Al Tiffany di via Pertinace

La cucina ittica non era certo popolare né molto presente nei ristoranti del Torinese in passato. I tempi cambiano, le abitudini alimentari anche, le raccomandazioni della dieta mediterranea indirizzano. Oggi è facile trovare qualche portata di pesce nei più tradizionali locali di cucina piemontese e le insegne con scelte dichiaratamente votate ai prodotti del mare si fanno sempre più numerose. Tra queste, da tempi non sospetti, si annovera Tiffany Bistrot in via Pertinace 19 a Torino.
È forse il miglior ristorante di pesce della capitale sabauda o meglio è il più schietto, più nitido, il ristorante in cui la materia prima ittica si svela nella sua più pura essenza, nella sua esaltante freschezza quasi la gustassimo in riva al mare direttamente dal pescatore. Materia prima di tale qualità, cucina così delicata ed elegante ad esaltarla senza nulla togliere alla sua naturalità penso non sia facile da eguagliare.
alici sottolio.jpgEppure per raggiungere Tiffany devi spingerti quasi alla periferia ovest di Torino nel quartiere Mirafiori segnalato da una insegna poco vistosa quasi volesse celarsi al pubblico. Pochi clamori, pochi articoli roboanti, tanti passaparola tra gli intenditori fanno sì che chi vuole gustare il pesce di Tiffany Bistrot deve muoversi per tempo e prenotare con il dovuto anticipo soprattutto nel fine settimana, anche perché apre solo a mezzogiorno e la domenica è chiuso. Scelta di vita del titolare anche dettata dal desiderio di preservare il benessere del personale.

Sabino, il proprietario, non transige vuole una vita migliore, vuole il meglio per i suoi clienti, vuole semplicità e rigore, qualità e atmosfera rilassata. Non vuole sviluppi di lusso nella sua attività, vuole continuare a servire il pesce migliore a tutti i clienti che condividono la sua idea di cucina. A parer nostro una decisione assai moderna e forse anticipatrice di un possibile futuro della ristorazione. Eccezionalmente è possibile organizzare qualche serata solo per gruppi di almeno 20 persone a menu fisso secondo il pescato della giornata.
pesce.jpgUn menu esiste e anche vario e interessante ma legato assolutamente alla spesa del giorno e quindi i piatti nascono quasi in diretta secondo la rigorosa scelta della materia prima selezionata dal patron severissimo e selettivo giudice a difesa del cliente finale. Recentemente a distanza di pochi giorni, una prima volta come normale cliente a mezzogiorno e una seconda volta come ospite di un evento straordinario serale ho avuto modo di provare a fondo la cucina e tutti i piatti di cui vi parlerò sono stati buoni, autentici, di armoniosa qualità a conferma di quanto ho cercato trasmettere nei commenti iniziali. Parliamone di questi piatti che hanno fatto felice me e tutti i miei compagni di viaggio.
polpo.jpgpolpo con verdurine croccanti e salsa verdeUn primo punto fermo e costante del locale sono le cruditè, l'eccellenza è sempre immutevole i componenti possono possono cambiare. Nella serata del 25/06 ricordo tre carpacci, di lampuga e tonno rosso e ombrina, poi ostriche delle migliori di Francia, gamberi di Mazara, scampi e lumachine di mare. Un piatto superbo.
crudite.jpgMa tanto altro ha offerto il patron Sabino: dalle alici panate con maionese piccante o marinate all'insalata di polpo con verdurine croccanti e salsa verde, dal sautè di cozze di Scardovari (già una eccellenza come scelta impreziosita dall'affermazione di Sabino che lui le ostriche le serve solo a giugno, mese in cui si esprimono al massimo) e accompagnate da erbe aromatiche e lime all'Insalata di ventresca di tonno rosso alla catalana. E poi lo stesso tonno rosso servito in tagliata con patate al burro delle alghe di Bordier e tra i primi fusilloni freschi aglio, olio e peperoncino con seppia, cozze crema di melanzane arrosto nonché gnocchetti di patate con ricciola di Imperia, olive taggiasche ed erbette. Non cito altro che mi pare di aver delineato un quadro abbastanza indicativo ma tutto è in divenire.
gnocchetti di patate con ricciola di Imperia, olive taggiasche ed erbette.jpgL'accoglienza è poi affabile e familiare. Nessuna ricercatezza ma sostanza.
Superba la carta dei vini con grandi bianchi, grandi spumanti e grandi champagne a fare da padroni. Noi per contenere la spesa abbiamo scelto Verdicchio di Matelica ColPaola, Salina di Hauner e Brut di Marziano Abbona: ovvero come bere bene senza svenarsi. Ricarichi nella media. Poco significativi e comunque onesti i dessert. Ma il re del locale è il pescato.

Capitolo prezzi: antipasti 17/25 euro, ma il piatto di cruditè è a 60 euro. Primi 17/22 euro e secondi 20/25 euro. Dolci 7 euro. Pranzo completo sui 60/65 euro senza il crudo, con il crudo completo è facile arrivare intorno ai 100 euro. (provato il 25 giugno 2026)

Tiffany Bistrot

Via Pertinace, 19
Torino
Tel. 3287080965

 

Foto d'apertura da pagina Facebook

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