltivazione del vigneto paterno, sulle colline alle spalle di Imperia. Di dimensioni ridotte e con una produzione esclusivamente basata sui vitigni autoctoni, riesce a esprime una sua originalità su Vermentino, Pigato (ampio e minerale), ma anche Ormeasco nelle diverse declinazioni (notevole il rosato Sciac-tra). L'Ormeasco di Pornassio Superiore 2018 è il vino che glorifica l'espressione di questo vitigno, corrispondente al piemontese dolcetto (ma siamo lontani dalla tipologia di Dolcetto che conosciamo, perché l’Ormeasco ha i muscoli, in questi territori). Al naso c'è la frutta cotta, la pietra, la polvere da sparo. In bocca è sapido, con giusto tannino, elegante. L'Ormeasco è una realtà che merita un posto tra i grandi rossi italiani.

CARRO (SP) - I CERRI
TOP2022 Liguria di Levante Bianco “Poggio alle Api” (albarola) 2021

La Val di Vara è una delle zone più interessanti (e meno valorizzate) nel mondo del vino italiano. Eppure il Levante Ligure ha molto da dire e lo dimostra un'azienda come i Cerri, nata nel 2006 e giocata in pochi ettari di terreno con le migliori esposizioni. La vicinanza del mare - a soli cinque chilometri in linea d'aria - sembra fare il resto. I bianchi sono tutti grandi, in particolare il Liguria di Levante Bianco “Poggio Alle Api” 2021 che deriva da 100% di uve albarola. Giallo paglierino, ha un naso mediterraneo dove spiccano lavanda e zafferano, in bocca è quasi tannico con finale ammandorlato.

DIANO MARINA (IM) - POGGIO DEI GORLERI
FUORIDITOP2022 Riviera Ligure di Ponente Vermentino “Vigna Sorì” 2021

Questo vino ha tutto per piacere: i profumi di ananas e piante officinali sono preludio di un sorso pieno e fresco, piacevole ed armonico, che richiama senz'altro il secondo bicchiere.

SOLDANO (IM) - POGGI DELL’ELMO
FUORIDITOP2022 Rossese di Dolceacqua 2021

Vino dal colore rubino di media intensità, che fin dalle tonalità evoca il prototipo ideale di questa denominazione. Al naso c'è ben espressa la frutta rossa (prugna e amarena) accompagnate da viola e da tratti di sottobosco che ne fanno un campione decisamente interessante

LOMBARDIA

GRUMELLO DEL MONTE (BG) - LA COLLINA
TOP2022 Valcalepio Bianco “Biancospino” (chardonnay, pinto grigio) 2020

Ha quasi due secoli di storia quest'azienda agricola nata nel 1830 come attività agricola varia per poi specializzarsi nella coltura della vite parallelamente all'affermazione del territorio della Valcalepio. Situata a Grumello del Monte, capitale vitivinicola del territorio, può contare su tredici ettari con suolo di tipologia marna argillo-calcarea vitati per il 70% con uvaggi rossi, cabernet sauvignon, petit verdot, merlot e pinot nero, e al 30% con uvaggi bianchi di chardonnay, pinot grigio e bianco e moscato giallo. Il Valcalepio Bianco Biancospino 2020, dal colore paglierino, ha un naso erbaceo con profumi di mandorla e fieno che in bocca può contare su piacevoli note di miele, sostenute da un'acidità lunga che rende il sorso quasi croccante.

TRESCORE BALNEARIO (BG) - MEDOLAGO ALBANI
TOP2022 Spumante Metodo Classico Brut 2020

Il grandioso affresco del “Cristo delle vigne” realizzato da Lorenzo Lotto nel 1524 nella Cappella Suardi di Trescore – siamo nel Bergamasco all’imbocco della Valle Cavallina – è lì a testimoniare l’antichissima vocazione vitivinicola della zona, che gode di un favorevole microclima e di ottimali terreni calcareo-argillosi con tracce di roccia. Per avere conferma della veridicità, occorre spostarsi soltanto di un paio di chilometri da questo luogo e raggiungere una splendida villa padronale settecentesca, con annessa cantina e chiesa del ‘500, dove la famiglia Medolago Albani produce vino da settant’anni seguendo la filosofia di una costanza qualitativa di alto profilo, vendemmia dopo vendemmia. Oggi è anche esempio virtuoso di enoturismo – tra arte e vino -, e il lavoro quotidiano verte su 25 ettari vitati di proprietà – 250 mila le bottiglie – che godono di una esposizione ottimale in una conca naturale rivolta a mezzogiorno. A coadiuvare Emanuele e Edoardo, padre e figlio, due grandi professionalità: l’enologo Alessandro Santini e l’agronomo Pierluigi Donna. Il vino che più ci ha sorpreso è stato lo Spumante Metodo Classico Brut 2020. Frutto di uve chardonnay in purezza, rivela colore paglierino tendente all’oro, bollicine fini. Al naso un’evidenza di salvia, timo, erbe aromatiche, come essere in un giardino con note vegetali intense. In bocca è ricco, equilibrato, pieno, verticale.

MONTICELLI BRUSATI (BS) - LO SPARVIERE
TOP2022 Franciacorta Brut Cuvée “n. 7”

Lo sparviere fin dal Medioevo è utilizzato nella caccia. Viene considerato uno dei rapaci più difficili da addomesticare che presuppone una capacità non comune da parte del falconiere. Altrettanto non comune è però la sua attinenza alla caccia: veloce, intelligente, tenace rivela doti uniche e inaspettate. Lo sparviero o sparviere è raffigurato sul grande camino che domina la sala principale della bella residenza cinquecentesca che oggi rappresenta il cuore dell'omonima azienda agricola. Sessanta ettari di proprietà di cui trenta vitati, per questa cantina che rappresenta il nucleo storico delle attività agricole facenti capo alla famiglia Gussalli Beretta, dinastia di industriali lombarda, che già sul finire degli anni Novanta aveva deciso di rafforzare gli investimenti nell'ambito della viticoltura. Oggi Monique Poncelet Gussalli Beretta guida una galassia di cinque aziende che oltre allo Sparviere comprendono il Castello di Radda nel Chianti Classico, la cantina Orlandi Contucci Ponno sulle Colline Teramane in Abruzzo, Fortemasso a Monforte d’Alba nel cuore delle Langhe e Steinhaus a Buchholz di Salorno in Alto Adige. L'azienda Lo Sparviere sorge a Monticelli Brusati, su suoli di marne calcaree che qui vanno sotto il nome di Selcifero Lombardo. A fare la differenza, all'interno della denominazione, è poi il microclima leggermente più fresco rispetto al resto della Franciacorta con conseguente riflesso sull'acidità de vino. Una freschezza che accomuna tutti i campioni assaggiati, accanto a una bolla finissima e un naso che punta più su profumi floreali e note minerali rispetto ai lieviti. Come in questo Franciacorta Bruta Cuvée “n.7”, campione di finezza ed eleganza.

PADENGHE SUL GARDA (BS) - PRATELLO
TOP2022 Garda Spumante Metodo Classico Brut "Donna Caterina"

Se c’è un modello di enoturismo esperienziale completo, questo è Pratello, nome di un’azienda vitivinicola mutuata da una località di Padenghe del Garda. La cantina nasce nel 1867 da una famiglia di industriali; a quei tempi la famiglia Bertola era responsabile della mezzadria e della gestione agricola. Imponente la villa residenziale, Villa Belli, che tuttavia, nel 1920, quando Vincenzo Bertola ritirò la proprietà agricola e la fattoria e poi acquistò altri terreni, rimase ai proprietari originari. Vincenzo inizia con 40 ettari a corpo unico, poi la proprietà viene divisa per la costruzione di infrastrutture. È un’azienda agricola ricca di prati, per cui l’allevamento di bovini sembra una seconda strategica scelta, oltre ai vigneti a perdita d’occhio. Naike e suo padre Vincenzo (che porta il nome del fondatore, mentre il padre di Vincenzo si chiama Dante) si occupano di tutto: dalla coltivazione della vite al vino, dal ristorante interno, dove cucina mamma Cristina, alle degustazioni secondo varie formule, compreso il pic nic in vigna. Hanno 19 camere, una piscina invitante e un parco dove organizzano feste per cerimonie, senza disturbare la parte di ospitalità. Ma poi c’è la produzione di 15 vini iconici, tra cui spicca il Garda Bianco Spumante Metodo Classico Brut “Donna Caterina”: chardonnay al 95% e 5% erbamat, vitigno selezionato in Valtènesi – dicono – prima che in Franciacorta. Colore tendente all’oro, naso diretto fragrante, note verdi miste a leggera tostatura. In bocca eleganza, ingresso rotondo fresco. Sapido e di bella stoffa. Cinquemila bottiglie.

POZZOLENGO (BS) - TENUTA ROVEGLIA
TOP2022 San Martino della Battaglia “Vitis Alba” 2020

Sei secoli di storia per una delle realtà più interessanti dei colli morenici lombardi. Risale infatti al XV secolo l’acquisto da parte della famiglia Roveglio di terreni e cascine dal monastero San Salvatore di Brescia. Quindi, altra tappa fondamentale, quattro secoli più tardi quando Federico Zweifel, svizzero del Cantone Glarus, avo delle attuali proprietarie – le sorelle Sara, Vanessa e Babettli Azzone – si trasferì sulla sponda meridionale del lago di Garda e diede inizio alla viticoltura, là dove giacevano terreni in stato di abbandono nella zona più argillosa e calcarea del comprensorio morenico, e dove è stato fatto risalire il primo cru del Lugana Doc. Oggi, Tenuta Roveglia è anche esempio di enoturismo con degustazioni guidate e percorsi emozionali in vigna e in cantina, e registra 110 ettari vitati per 850 mila bottiglie l’anno. Insieme alle proprietarie, anima dell’azienda sono Paolo Fabiani, agronomo, con il figlio trentacinquenne Tommaso. Ottimo, anzi sorprendente il San Martino della Battaglia Vitis Alba 2020 di Tenuta Roveglia di Pozzolengo (Bs), elegante in bocca come al naso dove gli idrocarburi percorrono e rendono più affascinanti le note di miele. Al sorso l'acidità ficcante spinge la beva.

