Presentato a Milano Terraelectae, progetto in cui ogni produttore coinvolto, dedica la sua vigna più vocata di Sangiovese per darle voce con un vino di qualità straordinaria

Rufina, orgoglio toscano. Terraelectae, alta passione in vigna, per dar voce a un territorio unico, con vini di eccellenza senza eguali. C’è qualcosa di nuovo, oggi, tra le vigne di Toscana, verrebbe da dire, parafrasando Giovanni Pascoli, dopo aver assistito al debutto di Terraelectae, il progetto presentato a Milano da Cesare Coda Nunziante, presidente del Consorzio Chianti Rufina, e Lamberto Frescobaldi, neopresidente di Unione italiana vini e produttore aderente.
tavolo.jpgTra le sue peculiarità, innanzitutto quella di essere frutto del mettersi insieme – rompendo la logica dell’individualismo che, ahinoi, da sempre caratterizza il mondo del vino non solo toscano, ma italiano – di alcuni produttori della Rufina (a oggi 13 su 20) per ricercare una maggiore caratterizzazione territoriale. Consapevoli che l’universo Chianti DOCG è molto vasto, vivendo in territori dalle caratteristiche molto differenti, e che il Sangiovese della Rufina è diverso da quello di Pisa e di Siena, piuttosto che da quello delle valli di Arezzo. Al fine di definire il profilo ideale di questo Sangiovese, i titolari delle cantine coinvolte hanno deciso di scegliere ciascuno il loro migliore vigneto da dedicare esclusivamente a questa varietà, uno e uno solo per azienda, e di ricavarne un vino contraddistinto dal nome di quella vigna, vinificato con regole uguali per tutti, dotandolo infine del Marchio collettivo volontario denominato Terraelectae.
piantina.jpgUna scelta di distinzione, che si è ispirata alla concezione sia dei latini che parlavano di genius loci, sia dei francesi, che parlando di vino, hanno creato, prima, il termine “ terroir” , e poi quello di “Cru”, volendo indicare, all’interno di una zona, una microzona dotata di “poteri speciali”, di un super genius loci, dove può nascere un prodotto straordinario, unico e non replicabile in luoghi diversi.
bicchiere.jpgOra, il Chianti Rufina è un comprensorio molto particolare, situato tra la Valle dell’Arno e il Mugello, attraversato dal fiume Sieve, ma soprattutto connotato dalla presenza dell’Appennino Tosco Romagnolo, vero genius loci di queste terre. Questa presenza si avverte in maniera decisa in termini climatici. La composizione dei suoli è abbastanza uniforme sulle due rive della Sieve, mentre l’altitudine varia tra terreni di bassa collina fino alla quota di 700 metri s.l.m., la più alta all’interno dei confini del disciplinare. Quello che invece costituisce il fattore di maggiore caratterizzazione della zona è proprio l’esposizione, il microclima, delle singole vigne. L’Appennino influisce con schermi e barriere che a tratti incanalano le correnti d’aria, intrappolano le piogge eccessive, mitigano gli eccessi di temperatura. Il risultato è che i vini che nascono in questo territorio sono di qualità eccezionale, ed hanno grande capacità di invecchiamento.
Per queste ragioni è nato il marchio Terraelectae, con ogni produttore che, individuata la propria vigna simbolo (ossia quel fazzoletto di terra nel quale il sangiovese esprime tutte le proprie caratteristiche nel modo migliore, con la massima qualità e con la maggior continuità possibile, anno dopo anno) ne vinifica le uve prodotte nel rispetto delle regole di un Chianti Rufina Riserva.

