Da Serravalle Langhe, due fratelli hanno rilevato uno storico opificio di Mondovì, tra ricette storiche e nuove infusioni

Serravalle Langhe non è la Langa dei cru del Barolo e delle vigne pettinate. È Alta Langa: un avamposto di 325 anime dove il bosco affianca la vite e il turismo ha ritmi più lenti. Qui, tre anni fa, i fratelli Giulia e Paolo Chiera – sostenuti dai genitori Donatella e Giovanni – hanno dato vita all'agriturismo La Casa di Talin, che vede nel progetto un'importante produzione liquoristica.
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Una storia di famiglia e di recupero

Il nome dell’azienda è un omaggio alla memoria locale. «Il nome è nato dopo una sorta di "guerra" interna di famiglia» racconta divertita Giulia Chiera. «Alla fine ci ha sbloccato la vecchia proprietaria: le case di Serravalle erano conosciute come “La Casa di Natalin”, dal nome di Natale, colui che le aveva costruite. Per tutti era semplicemente Talìn. Abbiamo scelto di mantenere questo legame con la storia del luogo».
talin3.jpgSe l’ospitalità ha radici a Serravalle Langhe, il cuore produttivo batte invece a Mondovì. L'operazione non è stata solo commerciale, ma di salvaguardia. I Chiera hanno infatto acquistato il Liquorificio Ravotti di Mondovì, destinato alla chiusura per ragioni anagrafiche e per le scelte personali del precedente titolare. «Abbiamo rilevato le ricette antiche e le abbiamo mantenute invariate perché avevano già un pubblico affezionato» spiega Giulia Chiera. Sotto la guida dell’ex proprietario, i fratelli hanno appreso i segreti dell'infusione, arrivando oggi a una produzione di circa diecimila bottiglie annue.

L’Amaro Pensé: l’equilibrio della rotondità

Il centro di gravità della produzione è l’Amaro Pensè (27%). Il nome, che in dialetto piemontese indica un piccolo dono, un pensierino, ne anticipa la natura conviviale. «È un’infusione di 22 erbe e spezie che regala un bouquet complesso ma molto rotondo» precisa Giulia. «Lo abbiamo mantenuto volutamente “ruffiano”, capace di piacere a un pubblico trasversale». Al palato è un amaro di precisione: l’attacco è morbido, privo di spigoli, con una persistenza aromatica che non stanca e una chiusura pulita.
talin_amaro.jpgAccanto all'ammiraglia, la gamma esplora i timbri più secchi della montagna. La Genzianella (30%) rappresenta il lato più secco e rigoroso: realizzata con i fiori dell'omonima pianta, offre note floreali nitide e un piacevole finale amaricante, che denota carattere. Particolarmente interessante. Il Genepy (40%) punta invece sull'equilibrio: «Abbiamo cercato la giusta proporzione tra la balsamicità del fiore e la dolcezza dell'infuso, per un prodotto della tradizione che ha tanti estimatori». La Menta (26%), infine, si distingue per un profilo fresco ed elegante, adatto al consumo liscio ma anche alla miscelazione.
talin_genzianeklla.jpgInteressante il lavoro sui frutti, dove l'acidità diventa la spina dorsale della bevuta. Il Ceresa (25%) convince per l'intensità della ciliegia e una scia acida che pulisce il palato. Note che si ritrovano nell’Apricot (25%): il profumo è quello della polpa matura, ma il sorso resta verticale, allungato dalla spinta naturale del frutto.
talin_albicocca.jpgL’ultima novità inserita in linea è la liquirizia, nata da una precisa richiesta di mercato dopo un anno di sperimentazioni. Ma la vera frontiera è lo zafferano, che la famiglia già coltiva a Serravalle. L'obiettivo è trasformare l'oro rosso in un liquore di nicchia, capace di sigillare il legame definitivo tra l'Alta Langa e l'opificio di Mondovì. Una produzione di famiglia, senza forzature, che punta tutto sulla sincerità del sorso.

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