Dalla celebre cantina del Collio, una formidabile interpretazione del vino che i produttori del Friuli Venezia Giulia difendono come bandiera identitaria

«Giù le mani dalla Ribolla! Occorre proteggere il vitigno che può essere coltivato solo nelle zone vocate, ovvero Collio e Colli orientali del Friuli!». È della regina della grappa, Giannola Nonino, a sollevare questa protesta, che vuol dar voce a tutti i produttori friulani, sul piede di guerra dopo che si è diffusa la notizia di una sperimentazione avviata in Sicilia sulla spumantizzazione della Ribolla gialla.

Ad agitare i sonni dei vignaioli del Friuli Venezia Giulia, lo spettro di un altro caso Tocai (la querelle conclusa con la vittoria degli ungheresi, che hanno ottenuto che il vino italiano da quelle uve fosse ribattezzato Friulano). «Stiamo lavorando da mesi per difendere la Ribolla - ha detto Dario Ermacora, presidente Coldiretti Fvg - che è espressione identitaria e ha un futuro tutto da costruire». Nessun motivo di preoccupazione ci sarebbe invece secondo l'assessore regionale all'agricoltura Cristiano Shaurli, che considera la «Ribolla perfettamente tutelata» e che ritiene  «impossibile venga fatta altrove, quantomeno a breve termine». Affermazione che in verità non soddisfa pienamente i produttori, perché lascia il dubbio che la vicenda non sia affatto chiusa.

In attesa di capire cosa succederà, oggi brindiamo con una Ribolla Gialla Brut Metodo Classico della Tenuta Stella (tel. 0481639895) di Dolegna del Collio (Go) che nei giorni scorsi Federico Menetto, figura carismatica del mondo del gusto, ci ha proposto in abbinamento alla straordinaria pasta fresca, e in particolare ai formidabili ravioli ripieni di granseola, di Raimondo Mendolia. Giallo oro, ha perlage fine e persistente, spuma abbondante, naso fine con profumi floreali di acacia, note fruttate di mela, pera e nocciola, sorso fresco, piacevolmente sapido, minerale, buona persistenza. Beh...giù le mani dalla ribolla, in alto i calici di questa ribolla!