SPINEDA (CR) - CANTINA CALEFFI
TOP2022 Lambrusco Frizzante Rosso “Le Regone Ven Ros”

Un tempo paludosa e invasa da rovi e sterpi – da qui il nome del comune di Spineda – questa zona, storicamente, aveva come vino di riferimento il Lambrusco mantovano prodotto nei comuni limitrofi di Viadana e Sabbioneta – che sono in provincia di Mantova, ma appartengono alla Diocesi di Cremona. Davide ed Emanuele Caleffi, consapevoli della bontà finora inespressa del terroir – sono ancora oggi gli unici produttori e imbottigliatori della provincia – hanno recuperato i metodi di produzione “tradizionali”, ricorrendo al metodo ancestrale della rifermentazione in bottiglia; e quindi declinando quattro tipologie di lambrusco, con la varietà autoctona viadanese a recitare un ruolo da protagonista, accanto a lancillotta e salamino. Prova del loro impegno quotidiano è il piacevolissimo Lambrusco Frizzante Rosso “Ven Ros”, da uve lambrusco viadanese (75%), lambrusco salamino (20%), ancellotta (5%) che stanno 5 giorni sulle bucce. Abbiamo davanti a noi un lambrusco rustico, vinoso, con sentori di frutta secca (noce) e poi un sorso cremoso che corrisponde all’invito di quelle bollicine rosee e saltellanti nel bicchiere.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

SANTA GIULETTA (PV) - CORDERO SAN GIORGIO
TOP2022 Oltrepò Pavese Pinot Nero “Tiamat” 2020

Francesco, Lorenzo - entrambi enologi - e Caterina Cordero, tutti giovanissimi, hanno le radici nelle vigne di Langa. Mario, il loro padre, è stato per molti anni proprietario della celebre maison del Barolo, Vietti, poi ceduta due anni fa a una holding statunitense. E proprio nello stesso anno, i tre fratelli Cordero hanno deciso all'unisono di tracciare un nuovo solco nella storia vitivinicola familiare, stravolgendo completamente gli scenari produttivi... e paesaggistici. Così hanno oltrepassato i confini delle Langhe per approdare a Santa Giulietta, nell’Oltrepò Pavese, luogo in cui hanno acquisito una storica proprietà vitivinicola sulla sommità dell'omonima collina, Tenuta San Giorgio. Un nome evocativo perché la loro è anche una sfida, al pari di quella di San Giorgio contro il drago (e l'ignoto). La scommessa infatti è quella di interpretare al meglio i vitigni preesistenti: pinot nero, pinot grigio, chardonnay...e barbera. Scommessa vinta grazie a campioni eccellenti come questo Pinot Nero “Tiamat”, da un vigneto a guyot di trent'anni, le cui uve in purezza vengono sottoposte a macerazione pre-fermentativa a freddo; l'affinamento è di circa 6 mesi in acciaio, per poi riposare per due mesi in bottiglia. Ci aveva già intrigato nel millesimo 2019 e ci ha definitivamente conquistati nella versione 2020, ancora più promettente, che offre tutti i descrittori tipici del Pinot nero: senti la grafite, una spaziatura fine e tannini già ben levigati.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

SANTA GIULETTA (PV) - LA CASAIA
TOP2022 Chardonnay Metodo Classico “Passione” VSQ 2017

Santa Giuletta è uno dei paesi enclave del vino in Oltrepò Pavese e La Casaia, che nasce da una costola dell'azienda Lozza, come progetto totalmente rinnovato nel segno del bio, rappresenta appieno le potenzialità del territorio. E lo fa con un grande classico dell'Oltrepò come la Bonarda e con la spumantistica, mentre sta lavorando in modo interessante sul pinot nero che, si capisce subito scorrendo le etichette, rappresenta la loro scommessa. Consensi unanimi per lo Chardonnay metodo classico Brut Passione, di colore giallo oro con bollicina di media grandezza, ha un naso decisamente floreale con profumi di viola accompagnati da una marcata speziatura. in bocca è secco, diritto con acidità decisa e finale amaricante.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

CASTIONE ANDEVENNO (SO) - BOFFALORA
TOP2022 Valtellina Superiore “Pietrisco” 2018

L'azienda è nata nel 2002. Il nome “Boffalora” nasce dal toponimo di una delle vigne principali dell’azienda e richiama il soffiare del vento: in Valtellina i venti si chiamano Breva e Tivano, di giorno dal lago di Como sale la Breva e di notte in senso opposto scende il Tivano. Sono questi a creare il microclima perfetto per le uve di nebbiolo che interessa i circa quattro ettari coltivati direttamente dal titolare Giuseppe Guglielmo. A noi è piaciuto molto il Valtellina Superiore Pietrisco 2018: di colore rubino concentrato, ha un naso di confettura con l'alcolicità che spinge. Spicca il profumo di pino silvestre che si fa largo anche in bocca dov'è ampio, completo, dalla bella speziatura.

CHIAVENNA (SO) - HERMAU VINI
TOP2022 Alpi Retiche Nebbiolo “Razént” 2019

Siamo in un’area alpina della provincia di Sondrio a nord del lago di Como, considerata dal pensare comune una sorta di Cenerentola rispetto alla confinante Valtellina. Ma se guardiamo anche l’impegno quotidiano profuso da famiglie come quella degli Herman – Maurizio e Monica con i figli, Martina, Giacomo e Giulia – non c’è che essere riconoscenti. Dieci anni fa, i primi impianti dei filari terrazzati con varietà di nebbiolo “chiavennasca” e gewürztraminer, coltivate in regime biologico, a cui si sarebbero aggiunte in seguito i vitigni Piwi (i cosiddetti vitigni resistenti). A seguire, sono stati impiantati nuovi vigneti in area archeologica del Belfot e Scilano nel 2016, e Ronchi di Savogno nel 2019, raggiungibile percorrendo un’antica mulattiera in pietra. Dello stesso anno è la costruzione della nuova cantina con pietre del luogo, nella quale prendono vita le tre etichette di famiglia. Dai 2 ettari vitati – poco più di settemila le bottiglie – terrazzati e frammezzati con pendii e declivi da urlo, a dimora su terreni ricchi di granito in grado di conferire ai vini spiccata mineralità e buona acidità, emerge l’Alpi Retiche Nebbiolo “Razént”, dall’omonima uva in purezza vendemmiata a mano. Fermenta spontaneamente in piccole botti di legno, dove affina successivamente per due anni, prima del riposo in bottiglia per un ulteriore anno senza filtrazione. Rivela sentori di vermut, grafite, roccia, mentre al palato è tannico, setoso. Vuole essere la più sincera e autentica espressione del nebbiolo di montagna e trova il suo abbinamento ideale con la bresaola del luogo.

MONTAGNA IN VALTELLINA (SO) - GIORGIO GIANATTI
TOP2022 Valtellina Superiore Grumello “San Martino” 2015

Nel cuore della sottozona del Grumello, a pochi minuti di strada da Sondrio, la piccola e storica azienda a conduzione famigliare dove Giorgio Gianatti esprime il suo rispetto per la terra più nei fatti che a parole e nei suoi vini si può ritrovare tutta la tipicità dei luoghi di origine. Su 2 ettari di vigna pratica una viticoltura a basso impatto ambientale, basata sulla lotta integrata. Campione della sua produzione il Valtellina Superiore Grumello San Martino 2015, che ha finissime note di sottobosco da cui emerge un frutto maturo. Iconico, importante, complesso, con tannini fini anche se presenti.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

TIRANO (SO) - LA GRAZIA
TOP2022 Alpi Retiche Brut Metodo Classico

Nata a Tirano nel 2012, la cantina di Paolo Oberti e della sua famiglia ha alla base un progetto vinicolo che coniuga l’amore per il vino a un forte legame con il territorio. La loro è una viticoltura di montagna, che ormai si può definire eroica, dove non mancano alcuni slanci di innovazione che portano a risultati eccellenti: non solo vini della tradizione, dunque, ma anche bianchi non convenzionali e spumanti finissimi come questo Alpi Retiche Extra Dry Metodo Classico, che ha colore giallo tendente all’oro con bollicine fini, note di frutta esotica sotto spirito, speziatura fine. In bocca equilibrio e polpa di frutta che si fa presente, finale secco con una nuance aromatica. Pulitissimo. Dello stesso tenore è l’Alpi Retiche Extra Dry Metodo Classico, che ha colore giallo tendente all’oro con bollicine fini, note di frutta esotica sotto spirito, speziatura fine. In bocca equilibrio e polpa di frutta che si fa presente, finale secco con una nuance aromatica. Pulito

VILLA DI TIRANO (SO) - RUPI DEL NEBBIOLO
TOP2022 Valtellina Sforzato 2018

Rupi del Nebbiolo è una cooperativa agricola composta da un piccolo gruppo di vignerons con conduzione diretta dei vigneti. La piccola cooperativa produce nella Media Valtellina: da Castione a Tirano, con lo scopo di garantire un reddito decoroso ai vignaioli e, soprattutto, un futuro per i giovani vignerons e mantenere l’ambiente unico dei terrazzamenti sostenuti da muretti a secco. Top Hundred il loro Sforzato di Valtellina 2018, un vino di estrema eleganza al naso, con profondità fruttata e fine. Il sorso è rotondo, elegante, fresco e speziato. Una gran bella interpretazione dello Sforzato, chapeau!

PONTIDA (BG) - DREZZA
FUORIDITOP2022 Spumante Metodo Classico Brut VSQ 2018

Un metodo classico prodotto con uve chardonnay all’85% e pinot nero. Al naso ha note erbacee molto intense che promettono verticalità. Il colore è paglierino brillante tendente all’oro. C’è perfetta corrispondenza naso/palato perché avverti il cuore amarognolo del finale. In bocca ti solleticano le bollicine fini e quella freschezza che diventa quasi allappante, per un finale complesso come se volesse mostrare il suo dono: il nocciolo di un frutto.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

VILLONGO (BG) - LA ROCCHETTA
FUORIDITOP2022 Spumante Brut Rosé Metodo Classico “Cretarium”

Il Vino Spumante Brut Nature Metodo Classico Cretarium da uve chardonnay e pinot bianco con minimo 60 mesi di affinamento sui lieviti, ha naso complesso e intrigante, con profumi di cassis, crosta di pane, frutta secca ed erba bagnata. In bocca è secco, lungo, armonioso.

LOSINE (BS) - ROCCHE DEI VIGNALI
FUORIDITOP2022 Spumante Brut Nature Metodo Classico “Dèss”

Siamo in Val Camonica e il nome Dèss indica il substrato di calcare bianco che caratterizza la zona ai piedi della Concarena dove vengono coltivate le uve chardonnay e manzoni bianco utilizzate per questo vino. Nel bicchiere ha colore giallo paglierino con riflessi smeraldo, perlage fine e persistente, naso fragrante, con note agrumate e profumi di erbe aromatiche, fiori bianchi e sentori di frutta. Mentre in bocca è verticale, di notevole freschezza e dalla gradevole sapidità e finale di buona lunghezza.

PADERNO FRANCIACORTA (BS) - CAMILUCCI
FUORIDITOP2022 Franciacorta Brut “Ammonites”

Di colore giallo oro, ha perlage fine e continuo, profumi floreali e di frutta esotica, note di nocciola e sentori minerali, gusto fresco e sapido con un finale lunghissimo.

MONZAMBANO (MN) - LA PRENDINA
FUORIDITOP2022 Garda Spumante Brut Metodo Classico Cuvée Maison

Metodo classico che rende onore allo spirito di questa denominazione conciliando freschezza del sorso ed eleganza. Dal perlage fine e persistente, ha colore paglierino brillante che al naso esprime sentori citrini e una nota minerale ben definita che individua l'unicità delle colline moreniche del Garda. In bocca si apprezza la parte sapida.

MONTESCANO (PV) - POGGIO REBASTI
FUORIDITOP2022 Buttafuoco Storico “Vigna Pitturina” 2016

Ha una marcia in più questo Buttafuoco Storico che sul nostro taccuino ha conquistato la valutazione più alta dell’intera sessione di degustazione. Una interpretazione suggestiva del sommo rosso oltrepadano che ci ha emozionato per la sua autenticità, per come il vino sa dare voce a terra e vigneto. Rubino profondo ha bouquet che apre su profumi di marasca e prugna, quindi esprime nota balsamica e speziatura, con profumi di cannella e pepe, mentre al palato è di grande struttura, con corpo generoso e tannino ben integrato, finale lunghissimo.

