Grande esperienza nel nuovo ristorante di Ivrea, all’interno dell’Hotel 3T
I Vicina sono tornati!
Il territorio eporideo ha accolto con grande soddisfazione il rimpatrio di una straordinaria famiglia di ristoratori, partiti da Borgofranco d’Ivrea, il paese dei Balmet, dove grazie ai genitori, già ottimi, assistemmo all’esordio dei fratelli Claudio (in cucina) e Stefano (in sala). E meritarono subito il plauso nostro, che allora uscivamo con la GuidaCritica&Golosa e di un grande giornalista come Cesare Pillon. Dopodiché il trasloco a Torino, sotto le ali di Oscar Farinetti, a Eataly, e poi dentro gli spazi del Green Pea, dove hanno cucinato fino alla fine del 2025.
L’occasione di tornare a casa è stata la riattivazione delle cucine di questo Boutique hotel 4 stelle, molto elegante, che dà sul bellissimo castello della città. Si chiama 3T ed ha 30 camere, con sei differenti proposte, mentre il ristorante, al piano superiore, offre una cinquantina di coperti, e si chiama orgogliosamente “Casa Vicina”. Una casa in tutti i sensi, perché oggi in cucina e in sala c’è già la terza generazione che affianca la seconda, in particolare in cucina troviamo Claudio Vicina (chef) con la figlia Silvia e il marito Alessandro Fassini; in sala invece Stefano Vicina, Anna Mastroianni, Laura Vicina e il sommelier Stefano D’Elia.
Detto questo, l’esperienza merita il viaggio senza se e senza ma. Per tanti motivi. Intanto l’accoglienza gentile dei Vicina; l’eleganza della sala e della mise en place, la preparazione del sommelier che gioca su una carta piuttosto classica di etichetta, ma capace di soddisfare tutti i gusti. E poi anche i prezzi, sia dei piatti alla carta sia delle varie formule di degustazione.
Ora, se nei ristoranti l’amuse bouche è spesso un indicatore di cosa sarà la cucina, be’, qui avete solo da capottarvi dalla gioia quando vi arriva la Bagna caoda da bere, che è un piatto di design con i vari strati che hanno i colori delle verdure della ricetta iconica piemontese, con un tocco di acciughe e aglio leggerissimo. Fantastico!
Nel frattempo, in tavola sono arrivati i loro panini sfogliati, la focaccia, i grissini e altro pane fatto in casa molto buono.
Per nessuna ragione al mondo dovete rinunciare alle polpette di mamma Bruna, realizzate con un carpione in doppia consistenza con le meringhe alle cipolle (geniali).
A seguire gli agnolotti pizzicati a mano al sugo d’arrosto che mi hanno francamente commosso, ricordandomi quelli di Lidia Alciati o di Mariuccia Bologna. Insomma il massimo che potete aspettarvi da un agnolotto (per il quale ringrazio i Vicina di non averli chiamati al plin).
Ai secondi, era curioso il filetto di fassone con fondente di cipolle rosse e senape con salsa allo Sherry, che di fatto, coi dolci, andava a comporre quello che hanno chiamato “menu emozionale” (a 100 euro), benché avessi scelto liberamente i piatti alla carta.
E infatti come rinunciare al piccione in casseruola (azienda Laura Peri) con composta di prugne al balsamico e fegato grasso d’oca? Perfetto, ghiotto, succulento.
Altri piatti in carta erano il tonno di coniglio, un classico dei Vicina, il Carnaroli con purea di piselli, il rognone di vitello à la coque e il baccalà mantecato. Poi, la loro selezione di formaggi stagionati. Ma se volete togliervi la soddisfazione (e noi lo faremo) fatevi cucinare la costata di fassone a lunga frollatura, secondo la scuola di papà Roberto Vicina, maestro della cucina alla griglia.
Il capitolo dolci sarà un altro motivo di commozione, dove voglio citare subito la piccola pasticceria con le paste di meliga e i baci di dama, ma anche lo zucchero filato alle fragole.
Assolutamente grande sarà il loro Giandujotto ripieno di semifreddo di cacao.
E poi la torta d’Ivrea al cioccolato secondo la ricetta storica della pasticceria Strobbia.
Abbiamo assaggiato anche il Monterosa alle fragole, ma avremmo voluto provare anche il torrone al cucchiaio e lo zabajone espresso al Caluso passito (ci è solo mancato il coraggio di chiederli).
Sarà per la prossima volta, quando ci prenderemo più tempo, sostando nel dehors di fianco al bar, dove c’è un barman esperto che vi farà scoprire l’Elisir di Nonna Amelia, che i Vicina fanno produrre da una piccola distilleria sulla ricetta di famiglia. Buonissimo, anzi stra-buonissimo.
A questo punto un commento finale è d’obbligo. La cucina di Vicina in questo momento è una sintesi della loro storia professionale che li ha portati alla perfezione, ossia a quella maturità che fa rima con serenità, vissuta nei loro luoghi di origine. E questa serenità si sente nell’aria, nei piatti, nell’entusiasmo con cui ti servono, col gusto di vederti tornare. Ed è impossibile non farlo, ve lo assicuro. Questa è una meta che non può mancare nei palmares di chi ha la passione per la cucina autentica. Anche perché è una Corona Radiosa riconfermata a tutti gli effetti, già disponibile sulla nostra App IlGolosario Totale. Bravissimi!
Ristorante Casa Vicina
Via Sant'Ulderico, 7
Ivrea (To)
Whatsapp: +39 3404212590
