La rinascita del nerello mascalese e la la riabilitazione dell’antico “palmento”

Fino al 2011 il Nerello mascalese dell’Etna era considerato una rarità. La sua rnascita si deve all’arrivo di Salvo Foti, il risoluto vignaiolo che sulle pendici del vulcano ha stabilito un vigneto diventato a tutti gli effetti una storia da raccontare. Voce di questo racconto è Paolo Massobrio, che su La Stampa di oggi spiega il progetto si Salvo, partito da questa vigna per dare un futuro a 20 ragazzi siciliani, insegnando loro la viticoltura e dando vita alla società “I Vigneri”.

Oggi, su due ettari e mezzo vitati dove crescono nerello mascalese e cappuccio, ma anche alicante, caricante, minnella e grecanico, Salvo produce vini che sono veri campioni di finezza. Tra questi i bianchi Aurora 2014 e VignadiMilo 2012, ma anche il rosato Vinudiluce 2014. C’è poi il Rosso 2014 da nerello mascalese, ma vincitore indiscusso è il Vinupetra 2012, un possente rosso naturale che porta a dire “Questo è per tutta la vita”.