VENETO

SUSEGANA (TV) - RICCI LUCA
TOP2022 Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry “Le Fade”

Quella di Luca Ricci è un’azienda che ha il Prosecco nel sangue, ovvero che tratta questo vino con il rispetto che merita, facendone una fragrante bollicina. Possiamo sottoscriverlo nuovamente dopo l'ultima tornata di assaggi, dove le varie versioni di Prosecco hanno fatto centro. La storia di Luca Ricci e del figlio Federico è tuttavia frutto di un nuovo percorso iniziato nel 2006 dopo una divisione familiare a inizio millennio delle proprietà terriere di famiglia. A loro due infatti spettano i vigneti dediti alla produzione dei rossi, mentre in tema di spumanti ripartono da zero, procedendo, anno dopo anno, all'acquisizione di nuovi vigneti e di nuovi terreni dove mettere a dimora le barbatelle di glera. A distanza di tre lustri, il patrimonio vitivinicolo dei Ricci si è attestato sui 50 ettari vitati per un totale di tre milioni di bottiglie. Un percorso clamoroso, che connota la crescita anche di altre aziende vitivinicole della zona. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry “Le Fade” è il campione da manuale che tuttavia ci ha colpito. Si forma grazie a un mese di presa di spuma in autoclave e dal suo paglierino luccicante offre profumi di mela matura ingentiliti dal confetto, quasi aromatico, con bollicine fini e persistenti, che diventano cremose.

GREZZANA (VR) - COSTA ARÈNTE
TOP2022 Amarone della Valpolicella Valpantena 2017 TOP DEI TOP ROSSI

Diciotto ettari vitati un una zona particolarmente vocata della denominazione. Costa Arènte è posta a 250 mt sul livello del mare, circondata su tre lati da vigneti, tre i prodotti a rappresentare la tradizione di uno dei vini più famosi del mondo. Valpolicella DOC Valpantena: un vino di buona freschezza e struttura, piacevolmente fruttato. Semplice – ma assolutamente non banale – che sin dal primo sorso svela le potenzialità della Valpantena e, in particolare, della micro-zona di Costa Arènte. Icona di un territorio, è l’Amarone, da anni sul podio dei “Grandi Rossi” italiani. L’Amarone di Costa Arènte è rosso rubino profondo con bordi che tendono al granato, al naso ha bouquet complesso con sentori fruttati di marasca e toni di tabacco. In bocca svela grande struttura e tannini morbidi ed eleganti. È Top dei Top ovvero il miglior vino rosso di quest’anno che potremo incontrare a Golosaria nella sezione wine.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

NEGRAR (VR) - COLLE CERÈ
TOP2022 Amarone della Valpolicella Classico 2015

Siamo in uno delle località di riferimento della Valpolicella classica, in un'azienda agricola che da più generazioni è impegnata nella produzione dei grandi rossi del territorio. Oggi alla guida c'è Cesare Righetti che ha ereditato terre e passioni dal papà Antonio. In vigna solo corvina, corvinone, rondinella e molinara. All'assaggio l'Amarone della Valpolicella Classico 2015 ripercorre alcune caratteristiche da manuale di questo vino come il profilo olfattivo dove il mallo di noce si affianca a terziari a cui si aggiunge, interessante, una nota di peperoncino.

SAN MARTINO BUON ALBERGO (VR) - CORTE SCALETTA
TOP2022 Valpolicella Superiore Ripasso 2018

Siamo in una delle nostre cantine di riferimento in Valpolicella che ha puntato in maniera pressoché esclusiva sulle uve tipiche della zona: corvina, corvinone e rondinella a cui si aggiunge un piccolo vigneto di cabernet sauvignon vinificato in purezza. Sorprendente il Valpolicella Ripasso Superiore 2018 che al naso lascia emergere una nota vegetale, erbacea, accompagnata dalla liquirizia. In bocca è avvolgente con una speziatura che ritorna a più riprese.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

SAN BONIFACIO (VR) - INAMA
FUORIDITOP2022 Soave Classico “Foscarino” 2020

Nasce dalle vigne vecchie di garganega e rappresenta un'interpretazione del vitigno che vuole sottolinearne le espressioni floreali. Al naso infatti riesce ad evocare sambuco, iris, camomilla che ritroveremo anche nell'area retrolfattiva. In bocca è ricco, ampio, persistente.

VILLAFRANCA DI VERONA (VR) - ALBINO PIONA
FUORIDITOP2022 Custoza 2021

Ci ha confermato le buone impressioni che abbiamo tratto già all'assaggio del campione dell'annata precedente. Anche in questo caso il naso è fine, floreale, con note di sambuco e spezie. In bocca allo stesso modo spicca per equilibrio e giusta sapidità. È un vino superbo, per dirla tutta, che assaggiato di fianco al Gavi ci ha riportati a Verona dove i vini a base di cortese si sono confrontati. E anche il nostro confronto fra un’interprete della fernanda (il Custoza) e del cortese in purezza (il Gavi) ha destato qualche emozione.

TRENTINO

LAVIS (TN) - VILLA PERSANI DI CLEMENTI SILVANO AZ. AGR.
TOP2022 Vigneti delle Dolomiti Pinot Grigio “Performance” 2018

Sulle colline Avisane, Silvano Clementi dal 2006 segue le impronte del padre Renzo trasformando i frutti della terra. Dal 2012, quando vigneti e meleti si sono trovati ormai in equilibrio, ha dato avvio alla trasformazione delle varie colture in prodotto finale, mirando ad un’agricoltura attenta alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio secondo i dettami dell’agricoltura biologica (ad oggi tutti i vigneti e frutteti sono certificati biologici ICEA). Un impegno che si riflette nei vini, specialmente in questo campione di Vigneti delle Dolomiti Pinot Grigio, che tocca i vertici dell’eccellenza compiendo una “Performance” magistrale in tutto e per tutto. Viene cullato in botti di acacia ed è stupendo per la sua eleganza. Ha colore brillante che tende leggermente al ramato, al naso note floreali balsamiche di uva spina. In bocca la sua freschezza è caratteristica e penetrante, giocata su un bellissimo equilibrio.

ALTO ADIGE

BOLZANO (BZ) - ANDREAS BERGER THURNHOF
TOP2022 Sudtirol Sauvignon “800” 2020

Attorno al maso Turnhof da secoli la coltivazione della vite è pane quotidiano. Dapprima dei monaci bavaresi, che vinificavano le uve per ottenere il vino da spedire e consumare nei loro conventi oltre confine; oggi della famiglia Berger-Mumelter, con Hans e Andreas che portano avanti la tradizione avvicinandosi quanto più possibile la coltivazione biologica, per una produzione complessiva di circa 20 mila bottiglie l’anno. E proprio la loro cantina ci conferma sulla strada dell'Alto Adige, dove quest'anno abbiamo solo compiuto assaggi estremamente positivi. Come negli altri casi, ancora pulizia, sapidità e mineralità. Il Sauvignon Sudtirol 800 del 2020, ottenuto da uve provenienti da una vigna di alta quota situata sul monte Renon, ha un naso di frutta esotica, salvia, erbe stomatiche che affiancano il bosso mentre in bocca ha una mineralità spiccata. Grandioso.

VELTURNO (BZ) - ZÖHLHOF
TOP2022 Sudtirol Eisacktaler Sylvaner “Greil” 2020

Ancora una volta chapeau per una cantina altoatesina che, come in altre prove di assaggio, ha dimostrato i caratteri identificativi, la firma, di una regione vitivinicola che oggi - possiamo dirlo con ragionevole certezza - è ai vertici nel mondo. In questo caso siamo in una piccola realtà coltivata secondo i metodi della biodinamica. I vigneti sono disposti intorno al maso di famiglia a circa 600 metri slm. Sorpresa per il Sylvaner Sudtirol Eisacktaler Greil 2020, che al naso lascia esplodere le note verdi di foglia di pomodoro accompagnate da chiodo di garofano e idrocarburi. Un vino minerale che anche in bocca mostra equilibrio, acidità, freschezza.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

FRIULI VENEZIA GIULIA

CORMONS (GO) - KURTIN
TOP2022 Collio Friulano 2021

Una vera e propria sorpresa questa realtà di Gorizia, fondata nel 1906 da Martino che la affidò al figlio Giovanni sindaco di Cormons tra le due guerre. Da allora l'azienda è stata tramandata tra le diverse generazioni della famiglia diventando nel 1970 a vocazione prettamente vitivinicola. Dal 2017 con l'ingresso di Ulisse Bellesso nella compagine aziendale Kurtin ha assunto una nuova immagine con il rinnovamento delle strategie commerciali e delle grafiche per presentarsi con maggiore incidenza sul mercato internazionale. I vini però in controtendenza rispetto a questa svolta - ci pare dall'assaggio - hanno invece puntato sull'identità dei singoli vitigni e della loro interpretazione nel Collio. Tra questi la nostra preferenza è andata al Collio Friulano 2021, con naso di pera, pepe e una nota minerale molto interessante. In bocca è equilibrio puro.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

PREMARIACCO (UD) - SCUBLA ROBERTO
top2022 Friuli Colli Orientali Pinot Bianco 2021

Studi di biologia, un lavoro in banca e poi la scelta di abbandonare tutto per dedicarsi a una passione per il vino inseguita fin da ragazzo per Roberto Scubla. Nel 1991 viene costituita l'azienda partendo da alcune vecchie vigne a cui si sono aggiunti nuovi impianti nella zona dei Colli Orientali del Friuli. Un decennio dopo con la ristrutturazione della casa padronale e della cantina l'azienda si struttura ulteriormente fino ad arrivare ai venti ettari attuali. Gli assaggi sono stati tutti molto convincenti, con la pienezza del frutto abbinata a una finezza dei profumi e in bocca che accomuna tutti i campioni. Al Top il Pinot Bianco 2021 che lascia esplodere con la massima pulizia la polpa della pera accompagnata da un sorso ricco, pieno, elegante.

TREPPO GRANDE (UD) - AGANIS
TOP2022 Friuli Colli Orientali Refosco dal Peduncolo Rosso “Po Folc” 2020

Le agane nella cultura tradizionale friulana sono gli spiriti protettrici dei corsi d'acqua, amate e rispettate da pescatori e agricoltori. Da qui il nome dell'azienda dei fratelli Simone, Fabio e Alessio Cecchetto, già celebri nel mondo del Raboso, che hanno deciso di investire in un'azienda di 22 ettari di vitigni che affondano le radici nella ponca, il terreno che dona il particolare profilo olfattivo e la struttura ai vini di questa parte del Friuli. Una bellissima scoperta per noi è stato il Friuli Colli Orientali Refosco del Peduncolo Rosso Po Folc 2020, che ha naso profondo, con profumi di grafite, e che in bocca è equilibrato, con tannino fine.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

EMILIA ROMAGNA

MONTE SAN PIETRO (BO) - MONTEVECCHIO CAVAZZA ISOLANI
TOP2022 Colli Bolognesi Pignoletto Frizzante rifermentato in bottiglia

Siamo a Monte San Pietro in un complesso di tenute e ambienti che rappresenta in pieno la storia di una famiglia arrivata a Bologna nel Duecento - ancora oggi una delle zone più belle del centro cittadino porta il loro nome - e capace di produrre vini per il fiorente mercato cittadino fin dal Quattrocento. In vigna ci sono i classici vitigni dei Colli, quindi pignoletto, cabernet sauvignon e merlot coltivati in regime biologico. Questo Colli Bolognesi Pignoletto Frizzante rifermentato in bottiglia è un piccolo capolavoro: ha colore giallo dorato, un profumo di miele e di agrumi, in bocca è pieno con una sapidità intensa e un finale dove arriva la mandorla.

