Su La Stampa di oggi Paolo Massobrio presenta la famiglia Dettori, composta dall’enologo Alessandro e dal padre Paolo, che nella Romangia, un’area rurale nei pressi di Sassari il cui nome significa “terra romanizzata”, proseguono una tradizione da preindustrializzazione agricola, fermentando l’uva in vasche di cemento e lavorando in purezza le uve autoctone coltivate su 18 ettari vitati. Tra i vini che producono, indimenticabile è il Dettori Bianco Badde Nicolosu 2012, ma anche l’Ottomarzo 2011e il Romangia Rosso Chimbanta non sono da meno. Tra le versioni con uve cannonau spiccano invece il Tuderi 2007, il Tenores 2010 e infine il Dettori 2011. Se chiudete con il Moscadeddu 2012 avrete la fortuna di assaggiare solo vini dai sapori veri.

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