Festeggiati dalla famiglia Pagani De Marchi, i vent’anni di vendemmie, con una degustazione dei suoi grandi vini e la presentazione del nuovo rosso in anfora che è vero fuoriclasse

Il primo kit di degustazione? Ha 3.000 anni, ed è stato trovato a Casa Nocera, nei terreni della famiglia Pagani De Marchi in quella che era la tomba del Principe Guerriero.

Era la fine degli anni Ottanta quando la Soprintedenza conducendo un'indagine nelle colline dove ora sorgono i vigneti (che saranno piantati dieci anni dopo), fece la sensazionale scoperta. Dieci tombe che si datavano dalla fine del VII all'inizio del IV secolo avanti Cristo. La tomba del Principe era la più antica ed aveva una posizione di rilievo rispetto alle altre. In quella il ritrovamento del corredo funebre per il banchetto, del primo kit da degustazione, appunto. Al di là della valenza storica, questa scoperta, la testimonianza della vocazione millenaria del territorio alla coltivazione della vite e alla produzione del vino. 
pagani-demarchi-antichita.jpgSfida raccolta dalla famiglia Pagani De Marchi, che nel 1996 decise di trasformare i terreni circostanti la sua casa di campagna da seminativi a vigneto. A ripercorrere l’affascinante percorso della cantina, da noi premiata tra i Top Hundred già nel 2003, come raccontiamo ne L’emozione del vino, il nostro libro presentato nei giorni scorsi a Golosaria, la fondatrice Pia e il figlio Matteo, che oggi è alla guida dell’azienda avendo ricevuto dalla mamma il testimone. “Gli esordi – ricorda Matteo – furono con vini in purezza, Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. Rossi che conquistarono subito riconoscimenti dagli esperti e dagli appassionati. Nel 2003 il primo assemblaggio come vino di base. Nel 2004 un secondo assemblaggio affinato in barriques di 2° e 3° passaggio. Nel 2009 ai primogeniti rossi abbiamo affiancato un cadetto bianco che volevamo non rinunciasse alla corposità delle nostre terre, ma che avesse la necessaria morbidezza per palati più delicati, un Vermentino ingentilito da una piccola percentuale di Sauvignon Blanc”.
foto1.jpgNegli anni l’impresa è cresciuta, segnalandosi sempre per la qualità assoluta delle sue produzioni. Dal 2009, i vigneti dell’azienda – che si estendono su una superficie di circa 6 ettari, sulle colline sottostanti il paese di Casale Marittimo, a un’altitudine di circa 200 m s.l.m. – sono coltivati secondo le regole dell’agricoltura biologica. 
foto2.jpg“Il terreno che ospita le vigne – dice l’agronomo Stefano Moscatelliè composto d’argille sedimentarie del pliocene, è calcareo, povero d’azoto e sostanze organiche, ma ricco di potassio, magnesio e calcio assimilabile. I vigneti hanno esposizione sud-est, sud, e sud-ovest con pendenze variabili. E i vitigni coltivati, messi a dimora, parte nel 1997 e parte nel 1998, sono il Merlot, situato sulla vigna Nocera, di circa 1,5 ettari, il Cabernet Sauvignon della vigna Casalvecchio di 1,3 ettari e il Sangiovese, che si trova nella vigna ribattezzata Principe Guerriero su una superficie di circa 2,2 ettari. Un altro ettaro di Sangiovese è stato aggiunto e nel 2008 si è messo a dimora ½ ettaro di Vermentino con una densità di circa 6000 pt/ha. Le viti sono allevate a Guyot e la resa ad ettaro oscilla tra i 50/60 quintali di uva”
azienda.jpgI vent’anni di vendemmie, l’occasione per assaggiare i vini, e scoprire le novità, in una degustazione guidata magistralmente da quel fuoriclasse della sommellerie che è Paolo Basso, già campione del mondo dei sommelier.  

Il Toscana Igt Vermentino Blumea 2020 ha colore paglierino intenso, naso aromatico e profumi di pesca, albicocca, mandorle dolci, note speziate. In bocca ha freschezza e sapidità con retrogusto di frutta esotica. Ideale con cucina di mare.
blumea.jpgIl Montescudaio Rosso Montaleo 2018 ha colore granata, naso intenso con note di amarena, ribes ed eucalipto, struttura e ricchezza in bocca, con bella rotondità sul finale. Un vino “slanciato” che ha piacevolezza oggi, ma può anche ancora invecchiare. 
montaleo.jpgL’Olmata Toscana Igt 2018 da uve merlot cabernet sauvignon e sangiovese è rubino brillante, luminoso, con un naso dal perfetto equilibrio, con note di amarena, mirtillo nero, more, fine speziatura con senatori di cannella, chiodi di garofano e vaniglia, bocca che svela la generosità della terra toscana, con finezza e sapidità. Ideale con carni rosse, ha rapporto qualità prezzo da Guinness dei primati. 
olmata toscana igt.jpgUn’emozione il Toscana Igt Casa Nocera 2015, merlot in purezza dal colore granata, dal naso raffinato, con sentori di more macerate, spezie dolci tra cui spicca il cacao, foglie e sorso armonico. In tavola fa matrimonio d’amore con il piccione. 
casa nocera.jpgIl nostro coup de coeur? Il Costa Toscana Igt 2019 Principe Guerriero, la new entry che ci ha stregato. Primo vino in anfora della cantina, che ha voluto così rappresentare un ritorno alle origini, omaggiando il ritrovamento della tomba etrusca nel suo podere. Non più Sangiovese in purezza, come era l’etichetta in precedenza, ma ora figlio di merlot e cabernet sauvignon. Nel bicchiere ha colore rubino carico, naso esplosivo con profumi di lampone, sciroppo di more, nota balsamica e sentori di macchia mediterranea, sorso che impressiona per il carattere, grande struttura e piacevole rusticità, con un tannino che comunque stupisce per la sua finezza, e lunghezza infinita. E' un rosso seducente, uno dei migliori vini italiani, di cui siamo certi ne berrebbe e ne riberrebbe anche il nobile Principe Guerriero cui è dedicato!  
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