OZZANO DELL'EMILIA (BO) - PALAZZONA DI MAGGIO
TOP2022 Romagna Sangiovese Superiore Riserva “Le Armi” 2016

La tenuta Palazzona di Maggio, di proprietà della famiglia Perdisa, è sita in una zona di rilievo storico e paesaggistico, tra Bologna e Imola. I vigneti sono ubicati in media collina, magnificamente esposti e coltivati in terreni da alluvioni argillose. Il microclima permette le condizioni per l’ottenimento di uve di elevata qualità. Come dimostra questo Sangiovese di razza, che ha note di viola macerata e si presenta intenso, pieno. È assai profondo al naso e in bocca, ma soprattutto fresco e minerale, mostrando i muscoli dei suoi tannini e della sua freschezza. Una gran sorpresa.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

CASTROCARO TERME E TERRA DEL SOLE (FC) - POGGIO DELLA DOGANA
TOP2022 Romagna Albana “Belladama” 2021

Una realtà che, date retta a noi, sarà famosa. La cantina ha 20 ettari di vigneti, divisi in due preziose sottozone, Brisighella, che si estende lungo la valle del torrente Lamone, e Castrocaro, attraversata dal torrente Montone, con l’area più rappresentativa che è quella di Castrocaro (90-150m slm), appunto. L’azienda è la creatura di tre amici e imprenditori, i fratelli Aldo e Paolo Rametta e Cristiano Vitali. La conduzione dei vigneti avviene in regime biologico (certificato a livello europeo da Suolo e Salute) e la guida è affidata all’agronomo ed enologo Francesco Bordini, figura che stimiamo molto e conosciuto come “rivoluzionario del Sangiovese”, soprannome conquistato sul campo, per la sua capacità, negli anni, di individuare una nuova cifra per il Sangiovese di Romagna, pur conservando sempre un forte legame con il terroir. Ma di questa realtà quest’anno ci ha colpiti in particolare l’Albana “Belladama”, di colore oro brillante, lucente. Al naso prevalgono note speziate sulla frutta, piuttosto intenso. Rotondo, piacione, tannico, in cerca di equilibrio.

MODIGLIANA (FC) - VILLA PAPIANO
TOP2022 Forlì Trebbiano “Strada di Corniolo” 2019

Un’oasi naturalistica a ridosso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è la scegnografia che ospita Villa Papiano, una cantina sul confine tra Romagna e Toscana, a metà strada tra una matrice naturale antichissima e una forte attenzione per le potenzialità della vite. Dai vigneti situati ad altezze di 500 metri sul livello del mare e coltivati in regime biologico, i fratelli Francesco, Maria Rosa, Giampaolo e producono vini longevi che riflettono appieno il territorio. E dobbiamo dire che il Trebbiano “Strada Corniolo” 2019 ci ha davvero rapito. Ha colore brillante che tende all’oro, note verdi e di frutta esotica, molto diretto. In bocca ha un ingresso morbido, ma poi mostra acidità diffusa con una filigrana bellissima e una chiusura sapida che fa innamorare.

SANTA CROCE DI CARPI (MO) - CANTINA DI SANTA CROCE
TOP2022 Lambrusco Salamino di S. Croce “Vigne Vecchie” 2021

C’è un vino che mette d’accordo tutti nella Pianura Padana quando si tratta di celebrare i piatti autunnali: cassoeula in Lombardia, bagnacaoda in Piemonte e cotechino in Emilia: è il Lambrusco. Ora, i diversi vitigni del Lambrusco – salamino, sorbara, grasparossa, lancellotta – hanno origine dalla ‘Vitis labrusca’, una vite selvatica che cresceva ai margini dei campi già in epoca romana. A lato di fossi e argini, ai giorni nostri, si può ancora ritrovare. La prima declinazione citata dell'antico vitigno – il salamino di Santa Croce - trova tra le sue migliori interpretazioni quella prodotta dalla cantina cooperativa omonima, fondata nel 1907 a Carpi, nel Modenese, da una cinquantina di soci, diventati oltre 250 nel terzo millennio. Ma questo numero, in costante crescita di anno in anno, rivela la bontà del progetto vitivinicolo seguito con perizia assoluta dall'enologo Michele Rossetto, veneto di nascita ma emiliano d'adozione. Sono 180mila i quintali di uva conferiti ogni vendemmia in cantina per un totale di 350mila bottiglie annue. Siamo stati con lui a Carpi, e dopo un assaggio di svariati campioni di Lambrusco Salamino di Santa Croce di varie aziende, il calice perfetto è stato il Lambrusco Salamino di Santa Croce “Vigne Vecchie” 2020: un vino clamoroso, prodotto in sole 16mila bottiglie, dal colore violaceo intenso e concentrato e spuma rosea persistente. Al naso ha note fruttate profonde e cenni animali. È fragoloso e ciliegioso, fragrante e vivo. In bocca il velluto scorre su bollicine cremose, per un vino davvero d’antan realizzato con tecniche di massima valorizzazione del grappolo, da vigne di oltre vent’anni. Un Lambrusco secco e generoso, che rende omaggio agli appassionati del Salamino.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

CORREGGIO (RE) - VITIVINICOLA FANGAREGGI
TOP2022 Lambrusco dell’Emilia “Vigna Nera”

Pane e Lambrusco. O Lambrusco e pop corn come direbbe un altro illustre concittadino di Giuseppe e Roberto che dal 2005 conducono questa azienda agricola che era già del nonno Augusto e che può contare su vigneti tra Modena e Reggio Emilia. Un'azienda di cuore, ma anche tanta tecnica perché le tre interpretazioni che ci hanno proposto di Lambrusco sono tutte grandi, ognuna a suo modo. Dopo una lunga discussione al tavolo degli assaggi però il massimo dei voti è andato al Lambrusco Vigna Nera, il loro primo vino, quello che definiscono tradizionale, contadino. Ma non è così: è un vino terragno, emiliano, che ha il calore di certe canzoni, quelle atmosfere di Rane a Rubiera Blues, con naso di cascina, frutta rossa e buccia di salame, in bocca è tannico, vibrante, graffiante. Romantico come un vecchio blues.

SANTARCANGELO DI ROMAGNA (RN) - ROSA FANTI
TOP2022 Rubicone Trebbiano “Fiammarossa” (trebbiano della fiamma) 2020

Carlo Cracco e la sua svolta, potrebbe essere questo il titolo di un libro che racconta la storia di un cuoco divenuto famoso, che tuttavia ha scelto una strada più salutistica nella concezione del suo menu, e anche “sostenibile”, benché la parola sia abusata. La chiave di tutto credo sia stato un desiderio della moglie Rosa Fanti che con Carlo ha deciso di acquistare un’azienda agricola nel suo paese d’origine: Sant’Arcangelo di Romagna. Un complesso di 16 ettari dei quali 6 a frutteto, secondo la vocazione produttiva di questa zona dove si raccolgono albicocche, pesche, ciliegie e cachi. L’azienda ha preso il nome di Rosa Fanti e la sostenibilità è quindi un mood, così come la tendenza al biologico per i vigneti disseminati su 5 ettari, con viti che vanno dai 50 agli 80 anni di età. Per questa impresa Rosa e Carlo si sono affidati a un enologo speciale come Luca D’Attoma. Clamoroso è il Rubicone Trebbiano Fiammarossa 2020, frutto di un ecotipo di trebbiamo tipico della Romagna che si è estinto. E i Cracco hanno avuto la fortuna di trovarne le viti in quella vigna antica. Questo vino ha un colore brillante con sfumature tipo pinot grigio che tendono leggermente al ramato. Al naso senti la polpa del caco, l’albicocca matura, l’uva spina, ma la sua complessità vira poi sul floreale con la ginestra, e una parte verde balsamica (finocchietto) carezzata da una leggera speziatura. Ha una sua rusticità, che è propria del vitigno, che esce fuori, indomata. In bocca è un vino con le spalle larghe, incisivo nella sua acidità, dove senti ancora di più la masticabilità del tannino. Sapido e minerale sul finale. Davvero clamorosa questa riscoperta, tanto da chiedersi perché mai questo vitigno abbia rischiato l’oblio.

FORLÌ (FC) - BALLARDINI
FUORIDITOP2022 Romagna Albana “Leggiadro” 2021

Colore oro, al naso note speziate piene. Molto interessante. In bocca è minerale con suadenze di miele. E fine, di bell’equilibrio e poi persino tannico e fresco. È unico.

CASTELVETRO DI MODENA (MO) - CANTINA SETTECANI - CASTELVETRO
FUORIDITOP2022 Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Rosato “Setterose”

Ha naso tipico del grasparossa, anche in questo caso con la ciliegia piena, matura, in bocca è elegante, disteso, con una bolla fine e avvolgente.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

QUATTRO CASTELLA (RE) - CANTINA SOCIALE PUIANELLO E COVIOLO
FUORIDITOP2022 Lambrusco Reggiano “Contrada Borgoleto”

Al naso è vinoso, e poi senti piacevoli note di fungo e spezie. In bocca la fragranza si impatta con una bella tannicità e un’avvolgenza che offre una suggestione dolce. Bellissimo bicchiere!

SCANDIANO (RE) - TENUTA DI ALJANO
FUORIDITOP2022 Lambrusco Reggiano “Settefilari”

Eccellente, andando sul versante Reggiano, il Lambrusco di Settefilari pieno, tannico, con un naso invitante, vegetale con una nota di rabarbaro netta. W il Lambrusco!

RIMINI (RN) - CA’ PERDICCHI
FUORIDITOP2022 Rubicone Sangiovese “Maestrale” 2021

Al naso lascia emergere la noce verde, quella di San Giovanni che si raccoglie per il nocino. Intenso come al colore, in bocca è tannico, vibrante.

TOSCANA

CAVRIGLIA (AR) - TENUTA SAN JACOPO
TOP2022 Toscana Biologico “Caprilius” (r - montepulciano) 2016

Uno splendido complesso del Settecento circondato da oltre 130 ettari di viti, oliveti e boschi rappresentano il cuore dell'impresa Tenuta San Jacopo fondata dai fratelli Vanni, Carlo e Marco Cattaneo che nel 2002 hanno acquisito la proprietà puntando su una ristrutturazione dei vigneti secondo l'impronta della viticoltura biologica. Oggi le diverse case coloniche e i fabbricati si sono aperti all'ospitalità in splendidi appartamenti immersi tra queste affascinanti colline che segnano il confine tra Chianti Classico e Valdarno mentre la cantina ha saputo ritagliarsi una propria identità ben definita. Ne abbiamo avuto la riprova fin dall'assaggio del Toscana Biologico Caprilius 2016, un vino da campioni che ha naso profondo, di ciliegia sotto spirito, cacao e idrocarburi. Bellissimo sorso, con ingresso morbido e tannino avvolgente.

CORTONA (AR) - FABRIZIO DIONISIO
TOP2022 Cortona Syrah “Linfa” 2020

Fabrizio Dionisio è un vignaiolo innamorato del syrah e proprio su questo vitigno che ha trovato nella zona di Cortona la sua terra d'elezione ha costruito, fin dalla fine degli anni Novanta, il suo progetto. Oggi i due poderi di proprietà, sette ettari e mezzo di vigneto complessivi, sono dedicati (quasi) completamente a questo vitigno che abbiamo assaggiato nelle diverse espressioni e in particolare ci ha sorpreso il Cortona Syrah Linfa 2020, già un esemplare di razza: al naso mostra note di grafite, pelliccia, sottobosco, e peperone; in bocca è tannico, spigoloso come piace a noi.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

BARBERINO TAVARNELLE (FI) - PRATALE
TOP2022 Chianti Classico 2020

Dal 1965 c’è la famiglia Coli alla guida di questa bellissima tenuta nella Val di Pesa, che oggi può fregiarsi di una produzione di assoluta eccellenza, grazie alle capacità dei fratelli Giampiero e Gianfranco prima, e oggi di Belinda, Giacomo, Gianluca, Filippo e dei rispettivi figli. Il loro Chianti Classico è un campione che si distingue immediatamente per il naso ricco di frutta fresca, con la polpa di fragola accompagnata da note floreali e balsamiche. Un vino che si mostra altrettanto ricco, polposo, in bocca.

