Dalla mappa dei "cru" alla storica bottiglia Albeisa, l’eredità di un pioniere rivive oggi attraverso i grandi assaggi di Pietro Ratti

Il legame profondo tra Renato Ratti e il territorio piemontese emerge con forza nell’anno in cui l’Asti è stato celebrato come vino ufficiale della Regione, riportando alla memoria la figura di un uomo che è stato molto più di un Direttore del Consorzio di Tutela. Ratti è stato un autentico pioniere del Barolo moderno, capace di importare dalla Borgogna il concetto di "cru" e di tradurlo in una fondamentale mappatura dei vigneti storici, introducendo al contempo metodi di vinificazione innovativi che hanno ridotto i tempi di macerazione e l’affinamento in legno. A lui si deve anche l’intuizione stilistica della bottiglia Albeisa, divenuta un simbolo globale della produzione albese. Dopo l’esperienza internazionale in Brasile, la sua storia produttiva si è radicata a La Morra, presso l’Abbazia dell’Annunziata a Marcenasco, luogo che oggi ospita un museo multimediale dedicato alla sua straordinaria parabola umana e professionale.

Attualmente la guida dell'azienda è affidata al figlio Pietro, che coordina cinquanta ettari di vigneti distribuiti tra La Morra, Mango, Costigliole d’Asti e Dogliani.
La degustazione della gamma attuale conferma l'altissimo livello qualitativo raggiunto, iniziando dal Langhe chardonnay “Brigata” 2024, un bianco verticale e sapido caratterizzato da note di erba limonina. Sorprendente è il Derthona Colli Tortonesi Timorasso 2022, nato da un vigneto a Sarezzano, che si distingue per un naso iconico tra idrocarburi e frutta. La finezza del vitigno nebbiolo trova diverse declinazioni di eccellenza. Il Langhe nebbiolo “Occhetti” 2024, nato originariamente da uno scambio di uve arneis con Bruno Giacosa, si presenta con un colore rubino scarico e profumi intensi di viola. Altrettanto elegante è il Langhe nebbiolo “Reggimento” 2022, un cru di alta quota che esprime la tipica setosità di La Morra. Salendo verso le massime espressioni della denominazione, il Barolo Marcenasco 2021 incarna la tradizione con la sua struttura austera e minerale, mentre l'annata 2022 mostra già un equilibrio magistrale.

Vertici assoluti della degustazione sono stati il Barolo Rocche dell’Annunziata 2022 che Massobrio descrive così: “Che finezza di fiori! Senti la rosa profonda e speziata e la viola che viene fuori dopo. Rotondo, pieno, pregnante, tannico fine”, e il Barolo Serradenari 2022, una sfida di Pietro prodotta a 500 metri di altitudine, che colpisce per freschezza balsamica e solennità.

Il percorso si chiude idealmente con il ricordo del Rosso di Villa Pattono, vino a base di uva barbera che lega il passato di Renato ai futuri assaggi presso il relais di famiglia a Costigliole d’Asti.

Ratti

Frazione Annunziata, 7
La Morra (CN)
Tel. 0173.50185 / 0173.509373

Per leggere l’intero articolo clicca qui

ILGOLOSARIO WINE TOUR 2025

DI MASSOBRIO e GATTI

Guida all'enoturismo italiano

ilGolosario 2026

DI PAOLO MASSOBRIO

Guida alle cose buone d'Italia