Alla Saint Bernard Distillery il fuoco cede il passo al rotavapor, per una distillazione a freddo che ridisegna il profilo dei distillati
Ottobre 1910, Ellis Island. Un minatore valdostano sbarca a New York, taglia in due l'America e si ferma prima a Chicago, poi in Colorado. Lì incrocia la via del moonshine, l'alcol di contrabbando distillato di notte. Si chiama Francesco Diemoz. Rientra ad Allein, nella valle del Gran San Bernardo, richiamato alle armi per la Grande Guerra. Al termine del conflitto, Francesco ritorna al suo villaggio natale, dove apre un locale che vende sigarette, sale e vino. E moonshine, sottobanco. Un secolo più tardi, quell'eredità ruvida si è spogliata della clandestinità. La Saint Bernard Distillery nasce ufficialmente nel 2020, fondata dai pronipoti di Diemoz. Nel 2023 il cambio di guardia: al timone subentrano i coniugi Angelica e Alessandro, russi di origine, ma radicati in Valle d'Aosta da vent'anni.
L'approccio produttivo archivia il passato - niente alambicchi tradizionali in rame - e sceglie il rigore della tecnica, con l'impiego sistematico del rotavapor. «Lavoriamo con la distillazione sottovuoto, o a freddo» spiega Angelica. «Ogni botanica presenta caratteristiche uniche e richiede tempi di estrazione specifici». La pressione viene regolata su ogni singolo ingrediente, calibrando l'evaporazione per non bruciare le frazioni aromatiche più labili. È una sartoria liquida, alimentata da alcol di mais e acqua di sorgente filtrata dalle rocce del Monte Bianco.Il risultato è una gamma di prodotti che parlano una lingua contemporanea. Il Genepy, distillato a -5 gradi, smonta l'immaginario del liquore da fine pasto. È trasparente, limpido, figlio di un'estrazione e non di un'infusione. Al palato è secco, profondo, con un timbro erbaceo e balsamico primario, privo delle consuete rotondità grazie a un abbattimento degli zuccheri che tocca il 90% rispetto ai canoni commerciali.
Sui gin il lavoro non è meno interessante. L'Old Tom all'Assenzio è un mosaico in equilibrio tra il ginepro e una decina di erbe locali, tra cui melissa, achillea e radici di angelica. La morbidezza tipica dello stile è garantita da un misurato 2% di zucchero. L'Alpine Gin – ancora un Old Tom - gioca invece sulle ombre, puntando sull'intreccio fresco e nitido tra ginepro e muschio.
Il Mont Gin, ultimo arrivato in scuderia, esplora la verticalità dry: cristallino ed elegante, traduce nel bicchiere l'essenza delle botaniche d'alta quota, con la presenza inconfondibile del genepy e il timbro del ginepro raccolto nella vallata del Gran San Bernardo.
Fuori dai sentieri battuti si posiziona il Liquore Usnea, che nasce dalla lenta macerazione dell'omonimo lichene (Usnea barbata, chiamata anche barba di frate), restituendo un sorso terroso, legnoso, tra il muschio e la corteccia, ma anche insospettatamente elegante. Un elisir alpino bilanciato al millimetro.
A brevissimo la produzione troverà una vetrina dedicata. L'azienda sta infatti ultimando l'apertura di un punto vendita a Chambave, proprio sopra la distilleria. Ma per chi non volesse attendere il viaggio in Valle d'Aosta, l'opportunità di assaggiare i distillati a freddo di Angelica e marito è dietro l'angolo. La Saint Bernard Distillery sarà presente con un proprio spazio a Golosaria Monferrato, in programma sabato 17 e domenica 18 maggio negli spazi del Castello di Casale Monferrato.