PANZANO IN CHIANTI (FI) - TENUTA CASENUOVE
TOP2022 Chianti Classico 2018

Dopo diverse degustazioni abbiamo deciso di riassaggiare i vini di questa cantina che ci avevano particolarmente colpito. A distanza di otto mesi, confermiamo l'ottima impressione generale soprattutto grazie al Chianti Classico 2018 che rivela un naso complesso, di sottobosco e pelliccia, in bocca ha la giusta acidità, equilibrio accompagnati da una bella speziatura.

PONTASSIEVE (FI) - COLOGNOLE
TOP2022 Chianti Rufina 2020

Tra i migliori assaggi dalle Anteprime, questo Chianti Rufina prodotto nella cantina dei Conti Spalletti Trivelli, una delle aziende storiche del Chianti Rufina che vinifica solo le uve provenienti dai suoi 27 ettari di vigna per una produzione di circa 120 mila bottiglie l’anno. All’assaggio abbiamo trovato una gran bella espressione di frutta; naso complesso con una bocca scalare, elegante, davvero fatto bene e di ottima persistenza.

CASTEL DEL PIANO (GR) - PODERE ASSOLATI
TOP2022 Montecucco Sangiovese 2017

C’è una bella espressione della Maremma Toscana nel Montecucco di questa cantina, per noi nuova, sita in una bellissima zona collinare sulla strada per il monte Amiata, che su una superficie complessiva di 105 ettari ne destina 5 alle viti dove a dominare è il sangiovese. Ci hanno convinti da subito con il loro Montecucco Sangiovese “Podere Assolati” 2017, un vino con un naso fine che emerge da un colore rubino con riflessi aranciati. Profumi veri di frutta. Molto buono elegante, in una bella combinata di acidità innestata sui tannini.
Sarà presente a Golosaria Milano 2022 in un wine tasting

MASSA MARITTIMA (GR) - PODERE RANIERI
TOP2022 Maremma Toscana Viognier “Solo Viognier” 2019

Siamo a Massa Marittima (Gr), in Maremma, a scoprire un’azienda che è anche una novità. Pochi ettari intorno al podere di famiglia che Michele coltiva direttamente dopo aver lasciato dieci anni fa il suo lavoro nel mondo della comunicazione per tornare tra le vigne in Toscana. Oggi la sua produzione guarda alle vinificazioni in purezza dei singoli vitigni, con risultati, possiamo anticiparlo, decisamente notevoli. Come conferma questo Maremma Toscana Viognier Solo Viognier 2019, molto interessante fin dal naso, dove a occhi chiusi potrebbe essere confuso con un aromatico passito per il profumo netto di albicocca, a creare un piacevole contrasto all’assaggio dove invece si dimostra decisamente secco.

CASTAGNETO CARDUCCI (LI) - TENUTA LE COLONNE
TOP2022 Bolgheri Rosso 2019

Questa cantina è uno dei marchi del gruppo che fa capo all'azienda agricola Dievole dell'imprenditore argentino Alejandro Bulgheroni, che ha puntato su coltivazione biologica, uso di botti grandi e cemento e soprattutto sull'ospitalità, che caratterizza tutte le tenute del gruppo. Tra i migliori assaggi il sorprendente Bolgheri 2019, che ha profumi di peperone e note balsamiche, mentre in bocca risulta complesso con buona acidità.

MASSA (MS) - CALEVRO
TOP2022 Candia dei Colli Apuani Vermentino Nero 2019

È Fabrizio Bondielli a condurre questa piccola cantina eroica a dimora a Massa, che pur essendo attiva dagli anni Sessanta, solo ora si sta affacciando sulla scena. Il suo Vermentino Nero Candia dei Colli Apuani 2019 ci conferma che da questo vitigno di possono fare grandi cose: al naso è floreale, c’è la viola, con una bella speziatura, e una parte animale. Memorabile! È il secondo anno consecutivo che un Vermentino Nero sale sul podio dei Top Hundred
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

MASSA (MS) - IL MORETTO
TOP2022 Candia dei Colli Apuani Bianco Secco “Terrazzato Nobile” (vermentino, albarola, malvasia) 2020

L’azienda di Giorgio e Piera Conti si estende su cinque ettari (20mila le bottiglie) interamente terrazzati. E proprio a questa caratteristica morfologica si rifà il loro Candia dei Colli Apuani Bianco Secco “Terrazzato Nobile” (80% vermentino, 15% albarola, 5% malvasia), che è semplicemente grandioso: al naso ha note quasi sulfuree, in bocca è pieno con una mineralità che spinge.

RIPARBELLA (PI) - DUEMANI
TOP2022 Costa Toscana Grenache “G.Punto” 2020

Ci sono Elena Celli e l’enologo Luca D’Attoma nel cuore di questa azienda della costa Toscana che su un pendio che forma un suggestivo anfiteatro di vigne coltivano cabernet franc, syrah e merlot seguendo i dettami dell’agricoltura biodinamica. Nascono in questo modo vini ghiotti come questo Costa Toscana Grenache chiamato “G.Punto” che ammalia con le sue note speziate ed eleganti e che in bocca esplode con una balsamicità dirompente e una infinita setosità dei tannini.

CARMIGNANO (PO) - PODERE IL SASSOLO
TOP2022 Carmignano 2019

Con questo antico podere Antonio Mannelli ha ripreso in mano la tradizione vinicola della tenuta, i cui vini venivano già prodotti in epoca etrusca. Dal 1975 è arrivato a produrre 14 mila bottiglie ogni anno, di cui 4mila di Carmignano. Un vino identitario che nell’annata 2019 ci ha convinti parecchio: colore rubino trasparente, note fruttate più distese ed evidenti di bella intensità. In bocca è setoso e morbido, ma con tannini ancora vivi e un’acidità piena. Buono.

QUARRATA (PT) - BONACCHI
TOP2022 Chianti Classico 2020

Uno dei migliori assaggi delle ultime Anteprime, il Chianti Classico della cantina Bonacchi che mostra un naso intrigante che alle note floreali di viola, bellissima, aggiunge il rabarbaro. In bocca ha un’acidità spiccata e tannino diffuso. Si apre nella distanza.

MONTALCINO (SI) - CANALICCHIO DI SOPRA
TOP2022 Brunello di Montalcino 2017

60 ettari di terreno nel versante nord-est della collina di Montalcino di cui 19 coltivati a vigneto sono il patrimonio della cantina che dal 1962 scrive la storia della viticoltura ilcinese e che oggi è guidata da Francesco, Marco e Simonetta, terza generazione della famiglia. Top Hundred il loro Brunello di Montalcino 2017, un vino iconico dal naso denso di note animali e fruttate, con sorso elegante, disteso ed equilibrato. Nella degustazione alla cieca delle Anteprime, per Paolo Massobrio e Marco Gatti questo è risultato il n. 1

MONTALCINO (SI) - PIETROSO
TOP2022 Brunello di Montalcino 2017

L’azienda agricola Pietroso nasce a Montalcino negli anni ’70 dalla passione del viticoltore Domenico Berni, con l’intento di produrre vini ridotti in quantità ma di elevata qualità. Alla sua conduzione oggi c’è il nipote Gianni Pignattai, coadiuvato dall’enologo Alex Dondi e dall’agronomo Federico Becarelli, che su 13 ettari totali di cui 5 coltivati a vigneto, ne destina 3,7 alla produzione di Brunello di Montalcino. Top il suo vendemmia 2017, capace di esprimere intense note di pelliccia e una piacevolissima anima fruttata. Una bella sorpresa!

MONTEPULCIANO (SI) - ANTICO COLLE
TOP2022 Vino Nobile di Montepulciano 2019

Nella zona est di Montepulciano, da tre generazioni la famiglia Frangiosa si dedica alla coltivazione della vite. Nel rispetto dei naturali processi di sviluppo delle piante, da circa 20 ettari totali di terreni posti a 300-400 metri sul livello del mare producono vini che sono il riflesso del terroir circostante. Il loro Vino Nobile è da incorniciare, perché rappresenta un’interpretazione coerente dell’annata. Ha colore rubino trasparente e consistente. Naso fine più speziato che fruttato. In bocca è disteso, equilibrato, lungo. Bene!

MONTEPULCIANO (SI) - IL MOLINACCIO
TOP2022 Vino Nobile di Montepulciano “La Spinosa” 2019

Dopo un attento lavoro di restauro, questo antico mulino è diventato una dimora di lusso dove trascorrere intere giornate nella tranquillità della campagna. Ma Il Molinaccio è prima di tutto un’azienda agricola che da 3,6 ettari di vigneto ottiene Rosso di Montepulciano, e Il Vino Nobile La Spinosa. Un campione, quest’ultimo, che abbiamo scelto di premiare dopo un assaggio memorabile alle Anteprime Toscane. Di colore rubino trasparente, ha naso speziato dolce con note di ciliegia e un che di rabarbaro. In bocca i tannini sono levigati più di altri. Freschezza e chiusura leggermente allappante. Grande!
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

RADDA IN CHIANTI (SI) - FATTORIA POGGERINO
TOP2022 Chianti Classico 2020

Altra sorpresa dalle Anteprime di Toscana questa cantina avviata nel 1980 da Floriana Ginori Conti con il marito Fabrizio Lanza e oggi portata avanti dai figli Piero e Benedetta. L’azienda si estende su 43 ettari, di cui 12 di vigneto piantati principalmente a sangiovese, e affianca alla produzione di vino anche l’attività agrituristica. Il loro Chianti Classico 2020 è un vino enciclopedico, che al naso mostra una ciliegia pulita e molto intensa, spinta da una buona alcolicità. In bocca si presenta diretto, elegante, pieno.

SAN GIMIGNANO (SI) - IL LEBBIO
TOP2022 Vernaccia di San Gimignano 2021

Il Lebbio è un’altra cantina che ci ha portato ad assegnare il massimo dei giudizi. Al timone c’è la famiglia Niccolini, che vanta un’esperienza plurigenerazionale nella produzione di vino e che si avvale dell’esperienza dell’enologo Luciano Bandini per produrre vini di grande finezza e personalità. Come nel caso di questa Vernaccia da manuale, con note fini e speziate, prima di marcare il frutto. In bocca è molto franco, ampio e dà la spalla al velluto elegante. Buono buono!

SAN GIMIGNANO (SI) - TENUTA LE CALCINAIE
TOP2022 Vernaccia di San Gimignano 2021

Una Vernaccia 2021 fantastica. Di colore giallo oro, al nano esprime ananas intenso e note minerali, ma anche una bellissima albicocca. In bocca è fresco, pieno. Un vino iconico per una cantina che dal 1995 segue integralmente il protocollo biologico e che su 12 ettari di terreno coltiva vernaccia e sangiovese per un totale di 70 mila bottiglie ogni anno. Simone Santini, un grande.

