Prima visita post Covid 19 per assaporare i piatti della tradizione bergamasca

Dopo l'assaggino delizioso di benvenuto, ricordiamo gli antipasti: la selezione di salumi, tra cui il tipico salame bergamasco, torta salata con formaggio Agrì di Valtorta e ortaggi in agrodolce (buonissimi ed equilibrati più del solito questi ultimi, con la possibilità di portarseli a casa in vasetto); l'Insalata di Primavera, direttamente da uno degli orti più belli che abbia mai visto (assolutamente da visitare dopo il pasto), arricchito anche da fiori, frutta e semi: il vitello missoltinato, ovvero la versione lacustre del vitello tonnato: sull'arrosto di vitello tiepido si gusta un'ottima salsa all’agone del Lario essiccato. 
3visconti-antipasto.jpgPrimi piatti, tutti di assoluta qualità (stavolta abbiamo tralasciato i loro casoncelli che, comunque, saranno sempre buonissimi), saporiti e intensi quanto leggeri: linguine integrali al ragù di lago; gnocchi di erbe San Pietro e pane con crema di stracchino; pappardelle ai tre ragù
1visconti-primo.jpgSecondi piatti, dalla materia prima eccellente valorizzata altrettanto straordinariamente dalla cottura ai contorni: la "Guancetta di manzo brasata con polenta di nostro mais" (è un mais dalle origini antiche che coltivano in pochissimi nella zona - tra cui anche i Visconti che gli dedicano una parte dell'orto - e che appunto viene definito mais Ambivere) con bocconcini di guanciale all’olio extra vergine di oliva e delle zucchine; il coniglio alla bergamasca cotto nel vino rosso; la "Coscetta di faraona nostrana al forno con patate arrosto, accompagnata dalla polenta di nostro mais". 

Se i dolci, per quanto buoni, non mi hanno colpito particolarmente, tra i formaggi, oltre a rilevare la possibilità di assaggiare varie annate di Storico Ribelle, è stato superlativo lo Strachitunt con pane alle uvette e miele di castagno, sul quale ci siamo divertiti col giovane e preparato (ma senza saccenze) maitre/sommelier a scegliere e provare due o tre possibilità di abbinamento, vista la lunghissima persistenza dell'erborinato. 

Vini (e alcolici) al calice: Sylvaner Pacher Hof 2016, Vino di Giò di Gianluigi Rumo (nebbiolo senza solfiti aggiunti, fuori doc Valtellina), un Madeira (ci sarebbe stato meglio un marsala invecchiato top hundred o un Heritage di Intorcia) e, infine, un sorso di Speyside Single Malt di Benryach, invecchiato 10 anni, secondo solo agli imbattibili Arran e al Kilkerran 12yo.
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Trattoria Visconti

Via De Gasperi 12
Ambivere (Bg)
tel. 035 908153
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www.trattoriavisconti.it