Soleone è uno spumante nato da uve diradate di sangiovese, firmato da Roberto Cipresso e Roberta Moresco

Un grande vino si fa in vigna, quante volte abbiamo sentito questa affermazione? Tra i passaggi che in vigna contribuiscono davvero a fare un grande vino vi è quello del diradamento. Ossia quella pratica comune che riduce la portata di uva di una pianta, per concentrare nei grappoli lasciati appesi tutta la forza della vigna e l'espressività di un'annata.
Da quei grappoli diradati che normalmente finiscono a terra nasce Soleone, il vino realizzato da Roberto Cipresso e Roberta Moresco, primo esempio di vino spumante da uve diradate di sangiovese. Lui è un winemaker (e scrittore) di fama. Lei un'enotecaria che ha già “commissionato” altri vini a suo nome. Insieme hanno realizzato questo Soleone: uno spumante metodo Martinotti da uve 100% sangiovese coltivate a Montalcino, vinificato in rosa e infine spumantizzato a Valdobbiadene.

Le uve provengono dalla tenuta Poggio al Sole – racconta Roberto Cipresso – dove il diradamento per ottenere un buon Brunello è molto spinto. Arriviamo a produrre anche meno di un chilogrammo per vite. Il diradamento si fa nel periodo di solleone, tra meta luglio e metà agosto. Negli ultimi ho spostato questa pratica sempre più avanti, verso la seconda settimana di agosto, quando l'invaiatura dell'uva (il processo graduale di colorimento degli acini, da verde al colore maturo) ha già raggiunto un 70%. Spostando così avanti il diradamento, l'uva è a buon grado di maturazione, può arrivare a sviluppare quasi 10 gradi alcolici”.
moresco.jpgRoberto MorescoE così è nata l'idea di produrre uno spumante “fatto di amore per la terra e i suoi frutti, in un’ottica di ecosostenibilità e di lotta allo spreco" come raccontano Cipresso e Moresco. "Questo vino è stato cercato in un momento di difficoltà, per dimostrare che la luce può arrivare a rischiarare le ombre e che la natura, se rispettata, è un’infinita fonte di energia – prosegue Roberta Moresco –. Uno spumante divertente e giocoso, da condividere con gli amici ritrovati dopo tanto tempo. Abbiamo imbottigliato il nostro messaggio di speranza e l'augurio di un nuovo inizio per tutti."

cipresso.jpgRoberto Cipresso3000 le bottiglie prodotte (13,50 euro il prezzo di vendita al pubblico): 1500 commercializzate dalla Moresco col nome Soleone, le altre 1500 da Cipresso con l'etichetta Altrove. Nel bicchiere, è uno spumante dal colore molto scarico, un rosa tenue provenzale. Al naso emergono i frutti di bosco (fragola e lampone) e un che di rosa. (“Quando si vinifica un'uva più acerba si ricavano precursori aromatici che esistono soltanto in quel momento. Il sangiovese a questo grado di maturazione esprime fragola e lampone” spiega Cipresso). In bocca è secco (3 gr/litro il residuo zuccherino), dalla bollicina fine, mentre l'acidità è piuttosto prorompente (per alcuni palati, fin troppo). Per apprezzarlo al meglio, occorre berlo in compagnia e pasteggiando, per esempio con un buon piatto di fritti.

Ma al di là dell'assaggio, è da rimarcare l'esempio di questo vino. Se sostenibilità significa anche dare valore allo spreco e ad aspetti normalmente trascurati, questo vino è certamente un bell'esempio di sostenibilità.