SARTEANO (SI) - OLIVI - LE BUCHE
TOP2022 Orcia Bianco “Coreno” (trebbiano, malvasia) 2019

27 ettari vitati incastonati nel paesaggio delle colline senesi è il patrimonio su cui possono contare Giuseppe e Riccardo Olivi, che in cantina hanno scelto di puntare su vitigni autoctoni come sangiovese, pugnitello e trebbiano, oltre a vitigni internazionali. Una scelta precisa, che unita al terroir di questa zona particolarmente vocata per la produzione vinicola consente loro di dare vita a vini longevi ed eleganti. Come nel caso dell’Orcia Bianco “Coreno”, un bianco di colore giallo oro, con note di banana e leggere spezie, che in bocca si fa apprezzare per la sua persistenza, portata da una spalla acida e dalla mineralità.

PORTO AZZURRO (LI) - ARRIGHI
FUORIDITOP2022 Toscana Viognier “Vip” 2021

Con un naso complesso, quasi aromatico, esprime la piacevolezza dei fiori di zagara che ritornano anche in bocca in un sorso equilibrato e delicato.

RADDA IN CHIANTI (SI) - CASTELLO DI RADDA
FUORIDITOP2022 Vin Santo del Chianti Classico Occhio di Pernice 2016 TOP DEI TOP PASSITI

Un’ apoteosi questo assaggio che figura fra i vini Top dei Top della categoria passiti. ha Colore aranciato ruggine; al naso datteri, prugna, noce (tipo nocino), caffelatte. In bocca è sontuoso la sua pregnante fruttosità con la prugna le spezie, ma anche un tannico rotondo speciale che si intreccia con un dolce speziato dove alla fine emerge quella prugna essiccata.

MAGLIANO IN TOSCANA (GR) - TERRE DELL’ETRURIA
FUORIDITOP2022 Maremma Toscana Vermentino “Il Poderone Marmato” 2021

Vino arrivato ai vertici del Premio Vermentino di Diano Castello, punta in maniera netta sulla cotè mediterranea e di erbe aromatiche. In bocca è fresco con una sapidità ben definita.

MARCHE

FABRIANO (AN) - CANTINE ENZO MECELLA
TOP2022 Verdicchio di Matelica “Godenzia” 2019

Grande bianco quello delle Cantine Mecella, fondate da Marsilio più di 50 anni fa, e oggi guidate da Enzo, istrionico titolare dell’azienda dal 1977, da quando, dopo il diploma in Enologia a Conegliano Veneto, ha assunto la piena responsabilità dell’attività paterna. Con lui ora la terza generazione rappresentata dal figlio Michele che dopo la laurea in Economia e Commercio ed alcune esperienze lavorative in grandi realtà, si è inserito in azienda. Nel bicchiere il Verdicchio di Matelica Godenzia 2019 si è rivelato un vino davvero raffinato, con note di prugna bianca macerata, erbe officinali, camomilla, alloro e sentori balsamici. In bocca è pieno, tannico e croccante, con una piacevole sapidità sul finale.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

STAFFOLO (AN) - TOMBOLINI
TOP2022 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Doroverde” 2020

È una grande interpretazione del Verdicchio quella proposta dai Tombolini, vignaioli che da quattro generazioni danno il lustro che merita a una denominazione tra le più importanti delle Marche. Eccellente il loro Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Doroverde” 2020, un vino davvero intrigante e decisamente vellutato, con note anche speziate e un frutto pieno di polpa di mango. In bocca è ampio e ha una notevole espressione fine e fresca.

SAN COSTANZO (PU) - BRUSCIA VINI
TOP2022 Bianchello del Metauro Spumante Brut Metodo Classico Millesimato “Conte Giulio” 2015 TOP DEI TOP SPUMANTI

Le piccole cantine fanno grandi cose. La riprova ce l’ha data la famiglia Bruscia - Stefano e Modestino con i cugini Davide e Paolo – che all’inizio del nuovo millennio, complice anche l'abbandono della bieticoltura cui erano dediti, con l'ausilio dell'enologo Giancarlo Soverchia, hanno riorganizzato la filiera della loro azienda agricola con una conversione totale in biologico, e una decisa virata verso le diverse interpretazioni del Bianchello del Metauro. Una eccezionale, che rappresenta per noi il miglior spumante della classifica, è lo Spumante Brut Metodo Classico “Conte Giulio” 2015, che ha colore brillante oro, con note di crosta di pane poi fruttate distese ed è speziato, ricco, fragrante con un’acidità caratteristica e prolungata. È lo spumante Top dei Top dell’edizione 2022 dei Top Hundred
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

UMBRIA

MONTEFALCO (PG) - ANTONELLI SAN MARCO
TOP2022 Trebbiano Spoletino “Anteprima Tonda” 2019

Tra le aziende più longeve della denominazione, questa cantina di proprietà dell’omonima famiglia fin dal 1881. Composta da 190 ettari in un corpus unico al centro della zona Docg di Montefalco, dal 2009 ha effettuato la conversione integrale all’agricoltura biologica certificata per tutte le produzioni. Il Trebbiano Spolentino Anteprima Tonda 2019 è un campione da manuale di questo vino, ancora poco considerato da buona parte della stampa di settore, ma dalle enormi potenzialità. Di colore oro antico ha naso molto speziato con profumi di dattero e zafferano, mentre in bocca è diritto, secco, quasi tannico. (“Grandioso!” è stato il nostro commento commosso).
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

CASTEL VISCARDO (TR) - CANTINE MONRUBIO
TOP2022 Orvieto Classico Superiore “Papabile” 2020

Sorpresa dalla zona di Orvieto e precisamente a Castel Viscardo per il vino firmato dall'enologo Riccardo Cotarella alla direzione della Cantina Monrubio, realtà cooperativa con oltre 400 soci sul territorio. Frutto di uve trebbiano, grechetto e malvasia, segna una nuova stagione per questa cantina che con questo vino evoca i fasti dei vini umbri portati nelle sale Vaticane. Quindi vira deciso verso un mercato di alta gamma e internazionale. L'Orvieto Classico Superiore Papabile 2020 è concentrato fin dal colore oro, con un naso di miele, spezie, fieno e note agrumate. In bocca è minerale con una chiusura quasi tannica. Un grande omaggio di Cotarella al suo paese d'origine.

MARSCIANO (PG) - CANTINA CENCI
FUORIDITOP2022 Umbria Grechetto "Anticello" 2020

Immerso nel tipico paesaggio collinare umbro, eccoci in un antico podere del 1687 dei Monaci Olivetani esperti coltivatori di vite e olivo. In questo luogo la famiglia Cenci produce vino da 4 generazioni ed oggi Giovanni Cenci, giovane e appassionato propone un Grechetto capace di spiccare con un'intensità fruttata al naso dove convergono albicocca, nocciola e biancospino che si accompagnano a una gradevole freschezza al palato.

LAZIO

PIGLIO (FR) - LA VISCIOLA
TOP2022 Cesanese del Piglio “Priore Mozzatta” 2019

Siamo in una cantina piccola (come dimensioni) ma dalle grandi prospettive frutto di un lavoro ultradecennale sul cesanese che rappresenta attualmente il loro fiore all'occhiello. Il Cesanese del Piglio Priore Mozzatta 2019 è un vino ricco, con un naso carico di frutta rossa e, molto bello, il pepe nero, pronunciato che in bocca mostra un corredo di tannini fini e ben distribuiti.

SAN VITO ROMANO (RM) - IL MERLO
TOP2022 Lazio Bianco “Marcello 27” (moscato bianco) 2019

Tre generazioni di vignaioli si sono succedute in questa cantina oggi condotta da Antonio Carrarini, che prosegue nell’attività insegnata da papà Marcello. L’azienda vinifica uve autoctone quali bellone, ottonese, cesanese e uve di altre varietà più diffuse tra cui trebbiano, merlot, malvasia e moscato bianco come nel caso di questo Lazio Bianco chiamato “Marcello 27” in omaggio al fondatore. Le uve vengono raccolte molto mature, quasi disidratate e infatti l’alcolicità è elevata (15,5°). Dal colore giallo oro senti note floreali, fra cui salvia e fiori di arancio tenui; in bocca è morbido, avvolgente, disteso mentre godi tutta la sua aromaticità, mai sfacciata, che finisce con una chiusura sapida. Intrigante!

ABRUZZO

ALANNO (PE) - NIC TARTAGLIA
TOP2022 Cerasuolo d’Abruzzo 2021

Noi vogliamo bene a questo produttore che già nel 2019 ci colpì molto. Oggi ci ha spiazzato con un Cerasuolo d’ Abruzzo 2021dal colore rosa trasparente. Al naso note di frutta (ciliegia) molto fresche. Equilibratissimo, vellutato, con finissimi tannini sul fondo. Il Cerasuolo come deve essere.

CANZANO (TE) - TENUTA CERULLI SPINOZZI
TOP2022 Trebbiano d’Abruzzo “Gruè” 2021

L’azienda ha fatto una scelta di campo molto chiara. Valorizzare le uve tipiche della Regione e della denominazione Colline Teramane, ossia montepulciano, trebbiano, pecorino. 180 gli ettari totali di proprietà con i vigneti che coprono una superficie pari a 35 ettari, coltivati seguendo i dettami dell’agricoltura sostenibile. Il loro Trebbiano d’Abruzzo Gruè 2021 è un capolavoro dal colore oro brillante. Ha un naso più profondo di frutta, ed è subito complesso. In bocca è uno spettacolo di croccantezza, con i suoi tannini, la freschezza giocata dentro a un sorso pieno che termina con una caratteristica sapidità. Bellissimo: cinque asterischi pieni.

CONTROGUERRA (TE) - BOSSANOVA
TOP2022 Montepulciano d’Abruzzo 2021

Non so se si può dire, ma questa azienda è sulla bocca di tanti e lo è stata anche sulla nostra in una degustazione dello scorso anno dove avevamo rilevato eccellenze su tutti i vini, prodotti in regime biodinamico. Decisamente clamoroso il Montepulciano d’Abruzzo 2021 che ha toccato il vertice dei pieni voti. Ha colore porpora vinoso; naso profondo di prugna macerata, spezie e minerali. E poi in bocca una sensazione fruttata felice, per un sorso ampio, avvolgente, carezzato dai tannini ben amalgamati. Per noi è un complimento poter dire di aver assaggiato un autentico Montepulciano contadino.

NOTARESCO (TE) - FATTORIA NICODEMI
TOP2022 Trebbiano d’Abruzzo “Cocciopesto” 2020

Questa è un’altra azienda a cui siamo affezionati. Sulle Colline Teramane, i fratelli Elena e Alessandro lavorano in regime biologico con una produzione annua di circa 200 mila bottiglie soltanto da uve di vigneti di proprietà. Abbiamo trovato eccezionale il loro Trebbiano d’Abruzzo Cocciopesto 2020, notevole già dal colore oro brillante e concentrato. Al naso frutta metallica e distesa, in bocca velluto elegante, fresco, tannico complesso. Il massimo dei voti.

LANCIANO (CH) - EREDI LEGONZIANO
FUORIDITOP2022 Abruzzo Spumante Brut Metodo Classico 2018

Uno spumante frutto di uve rare autoctone, fra cui cococciola e montonico. Affinato 36 mesi in bottiglia, ha colore è oro brillante, mentre al naso rivela note croccanti di erba secca, intense, e si può dire che champagneggi. Poi emerge la viola. È molto buono, con un perlage fine che accarezza il palato con finale sapido e ricordo di buon corpo.

