Dalla fitoterapia un valido aiuto per contrastare i disturbi psico-fisici. Ma la scienza storce il naso.

Placare ansia e stress, ridurre la dipendenza da tabacco, la stanchezza o le preoccupazioni con le essenze. E’ il principio alla base della fitoterapia, una pratica in auge già da diverso tempo ma molto discussa per via della sostanziale opposizione della comunità scientifica “ufficiale", che ritiene quello scatenato da fiori e piante un mero effetto placebo.

Eppure, nonostante lo scetticismo della medicina tradizionale, la disciplina nata dal contributo di Edward Bach, di cui sono note le 38 essenze suddivise in gruppi a cura delle più comuni patologie psico-fisiche, continua a fare proseliti, tanto che a distanza di quasi un secolo ai suoi rimedi se ne sono aggiunti molti altri, legati non solo agli effetti delle piante ma anche al mondo animale e a quello minerale.

Così, se per favorire la digestione, l’ambizione e il desiderio è consigliata la vite rosa, la verbena è indicata per contrastare la scarsa capacità di scelta, mentre la gemma di ippocastano per combattere la negligenza. Il castagno bianco sembra invece particolarmente adatto per rimuovere pensieri e perturbazioni, mentre la rosa canina è considerata una valida alleata contro la monotonia.

“Le sfumature della psiche umana sono moltissime - spiega su Repubblica la psicoterapeuta Giusy Messina - Oggi esistono centinaia di essenze. Quelle più moderne sono pensate per situazioni du cui all’epoca non si rifletteva, come gli istinti o le energie femminili”.

I metodi di somministrazione restano però quelli proposti da Bach: i fiori si preparano esponendo al sole l’acqua in cui si immergono i petali o facendoli bollire; quindi mescolando il liquido con il brandy. Restano comunque opposti i pareri sul loro reale effetto; mentre alcuni studi realizzati in America e a Cuba, dove sono molto utilizzati, attribuisce ai fiori di Bach una certa efficacia per curare la depressione, la maggior parte dei ricercatori riconosce al massimo un effetto placebo. Lo spiega oggi Paola Emilia Cicerone in un ampio approfondimento.