Una scelta che, in un’attenzione somma sul territorio, dice senza possibilità di equivoci, che chi conta è la vigna con la sua posizione unica e le sue uve, oggetto della massima cura. Un progetto, si intende, di grande respiro, che, definito lo stile dei vini Terraelectae, e, in prospettiva, con il tempo, con il susseguirsi delle annate e con l’esperienza dei produttori vendemmia dopo vendemmia, focalizzata l’attenzione su ogni vigneto di provenienza e sempre meno sul metodo di lavorazione, come obiettivo ha l’ambizione di far conoscere a tutti che quel territorio appenninico della Rufina (negli ultimi decenni ingiustamente penalizzato da quella moda che valorizzava vini opulenti e rossi non da uve autoctone, ma da vitigni internazionali), in realtà è luogo di elezione per il sangiovese e territorio dalle straordinarie potenzialità, dove possono nascere vini di somma eleganza e adatti a lunghi invecchiamento.
degustazione.jpgConferma dell’eccellenza, e del potenziale, dei vini prodotti dalle cantine che hanno sposato questo progetto, dalla degustazione organizzata dal pr di fama internazionale Gianni Mercatali, nella splendida cornice del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano, e guidata in modo magistrale da Gabriele Gorelli, giovane e talentuoso primo Master of Wine italiano.
schermo.jpgQueste le nove diverse interpretazioni – non eran presenti i vini di quattro delle tredici cantine aderenti al progetto ossia Podere il Pozzo, Fattoria Il Lago, Fattoria Selvapiana, Fattoria Il Monte – di Chianti Rufina Riserva Docg Terraelectae assaggiate.

MARCHESI GONDI – TENUTA BOSSI – CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE POGGIO DIAMANTE 2018
Da una vigna di 2,6 ha con esposizione Sud-Ovest e altitudine di 250 s.l.m. i Marchesi Gondi ottengono le uve per produrre il Poggio Diamante 2018. Dal colore rosso rubino intenso e luminoso, al naso ha grande impatto olfattivo con sentori floreali, tra cui spicca la rosa, profumi fruttati di ciliegia e di frutta di sottobosco come la fragolina e il ribes, elegante speziatura dove emerge la vaniglia, chiusura con note di cuoio, cioccolato e tabacco. Al palato ha struttura, sorso dalle note agrumate che ricorda l’arancia tarocco, leggere note di liquirizia, per un vino che ha personalità unica, con un tannino ben integrato e setoso e lunghissimo finale.
poggio diamante.jpgFATTORIA DI GRIGNANO - CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE VIGNETO POGGIO GUALTIERI 2018
Da vigna la cui superficie è di 1,77 ha, con esposizione Sud-Est, il Vigneto Poggio Gualtieri 2018. Di bella complessità, ha profumi di ciliegia e di piccoli frutti rossi, quali lampone e ribes rosso, che si fondono con le note vanigliate e speziate, bella tensione, mentre in bocca, pur di grande struttura ed eleganza, ha notevole bevibilità, grazie a trama tannica che si presenta fitta ma con tannini morbidi e ben integrati, nota calcarea e sapida, finale dinamico e di notevole lunghezza.
poggio gualtieri.jpgFRASCOLE SOCIETA’ AGRICOLA - CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE VIGNA ALLA STELE 2018
Siamo in alta Valdisieve, zona pedemontana influenzata dalle correnti fresche del Mugello. La vigna – di 0,72 ha con esposizione sud-ovest e un’altitudine di 360 s.l.m. – dedicata ha un forte valore panoramico e simbolico, posta com’è di fronte al borgo medioevale e centro aziendale, perché proprio in questo terreno, a metà Novecento, durante degli scavi, fu rinvenuta una splendida stele etrusca, ulteriore testimonianza della antica presenza di questo popolo a Frascole. Da qui, in questa parcella, la volontà di dare vita, grazie all’altitudine e alle forti escursioni termiche del vigneto, a un Sangiovese teso ed elegante. Obiettivo raggiunto con un vino che nel bicchiere profuma di viola e rosa, ha sentori di piccoli frutti, mentre al palato si propone con sorso dinamico sostenuto da freschezza e buon corpo.
vigna alla stele - frascole.jpgVILLA TRAVIGNOLI - CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE VIGNA COLONNETO 2018
Da vigna di 3 ha con esposizione a sud, il Vigna Colonneto 2018 ha colore rubino con riflessi granata, notevole finezza al naso, che apre con attacco floreale, poi si rivela balsamico, mentolato, quindi svela profumi intensi di frutta rossa e ciliegia matura e spezie, mentre in bocca risulta molto corposo e complesso con lungo finale e retrogusto di frutta rossa.