SAN VITO CHIETINO (CH) - OLIVASTRI TOMMASO
FUORIDITOP2022 Abruzzo Cococciola "L'Ariosa" 2021

Un vino dal bellissimo naso fragrante, fruttato; in bocca la freschezza è incisiva e vira su un equilibrio disteso, a tratti commovente, dove nel sorso avverti le sottilissime speziature che regala il vitigno.

VILLAMAGNA (CH) - TORRE ZAMBRA - DE CERCHIO
FUORIDITOP2022 Villamagna Riserva 2018

Ottenuto da uve montepulciano d’Abruzzo in purezza, coltivate in un'area storicamente vocata, al naso è un vino decisamente complesso dove la frutta sotto spirito lascia presto spazio al cacao e al cuoio. In bocca è puro corpo acceso da un finale pepato.

LORETO APRUTINO (PE) - MARCHESI DÈ CORDANO
FUORIDITOP2022 Colline Pescaresi Cococciola "LuSciabli" Collezione Privata 2018

Una Cococciola davvero iconica che affina in anfore di terracotta per almeno 12 mesi. Qui le note fruttate sono speziate e con qualche cenno ematico. Fantastica la caramellina di viola (proprio la violetta candita e il sukai). Notevole in bocca, caratteristico, tannico il giusto.

CAMPANIA

CESINALI (AV) - ALABASTRA CANTINE PINTORE&VALENTINO
TOP2022 Fiano di Avellino “Alania” 2018

Alabastra è invece la storia di Angelo Antonio Valentino e Lucia Pintore, enologo lui e sommelier di vaglia lei, che insieme decidono di far nascere un loro vino sui terreni di Cesinali (Av). L'azienda è giovane: nasce nel 2016 dopo anni di ricerca sul territorio e microvinificazioni. L'idea è quella di avere vini fortemente caratterizzati, capaci - soprattutto per i bianchi - di evolversi nel tempo. Il Fiano di Avellino Alania 2018 esemplifica perfettamente questa filosofia: di colore giallo che tende all’oro, ha profumi di dattero e frutta secca, una speziatura che guarda all'Oriente. In bocca ha corpo, è rotondo, con una sapidità marcata.

CASERTA (CE) - IL VERRO
TOP2022 Terre del Volturno Pallagrello Bianco 2020

Il verro è il maschio del cinghiale ed è anche il nome scelto da cinque amici per fondare un'azienda agricola capace di puntare esclusivamente (e in tempi non sospetti) sugli autoctoni. Anzi, su vini strettamente territoriali, difficili da far conoscere e presentare. Vini che ci hanno incuriosito e piacevolmente stupito. Il Terre del Volturno Pallagrello Bianco 2020 ha colore oro brillante. Naso pulito, vibrante, che ricorda la buccia della pesca.

TRAMONTI (SA) - TENUTA SAN FRANCESCO
TOP2022 Costa d’Amalfi “Pereva” (b - falanghina, pepella, ginestra) 2019

Tramonti, sui monti Lattari, rappresenta una località mitica per l'enogastronomia, grazie alle paste filate e alla scuola di pizzaioli che hanno “colonizzato“ il Nord Italia. Oggi a riaffermare questo nome è anche il settore vitivinicolo che può contare sul traino di una denominazione, Costa d'Amalfi, con una pattuglia di produttori di livello. Lo testimonia Tenuta San Francesco nata nel 2004 e collocata in una masseria storica del ‘700 dov'è ancora possibile trovare viti a piede franco. La maggior parte della coltivazione è dedicata ai vitigni autoctoni di tintore, piedirosso, pepella, falanghina e ginestra, con risultati a tratti esaltanti. I bianchi hanno forza, stile, classe. Abbiamo assaggiato il Costa d'Amalfi Tramonti Bianco 2021, da uve falanghina, biancolella, pepella. Ha naso fine, con profumi che evocano la rosa e la pesca, un finale sapido e un'acidità incisiva, potente, che pecca ancora di giovinezza ma promette un grande futuro.

ROCCABASCERANA (AV) - BELLARIA
FUORIDITOP2022 Fiano di Avellino “Gold” 2018

Un Fiano che fin dal naso spicca per le note di nocciola e miele, leggermente fumé, che va a impreziosire un tappeto floreale. In bocca ha struttura ed eleganza da vendere.

PUGLIA

CASTELLANA GROTTE (BA) - AIELLO GIOVANNI
TOP2022 Valle d’Itria Verdeca “Chakra Essenza” 2020 TOP DEI TOP BIANCHI

Giovanni Aiello di Castellana Grotte (Ba), classe 1985, dà di sé la definizione di “enologo per amore”. Dopo gli studi di enologia tra Conegliano e San Michele, e varie esperienze all'estero (California e Australia), ha fatto ritorno nella sua Puglia con idee ben chiare sul futuro da vignaiolo. Così, nel 2015, con una corretta politica dei piccoli passi, ha iniziato a prendere in gestione e in affitto alcune vigne, per poi procedere alle successive acquisizioni. Oggi gli ettari vitati sono poco più di sette, per circa 36 mila bottiglie l’anno. A farci innamorare il suo Valle d’Itria Verdeca Chakra “Essenza” 2020 prodotto da una vigna secolare, che già al colore presenta un oro lucente e che è un’esplosione di sentori unici come il chinotto, lo zafferano, lo zenzero, con tannici vellutata e armonica in bocca. Un vino carezzevole e amaricante che abbiamo scelto come Top dei Top tra i bianchi di questa selezione. Grandioso!
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

SANTERAMO IN COLLE (BA) - TENUTA VIGLIONE
TOP2022 Gioia del Colle Primitivo “Sellato” 2019

Una splendida masseria nell'Alta Murgia, che è anche sede di un attrezzato wine resort con spa, è il cuore dell'attività della famiglia Zullo, oggi giunta alla terza generazione con la guida di Giovanni, artefice di un processo di ammodernamento delle strutture e delle linee dei vini. Gli assaggi, tutti interessanti, confermano che ci troviamo di fronte a uno dei riferimenti per la vitivinicoltura pugliese. L'etichetta da cinque asterischi è il Gioia del Colle Primitivo Sellato 2019 che al naso ha la complessità dei grandi vini, con la frutta fresca che lascia il campo a quella secca e una speziatura sottile, in bocca è equilibrato, con un tannino fine e diffuso.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

VALENZANO (BA) - CANTINE FERRI
TOP2022 Puglia Fiano “Sol di Cuti” 2021

Caparbio, colto, controcorrente, libero. Potremmo usare altre decine di sostantivi per descrivere questo solido vignaiolo barese classe 1951, al secolo Nicola Ferri. Una storia, la sua, di grande passione, che ha preso avvio un lontano giorno del 1970, quando decise di far ritorno alla terra natia e di proseguire la strada tracciata dal nonno e dal padre. Dopo anni di vendita dei vini al dettaglio nella sua cantina “urbana” Valenzano, nel comprensorio della città metropolitana di Bari, ecco il via nel 2007 coi primi imbottigliamenti, frutto della vinificazione di uve autoctone (primitivo, nero di Troia e bombino nero e bianco) ma anche alloctone (chardonnay, garganega, cabernet sauvignon e sangiovese). Oggi lo affiancano in azienda i figli, Maria Teresa e Andrea. Circa 70 mila le bottiglie prodotte. Un paio gli ettari vitati di proprietà, perché ancora oggi ama che gli vengano conferite le uve selezionate coltivate da amici di lunga data del luogo. Eccellente il Bianco Puglia “Sol di Cuti” 2021, ottenuto da fiano in purezza affinato su fecce fini per 3 mesi, periodicamente messo in sospensione con bâtonnage: ha naso caldo e avvolgente, con note floreali e di miele; in bocca è setoso, di buona acidità che conferisce una freschezza ampia, con un finale ammandorlato e sapido. Un vino dell’estate per tutte le occasioni. Un vino di sostanza.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

STORNARA (FG) - CANTINE SPELONGA
FUORIDITOP2022 Puglia Falanghina “Extrema” 2021

Dal colore paglierino con riflessi verdolini, al naso esprime la potenza della falanghina con un'esplosione di frutta tropicale, dalla banana al frutto della passione, associati a pesca e mela, con una insolita balsamicità. In bocca ha corpo, mineralità e sapidità.

BASILICATA

BARILE (PZ) - PATERNOSTER - TOMMASI FAMILY ESTATES
TOP2022 Aglianico del Vulture “Synthesi” 2019

Dici Paternoster e pensi aglianico perché questa è una cantina che ha fatto la storia del Vulture e di questo vitigno portandolo alla ribalta internazionale, ma ha saputo imporsi anche nell'ambito delle uve a bacca bianca come la falanghina. Oggi la conduzione è strettamente nelle mani della famiglia Tommasi che ha saputo valorizzare al massimo i venti ettari vitati a conduzione biologica, frazionati in piccole parcelle tra le contrade di Barile, situate a 643 metri di altitudine. L'Aglianico del Vulture Synthesi 2019 può contare su una grande complessità al naso, con sentori di prugna sotto spirito e una nuance aromatica e fruttata al tempo stesso. Il tannino è fine, diffuso.

PIGNOLA (PZ) - CANTINA GIORNI
TOP2022 Basilicata Cabernet Sauvignon “Sciffrà” 2017

Pignola è un paese cartolina da sorpresa, a 900 metri sul livello del mare. Qui Paolo Patrone, imprenditore nel settore automotive, dopo 11 anni di lavoro ha costruito uno dei Resort più affascinanti di tutto il Sud Italia: Dimora Storica Giorni Resort, un boutique hotel in una dimora nobiliare del 1600, sapientemente ristrutturata coniugando il lusso e i comfort moderni. I due figli, Nicola Maria e Giovanni, poco più che trentenni, lavorano col padre e con lui hanno scelto, rara avis, di puntare sul cabernet sauvignon. Un luogo scelto non certo a caso, perché era in questo angolo del Potentino, che il loro nonno custodiva una piccola vigna, con il sogno mai realizzato di produrre vino. Ma lo spirito imprenditoriale di papà Paolo e l’ambizione di Nicola Maria hanno fatto sì che la loro avventura enoica valicasse anche i confini lucani, puntando verso la propaggine estrema orientale del Friuli Venezia Giulia, ai confini con la Slovenia, per coltivare uve a bacca bianca e dare vita, accanto ai rossi della terra d’origine, anche a vini bianchi di spessore. Oggi, gli ettari vitati tra Basilicata e Friuli Venezia Giulia, coltivati in regime biologico, sono poco più di cinque (60 mila le bottiglie), seguiti con attenzione da un team di enologi: Gianni Menotti, Stefano Trinco e Salvatore Giardiniere. Il loro Cabernet Sauvignon Basilicata “Sciffrà” 2017 è intrigante e caratteristico, dove la speziatura del cabernet si fa imponente, anche con note di cioccolato dentro l’avvolgenza di tannini molto fini.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

ROCCANOVA (PZ) - DE BIASE
FUORIDITOP2022 Grottino di Roccanova Bianco “Nettare dell'Enotria” 2021

Nasce dalla malvasia bianca di Basilicata, vitigno autoctono che consegna un vino dal naso morbido, vellutato, con profumi di bacca di vaniglia e una nota salmastra incisiva.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

CALABRIA

ACRI (CS) - ACRONEO
TOP2022 Calabria “Vino di Raffaele” (r - aglianico, magliocco) 2019

Che bella sorpresa questa cantina, Acroneo, di Acri (Cosenza) che si definisce archeocantina perché la produzione della famiglia Bafaro è frutto di uno studio accurato delle fonti letterarie, iconografiche e archeologiche per ricreare le emozioni dei vini antichi. Entusiasmante il Vino di Raffaele 2019, da uve aglianico e magliocco, che ha naso di marmellata di ribes e note agrumate, di cola, avvolte da una sensazione di speziatura sottile e dolce, quasi di caramella mou, in bocca poi è intenso, giustamente tannico.

