Frutta e vino: a La Montemarzina un matrimonio ben riuscito

Col sole di questi giorni, mentre i più fortunati potranno mangiare le fragoline profumate di Tortona (ringrazierò per sempre Anna Ghisolfi che lo scorso anno me le fece recapitare in ufficio) già si pensa alle Pesche di Volpedo, che sono la prova dell'esistenza di Dio. Nel frattempo, volete provare la sensazione di assaporarle come fossero appena state raccolte dall’albero? Nei giorni del lockdown io l’ho fatto: ho svitato il tappo del vasetto di vetro e ho affondato il cucchiaino nella confettura e nella frutta sciroppata realizzata da questa realtà agricola di Montemarzino, che coltiva le pesche da quasi mezzo secolo lungo i dieci ettari di proprietà a dimora sui pendii delle colline tortonesi.

Già, perché tempi e modalità della trasformazione della loro preziosa materia costituiscono una tale forma di rispetto verso la natura, da essere in grado di mantenere pressoché inalterate le qualità organolettiche originali della frutta appena raccolta, che, nel caso della pesca di Volpedo, risiedono nel sapore particolarmente delicato e dolce.
casetta-pesche.jpgE poi il team all’opera è molto affiatato e ispirato. A partire dal giovane Marco Ravazzano, laureando in Ingegneria Elettrica, che ne rappresenta l’anima comunicativa e del marketing. Al comando c’è suo zio, “ l’uomo saggio del frutteto”, Fausto Savio; quindi, nel laboratorio di trasformazione la madre di Marco e la moglie di Fausto. Ma c’è anche la loro figlia piccola Giulia, colei che ha disegnato le etichette dei prodotti. Su tutti loro vigila con occhio attento e severo, la nonna Rosi.
famiglia.jpgLa frutta raccolta al giusto grado di maturazione viene subito portata in laboratorio. Mentre si taglia e lava a mano si prepara lo sciroppo con sola acqua, zucchero e succo di limone portando il liquido a 100 °C in pentola. La pastorizzazione “lenta” durerà quasi un’ora che la porterà a 93 °C; a questo punto i vasi vengono asciugati e fatti riposare almeno 2 mesi prima del consumo.

Punta di diamante della loro produzione è la frutta sciroppata al vino e, su tutte, le Pesche al Derthona (vino Timorasso) e le Pere al Monleale (vino Barbera). Un riuscito matrimonio frutto-vitivinicolo autoctono che loro declinano anche come confettura extra con la Derthonina (Pesca di Volpedo e Timorasso) e la Fragolotta (fragola e Barbera).
pesche-al-vino.jpgFragolotta-ok.jpgTra le altre confetture imperdibili, oltre alle classiche Pesca di Volpedo, albicocca, ciliegia, prugna, ecco le originali pesca bianca e zenzero, pera e cannella, albicocca e lavanda, e l’inedita pesca con pistilli di zafferano biologico di Montebore, nata dalla collaborazione con una giovane realtà emergente, la Zafferano Montebore di Dernice (frazione Gropparo Montebore, tel. 340.600.54.28).  

Oltre a quella con il vino, la frutta sciroppata comprende pesche di Volpedo con e senza buccia, albicocche, prugne e ciliegie.
tutti-prodotti-paolo.jpgIl secondo “matrimonio” territoriale è stato da loro sancito tra gli ortaggi coltivati attorno alla proprietà e un altro patrimonio agroalimentare di grande prestigio del Tortonese, i formaggi. Sono così nate le Marmellose, deliziose confetture di peperoni rossi e cipolle rosse, da abbinare alle chicche casearie locali, Montebore in primis. 

Be' poi nelle foto ecco una crostata con l’avanzo delle quattro marmellate, che resterà nella memoria delle cose più buone di questi giorni. E anche le bottiglie, proprio quelle che figurano fra le nostre preferite, già recensite nella nostra degustazione delle 11 bottiglie di fine aprile (link).
crostata-paolo.jpgW le Pesche di Volpedo, W Montemarzino (e W anche Giuseppe, il primo ristorante che vorremmo provare appena avremo il "Via!")

LA MONTEMARZINA

Montemarzino (Al)
fraz. Reguardia, 6
tel. 3409320548
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