La sosta da Franco Giacomino a Trana vi appagherà per la cucina capace e fantasiosa, la scelta dei vini intelligente e i prezzi onesti

Dove è finito Franco Giacomino? Che fine ha fatto il giovane e brillante chef che, quando nel 2000 prese le redini in mano di quella Betulla finita in ceneri dopo anni di gloriose stelle Michelin, interessò tutte le guide gastronomiche e spinse tanti critici a preconizzare per lo chef una luminosa carriera? Cosa ne è della Betulla giacché da anni nessuno ne parla se non qualche poco letto opuscolo locale? Complessa è forse l'analisi del fenomeno, ma spontanea e immediata la risposta ai nostri iniziali interrogativi.

La Betulla è sempre viva e vegeta e Franco Giacomino dirige da par suo la brigata di cucina e vivaddio ricominciamo a riparlarne e a riportarlo all'onor del mondo che l'antico valor non è ancor morto. Di questo periodo di latenza sono tentato a dare una personale interpretazione, valutando che forse lo slancio iniziale di uno chef che era passato e appreso l'arte in cucine importanti in giro per il mondo, si era scontrato con una clientela locale che non sempre era in grado di apprezzare i suoi arditi ricami di una cucina fantasiosa e innovativa. Forse il target di locale di classe e di prezzo adeguato aveva creato difficoltà nell'attirare una clientela ideale in un momento in cui altri importanti locali a Torino e provincia nascevano e distraevano anche i più accaniti gourmet dal salire in valle (siamo nel bel mezzo della Val Sangone a pochi km da Giaveno). Anche per questo Franco, ripeto sempre a mia interpretazione, ha dovuto riflettere e ritrovare una sua identità in cui qualità e prezzo trovassero il giusto equilibrio.

Ma al di là delle ipotesi quello che conta è il risultato e la realtà attuale della Betulla. Allo scopo mi permetto un altro interrogativo. Quanto è facile trovare un ristorante in cui qualità e soddisfazione del cliente si sposano con prezzi onestissimi? In quanti locali si possono accompagnare i cibi con vini così intelligentemente scelti, sia al calice sia in bottiglia, proposti a prezzi accessibilissimi? Non cercate e non troverete lo sfarzo e il lusso della Betulla stellata, non aspettatevi un servizio raffinato, ma quello sì puntuale e cordiale forse migliorabile nei tempi, non vi accompagnerà nella scelta un sommelier di grido, ma il consiglio giusto non vi mancherà. Avrete la scelta di un menu di tradizione di terra, uno di pesce, piatti vegetariani e una carta con piatti sia di territorio sia più innovativi ma, non ho dubbi, uscirete dalla Betulla pensando di ritornare perché le capacità e la fantasia di Giacomino rimangono intatte, le materie prime che Franco cerca con perspicacia e utilizza con maestria sono eccellenze del territorio e non, e i prezzi sia di piatti che dei vini sono di alta convenienza.
Il menu degustazione terra ha 6 portate a 40 euro (che diventano 50 se accompagnato da 3 vini in abbinamento), quello pesce pure ha 6 portate a 50 euro (che diventano 60 con il vino). Il prezzo medio alla carta varia dai 35 ai 50 euro.
Che altro? Non comprendiamo l'oblio che ha circondato questo simpatico locale valligiano che noi continuiamo a frequentare con ritrovata e costante soddisfazione.

Nella nostra ultima visita, dopo un'entratina di flan di topinambur con foglie di tartufo bianco, abbiamo provato la battuta di Fassone con vitello tonnato in salsa antica e insalata russa alla monferrina, anguilla marinata con verdure caramellate, lumache della Val Sangone sulla zuppetta di lenticchie, plin della tradizione alle tre carni, tortelli con ripieno di fagianella, risotto ai gamberi di Mazara, cappone ripieno. Tra i dolci la tradizione in primo piano, ma spicca la grande presenza del cioccolato di Guido Castagna di Giaveno, eccellenza del territorio e del Piemonte tutto. Avete mai provato il gianduiotto giuinot? Splendido.
Per la cronaca, abbiamo bevuto Gattinara di Travaglini 2005 e Riesling Falkenstein 2014. 

La Betulla
Strada Giaveno 29
Trana - fraz. San Bernardino 
tel. 011933106 - 3386400969