LUZZI (CS) - VIVACQUA
TOP2022 Terre di Cosenza Rosato “San Vito di Luzzi” (magliocco, greco nero, merlot) 2020 TOP DEI TOP ROSATI

Fondata da Luigi Vivacqua nei primi anni del Novecento e oggi gestita dalla famiglia Bosa, Filippo affiancato dal figlio Nicola, quest'azienda riesce a giocare bene sia sui vitigni internazionali sia sugli autoctoni calabresi, potendo contare sulla collaborazione con l’enologo Luca D’Attoma. Su un’estensione di 60 ettari, di cui 24 destinati alla coltivazione della vite, producono circa 80 mila bottiglie l’anno tra rossi. A dominare tra i rosati della nostra selezione 2022 il loro Terre di Cosenza San Vito Di Luzzi Rosato 2020, Top dei Top che è un riuscito mix di uve magliocco e malvasia nera, con un profilo olfattivo dove liquirizia e fiori si accostano piacevolmente mentre in bocca a emergere sarà la freschezza del sorso.

CIRÒ MARINA (KR) - CERMINARA PIERPAOLO
FUORIDITOP2022 Cirò Rosso 2020

Un Cirò che ha saputo conquistarci fin dalle prime olfazioni, con il frutto rosso croccante che lo caratterizza, accompagnato da una nota persistente di peperoncino che lo rende quasi piccante. In bocca è pieno, sugoso, ricco.

SICILIA

CASTIGLIONE DI SICILIA (CT) - ROSSO GIOVANNI
TOP2022 Etna Bianco (carricante) 2020

Davide Rosso, 48 anni, mi ha offerto il privilegio di un assaggio del suo Barolo dalla botte delle annate che vanno dalla 2021 alla 2018 che sta per debuttare. Mi ha poi commosso che a salutarmi, prima dell’assaggio con l’enologo Andrea Delpiano, ci fosse sua mamma Ester Canale, moglie di Giovanni Rosso che dà il nome alla cantina, sorta qui a Serralunga nel 1955. Ma oltre al suo Barolo leggendario, tra gli assaggi a sorprenderci è stato l’Etna Bianco 2020, prodotto sull’Etna in località Solicchiata di Castiglione di Sicilia che, rara avis, è finiti su La Place di Bordeaux, il più prestigioso canale al mondo di distribuzione di vini preziosi, per un mercato internazionale. Frutto di uve carricante al 100%, ha il colore giallo della frutta matura; poi note sulfuree lievi e frutta esotica sottospirito, ma quello che colpisce è il rosmarino e poi le erbe officinali: avverti la menta, il finocchietto selvatico, una complessità al naso che poi ritrovi in bocca con quel sorso molto elegante, asciutto, sapido, che ti lascia una sensazione di aroma in bocca. Un vino che mi è piaciuto incondizionatamente.

 

VIAGRANDE (CT) - TERRA COSTANTINO
TOP2022 Etna Bianco “deAetna” (carricante, catarratto, minnella) 2019

Questo è un vino che non siamo riusciti a levarci dalla mente, da quel pranzo di inizio estate da Cracco, dove l'enologo Luca D'Attoma ha presentato otto suoi vini che più gli stavano a cuore. E fra questi c’era quel Bianco De Aetna 2019, riassaggiato insieme ad altri vini per avere una panoramica completa di una cantina che ha puntato sull'Etna fin dagli anni Settanta, probabilmente prima tra le cantine del comprensorio vulcanico a coltivare secondo i dettami del biologico. Una visione che oggi abbraccia anche i principi della sostenibilità ambientale ed energetica, voluti dal fondatore Dino Costantino, al quale si affianca il figlio Fabio, classe 1973, ingegnere. Le vigne, 10 ettari tra i 450 e i 550 metri di altitudine per circa 50mila bottiglie l'anno, sono a dimora sul versante sud-est del vulcano, e più precisamente all’interno della contrada Blandano, da cui si può ammirare il Mar Ionio. Si coltivano solo ed esclusivamente vitigni autoctoni, sia a bacca bianca che rossa, come nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante, catarratto e minnella. La carrellata dei vini esalta dunque le qualità di un enologo che giustamente è considerato fra i migliori a livello internazionale. Indimenticabile l’Etna Bianco De Aetna 2019, da uve carricante (80%), catarratto (15%) e minnella (5%). Di colore paglierino, al naso ha note fruttate distese, di frutta esotica, erbe officinali, mentuccia. In bocca è equilibrato con una sapidità sottile. Un Bianco perfetto, complesso, assolutamente grande!

NICOLOSI (CT) - TENUTE FOTI RANDAZZESE
FUORIDITOP2022 Etna Bianco “Gagà” (carricante) 2021

Un bianco formidabile, da carricante in purezza, dedicato a Giacomo Foti Randazzese, uomo vocato al lavoro e noto per la sua praticità ed eleganza. Nel bicchiere ha colore paglierino brillante, naso complesso con profumi di agrumi, sentori di ginestra e frutta gialla, note che ricordano la lava e nuances minerali, mentre al palato ha notevole sapidità, freschezza, persistenza lunghissima.
Sarà presente nell'Enoteca di Golosaria Milano 2022

PARTINICO (PA) - BRUGNANO
FUORIDITOP2022 Terre Siciliane Insolia-Viognier “Kué” 2021

Ha naso intenso e profondo, elegante, con note minerali e profumi di erbe aromatiche, timo, ma anche foglia di pomodoro. In bocca è diretto, vibrante, elegante, sapido

PARTANNA (TP) - TENUTE CARACCI
FUORIDITOP2022 Terre Siciliane Bianco Bio “Lilium” (moscato, inzolia) 2021

Viene ottenuto dal giovane enologo Mirko Caracci partendo da uve inzolia e zibibbo. Un vino raffinato che guarda alle note floreali di glicine, eredità del moscato d’Alessandria, ingentilite dalla sponda agrumata dell’inzolia. In bocca c’è corpo, acidità e una spiccata sapidità che spinge alla beva.

SARDEGNA

DORGALI (NU) - CANTINA BOCCA ALESSANDRO DI BARBARA FEBBO AZ. AGR.
TOP2022 Cannonau di Sardegna Riserva “Arrujadu” 2019

Dal Piemonte a Dorgali. È il viaggio compiuto da Alessandro Bocca, vignaiolo appassionato che nel 2012 insieme con la moglie Barbara ha dato forma alla sua più grande passione realizzando il sogno di avviare una cantina tutta sua. Nel 2013, dopo aver acquistato il terreno in località Bovori e messo a dimora il vigneto più grande seguìto, subito dopo, da un vigneto più piccolo in località Su Babbu Mannu - per un totale di circa 6 ettari - ha dato avvio alla coltivazione delle principali varietà sarde, dal cannonau al vermentino di Sardegna, passando per il cagnulari e la malvasia nera. A farci emozionare è stato il suo Cannonau di Sardegna Riserva “Arrujadu” 2019, un vino fatto come una volta, di colore rubino trasparente, fine e fruttato, con un sorso disteso e tannico che accompagna verso un finale dove ad emergere è anche la frutta secca. Lo abbiamo assaggiato e subito pensato: “Tanta roba!”.
Sarà presente con uno stand Golosaria Milano 2022

BERCHIDDA (OT) - CANTINA GIOGANTINU
TOP2022 Vermentino di Gallura Superiore 2021

Nel viaggio alla scoperta della Sardegna da bere ecco la sorpresa della Cantina Cooperativa del Giogantinu, a Berchidda, che è stata il colpo che non ci aspettavamo. Sapevamo della bravura dell’enologo veneto Michelet, che cura anche la cantina di Bisson, ma vedere nei vini di questa cantina che ha 254 soci conferitori e produce 1,5 milioni di bottiglie ci ha commosso. Eh sì, perché commuove vedere come un uomo possa interpretare un territorio che ha un quid unico. Poco prima di arrivare, la superstrada indicava Monti, che per noi era un’enclave del vermentino molto interessante, ma trovare l’originalità di Berchidda che ha il suo valore nel Monte Limbara è stata una sorpresa. E poi i prezzi, assolutamente competitivi per il valore dei vini che si trovano nella Gdo. Detto questo, l’assaggio è stato con Roberto Vargiù, direttore della cantina e Andrea Dente, responsabile tecnico. E tra i vini in degustazione questo Vermentino di Gallura 2021 si è distinto per una freschezza e una sapidità che lo rendono perfetto, diremmo “iconico”. Grandi.

LOIRI PORTO SAN PAOLO (OT) - VENAS
TOP2022 Isola dei Nuraghi Rosso “Su Nighèle” (cannonau) 2019

Venas è la cantina di quattro amici - Roberto Gariup, Fabrizio Conte, Stefano Tedeschi e Stefano Negri - uniti dalla volontà di dare voce ai caratteri distintivi delle uve tipiche dell’isola, selezionandole accuratamente da antichi filari e vinificando in botti di rovere pregiato attraverso la macerazione delle uve sulle proprie bucce. La loro è una filosofia quasi “anarchica”, da cui nascono vini artigianali che nella fase di imbottigliamento non vedono filtraggio o chiarificazioni. Vini “veri”, possiamo tranquillamente dire, come questo rosso chiamato “Su Nighele”, ottenuto dalla vinificazione di uve rosse tradizionali che affina per 12 mesi in tonneau di rovere e per altri 9 in acciaio, prima di riposare ancora due mesi in bottiglia. Un grande vino, che subito mette in evidenza note di inchiostro e cuoio con un sorso finissimo ed elegante.

BERCHIDDA (OT) - ATLANTIS BERCHIDDA
FUORIDITOP2022 Vermentino di Gallura Superiore "Clos" 2019

È il vino che i giovani fratelli Francesco e Andrea Sannitu hanno inseguito per perfezionare la loro idea di Vermentino fino a trovarla in una piccola porzione del vigneto di Sos Ruos, un clos nel linguaggio della viticoltura d'Oltralpe. Il risultato è grandioso: un vino di naso intenso, con profumi agrumati, di miele e spezie e in bocca mineralità e acidità. Un vino capace di evolvere nel tempo.

OLBIA (OT) - TENUTE OLBIOS
FUORIDITOP2022 Vermentino di Gallura Superiore “Lupus in Fabula” 2020

Un bianco pieno, intenso, potente come solo certi Vermentino di Gallura sanno essere. Il naso è ricco e la frutta gialla lascia presto spazio ai profumi di arancia candita e macchia mediterranea. Ci sono l'origano e il mirto. In bocca è quasi tannico con il finale amaricante del Vermentino.

TEMPIO PAUSANIA (OT) - DAVITHA
FUORIDITOP2022 Colli del Limbara Rosso (caricagiola, pascale) 2021

Da uve caricagiola e pascale, sa esaltare le peculiarità di questi vitigni sardi, capaci di dare vini dal naso complesso e contemporaneamente dotati di una freschezza quasi balsamica. Una vivacità che si legge fin dal colore con i suoi riflessi violacei, poi al naso arrivano ciliegia, amarena e le erbe aromatiche. In bocca l'acidità è vibrante.