Da Nizza Monferrato l'assaggio convincente dei vini de Il Botolo

Il Botolo (tel. 0221772134) è stata la scommessa di Roberto De Silva, importante imprenditore milanese, che aveva deciso di investire nel mondo del vino prima che questo diventasse una moda (o un business). Aveva comprato una tenuta nei pressi di Nizza Monferrato (At), le zone d’origine del nonno che non aveva mai conosciuto. Per l’etichetta aveva scelto la simpatica immagine di un cane con l’occhio cerchiato di nero, il Botolo appunto.

Oggi, a quattro anni dalla sua scomparsa, l’azienda è saldamente nella mani della famiglia (la moglie Diana), la produzione, di circa 100mila bottiglie numerate, è stata orientata su due vitigni in particolare, lo chardonnay e la barbera, accanto a significative produzioni di moscato.

Tra i bianchi, lo Chardonnay 2014 nella versione base è inferiore rispetto a quella elevata in barrique cha ha già buoni risultati, con ampi margini per crescere nei prossimi anni. Al naso vede ancora i profumi varietali di mela e banana, con la nota vanigliata del legno presente, mentre in bocca mostra una maggior rotondità e morbidezza rispetto al campione base, con una struttura che lo predispone a un’interessante evoluzione futura.

I rossi hanno tutti il carattere della tipicità di queste terre. Partiamo dalla Barbera del Monferrato frizzante 2015 con una bella spuma pannosa di colore rosato che custodisce un vino dai toni quasi violacei nel bicchiere. Al naso non cerca la finezza, quanto una freschezza della frutta rossa e l’accentuato carattere vinoso. In bocca è piacevole, di sorso pieno, frizzante (e anche a Paolo Massobrio è piaciuta particolarmente, proprio per il carattere). La Barbera d’Asti 2015 è la versione vinificata e affinata esclusivamente in acciaio con la fragranza caratteristica della Barbera al naso, stemperata da una nota quasi aromatica. La Barbera d’Asti superiore 2013 è quella che convince di più (e anche Massobrio, barberista di nascita, conferma):  cresce in complessità al naso, con la percezione di alcuni profumi terziari e in bocca trova un buon equilibrio tra acidità e alcolicità. Fresco, asciutto, ben strutturato, ha un sorso morbido, carezzevole. Più chiusa la Barbera d’Asti superiore Nizza 2013, che perde leggermente in finezza e in equilibrio, forse per un non controllato uso del legno. Una sorpresa arriva invece dagli aromatici, in particolare dal Moscato d’Asti che nel campione 2015 si mostra fragrante al naso, con una bollicina molto fine e un naso pulito, con profumi di pesca bianca e mela ben delineati che in bocca si traducono in un vino non stucchevole, fresco, ideale in molti abbinamenti. E se queste sono le premesse, lunga vita al Botolo!