villa colonneto - travignoli.jpgI VERONI - CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE QUONA 2018
La superficie della vigna è di 5,5 ha con esposizione Sud-Ovest a un’altitudine di 300 metri s.l.m. Rubino intenso ha naso austero, riservato, con sentori di frutti neri, frutta rossa matura, aromi speziati di cannella, note di tabacco, caffè e carruba. Mentre in bocca ha gusto pieno e vellutato, dal tessuto denso con la componente tannica ben integrata, e finale armonico.
vigneto quina - i veroni.jpgAZ. AGR. COLOGNOLE - CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE VIGNETO LE ROGAIE 2018
Scelto per la sua altitudine, la sua esposizione sud-ovest e la presenza del crinale discendente di Montegiovi che evita le ultime ore di insolazione al tramonto, e per la presenza di una vena sotterranea di acqua sufficientemente profonda da garantire un buon equilibrio idrico alle radici delle piante, la Vigna Le Rogaie, di 2,14 ha, dà un Chianti Rufina riserva Terraelectae che nel millesimo 2018 ha colore rubino, profumi di amarena sotto spirito a cui segue prima una nota mentolata e poi sentori di cuoio e prugna essiccata, quindi confettura. Al palato l’impatto è setoso, con un tannino molto elegante, con un sorso caldo ma equilibrato grazie ad acidità e sapidità, che chiude con retrogusto di bastoncino di liquirizia e finale lungo.
le rogaie-colognole.jpgAZIENDA FATTORIA LAVACCHIO - CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE VIGNA CASANOVA 2018
Fattoria Lavacchio, situata sulla sommità del colle di Montefiesole a 450 metri di altitudine, a soli 18 Km da Firenze, è stata la prima ad aderire ai programmi di produzione biologica. Dalla Vigna Casanova, la cui superficie è di 1.80 ha, con esposizione sud-ovest, un vino dal colore rosso rubino scuro intenso. Complesso e intenso al naso ha profumi di sciroppo di amarena, cioccolato, spezie e tabacco, mentre in bocca è morbido e setoso, con tannini fitti e ben amalgamati e finale armonico e persistente.
vigna casanova-lavacchio.jpgCASTELLO DEL TREBBIO - CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE LASTRICATO 2018
Tra le vigne di Castello del Trebbio – fondato dalla famiglia de’ Pazzi nel XII secolo (qui, dove nel 1478 fu tramata la celebre “Congiura de’ Pazzi”), di proprietà della famiglia Baj Macario dal 1968 e dal 1995 gestito direttamente da Anna Baj Macario e dal marito Stefano Casadei che ne hanno fatto azienda moderna e di eccellenza – quella scelta per il progetto Terraelectae è Vigna Lastricato, di 2,63 ha con esposizione nord-est, sud-ovest. L’omonimo vino, caratterizzato da fermentazione e macerazione in anfora di terracotta, ha colore rubino, profumi floreali e di frutta rossa matura, nuances balsamiche e di chinotto, timo e tamarindo, mentre al palato si propone con sorso dinamico, raffinato, espressivo di un grande terroir e con finale lunghissimo e retrogusto di rabarbaro.
castello-trebbio-vigneto-lastricato.jpgMARCHESI FRESCOBALDI - CHIANTI RUFINA RISERVA DOCG TERRAELECTAE VIGNA MONTESODI 2018
Castello Nipozzano, eretto nell'anno 1000, è la proprietà più celebre e storica dei marchesi Frescobaldi, tra i primi a credere nel potenziale dell’areale di Rufina, e oggi coinvolti nel progetto Terraelectae con la vigna Montesodi, 20 ha con esposizione sud-ovest con i migliori vigneti di sangiovese della tenuta. Nel bicchiere il Vigna Montesodi 2018 ha colore rosso rubino luminoso, naso emozionante con profumi floreali di viola mammola e rosa canina sensazioni fruttate che spaziano dai frutti di bosco, alla ciliegia fino alla prugna, raffinata speziatura di chiodi di garofano e pepe nero. In bocca ha suggestiva eleganza con tannini setosi, sorso dinamico, armonia.
vigna montesodi-frescobaldi.jpg