A Legnano, vicino a Malpensa e Fiera Milano, nel suo locale - bomboniera, i grandi piatti di Alberto Buratti, chef patron capace di interpretare in modo geniale e goloso sia la tradizione sia la cucina contemporanea

Era una promessa, un emergente. Ora è completamente "emerso", è un grande. Alberto Buratti, classe 1987, cresciuto professionalmente con chef del calibro, in Italia, di Ezio Santin all'Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano e Massimo Bottura dell'Osteria Francescana di Modena, o all'estero, di Eneko Atxa dell'Azurmendi di Larrabetzu, è chef patron del Koinè (vicolo Corridoni 2/c - tel. 0331599384) di Legnano.

Il locale, dopo la ristrutturazione degli scorsi mesi, è un gioiello, una sorta di Relais Chateaux con otto camere al piano superiore, un delizioso cortiletto interno, la sala - bomboniera del ristorante, con ingresso autonomo, e solo una ventina di coperti (a dire della cura sartoriale riservata al cliente) distribuiti in pochi tavoli dalla mise en place impeccabile, con sedie di design comodissime, alzate firmate da un grande fabbro-artigiano e luci alle pareti pensate e disposte in modo da illuminare perfettamente i piatti che arrivano sulle tovaglie immacolate.

Il servizio, curato da Fabio Consolaro, maître e sommelier, ed Eleonora Lualdi, è attento, puntuale, in armonia con la musica che fa da sottofondo discreto alla vostra sosta. Come avrete capito, qui, atmosfera, sala, insomma, tutto, è studiato per far gustare al meglio quel percorso di gusto che, lasciatecelo dire, insieme a personale e ambiente, vi farà vivere un'esperienza di emozioni, come di rado accade di provare.

Il cuore della sosta, ovviamente, è la cucina, dove la sorpresa sarà vedere come Alberto Buratti, con talento, professionalità e grande tecnica, riesce a proporre con risultati formidabili, tanto la cucina classica, interpretata nella versione dell'Alta cucina, quanto la cucina contemporanea, realizzata non nel segno dell'autocompiacimento per l'azzardo (che, ahinoi, è il limite di certi cuochi-narcisi), ma con creatività e capacità di innovare che vanno a centrare l'obiettivo di soddisfare i clienti.

E allora, gustati gli assaggi di benvenuto, che per bontà e fantasia lasceranno intuire quello che vi aspetta, se non vorrete affidarvi a uno degli interessanti menu degustazione - "A mano libera", con 5, 7 o 9 portate a 54, 60 o 70 euro, 24 h a New York a 68 euro, "Radici" a 45 euro o "Piatti firma" a 50 euro -, dopo il brodo di spezie che vi preparerà al viaggio, via con centrofolo olio foglie di cappero meringa, o battuta di chele scampi spuma di litchi e polvere di pomodoro o ancora marmo di seppia e capesante. Poi tra i piatti imperdibili, il risotto allo zafferano (per noi, il migliore dell'anno, vale il viaggio) e la cotoletta alla milanese, oltre a baccalà mantecato, spaghetti in cagnone e manzo alla California. Toccherete il cielo con un dito con ganache al lampone gelato allo yogurt rapa sottaceto o con la stragolosa  mousse alla nocciola gelato al fiordilatte e tartufo bianco.

Nota bene finale. Accade con chiunque entri qui. Ultimo, e lo citiamo solo perché, le sue origini, della nazione della Rossa, un francese di palato ed esperienza, chi prova questo ristorante rimane basito, quando non solo scopre che qui, di stelle, che sarebbero strameritate, non ce ne sono, ma che la Michelin - e questo è davvero da non credere (!) - questa tavola relais da sogno, nemmeno la cita! Per la nostra guida IlGolosarioRistoranti - GattiMassobrio è una Corona formidabile!