Dopo Sol Expo a Verona, ecco tre oli imperdibili fra Piemonte, Calabria e Valle D’Aosta

Siamo reduci da tre giorni di assaggi ed eventi a Verona, alla fiera dedicata interamente all’olio extravergine di oliva. E girando fra gli stand, ci hanno colpito in particolare tre storie, alcune davvero uniche.

La prima riguarda proprio casa nostra, ovvero il Monferrato. La storia di Gioacchino Maggiore è un racconto di radici profonde e trapianti coraggiosi. Nato nel 1972 a Stornara, nel cuore del Tavoliere delle Puglie, Gioacchino cresce tra i profumi di una terra assolata che guarda al golfo di Manfredonia. La svolta avviene a vent'anni con l'incontro con Donata, sua futura sposa, e soprattutto dello suocero Giuseppe D’Alessandro, illuminato imprenditore agricolo. È lui a intuire il talento di Gioacchino, donando ai giovani sposi 10 ettari di terra: un "pezzo di vita" da coltivare che darà inizio a un’avventura straordinaria.
aequilibrium.jpgNonostante la carriera in Poste Italiane e il trasferimento a Casale Monferrato, nel 2009 si trova immerso tra i vigneti, ma decide di non recidere il legame con la sua terra. Nel 2017, a Sala Monferrato, sfida il clima piemontese mettendo a dimora i primi astoni di Coratina. Oggi, 150 ulivi crescono in perfetta armonia tra i filari di vite, portando il sole della Puglia tra le nebbie del Nord.
olio-aequilibrium.jpgIl frutto di questa unione è Aequilibrium, un olio extravergine di oliva da cultivar Coratina che rappresenta una vera sfida agronomica vinta. Ottenuto unicamente mediante procedimenti meccanici ed estratto a freddo, quest'olio nasce da olive frante a meno di 24 ore dalla raccolta, sia nelle terre d'origine a Stornara sia nel nuovo avamposto monferrino dove può contare su tre ettari. Quest’olio è caratterizzato da una bassissima acidità, una notevole ricchezza fenolica e un altissimo contenuto di vitamina E, che ne fa un vero alimento. Al palato, l'olio esprime certo la forza del Tavoliere mitigata dall'eleganza del terroir piemontese, ma il valore aggiunto è una specie di equilibrio perfetto, a dimostrazione che un terreno sa imprimere la sua cifra anche a una cultivar molto caratterizzata come la Coratina, che tuttavia non abbandona del tutto il suo carattere piccante. Lo conosceremo a Golosaria Monferrato, dacché quest’anno aderisce anche il Comune di Sala dove lui ha creato una sorta di Colleganza coi produttori locali di vino.

Azienda Agricola Gioacchino Maggiore

Sala Monferrato (AL)
tel. 3280822802
info@gioacchinomaggiore.it
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È stato Paolo Griffa, il bravissimo cuoco “coronato” del Caffè Nazionale di Aosta a metterci sulle tracce di questo eroico produttore, che opera nelle terre estreme, per l’olivo, della Valle d’Aosta, dove la verticalità delle vigne cede il passo ai ghiacciai, Rudy Perronet ha firmato una sfida che profuma di storia e coraggio.
vda-titolare.jpgGuida alpina della Val d'Ayas e manager sportivo, Rudy ha trasformato un ricordo d'infanzia in un’impresa pionieristica: la produzione del primo olio valdostano commercializzato, battezzato con il nome evocativo di Huile des glaciers.
Tutto nasce a Montjovet, in località Gaspard, intorno a un ulivo ornamentale piantato quarant'anni fa davanti alla casa dei nonni. Nel 2016, Rudy decide di riprendere l'attività del bisnonno Joseph, bonificando antichi terrazzamenti a 600 metri di quota. Oggi la sua azienda conta 120 piante curate con la dedizione che solo l'agricoltura eroica richiede, sfidando la latitudine in un contesto dove tutto, dalla potatura alla raccolta, deve essere fatto rigorosamente a mano.
Vda-Olio.jpgL’olio di Rudy Perronet è il risultato di un sapiente blend di cultivar resistenti al clima alpino: Leccino, Frantoio e Pendolino. Il microclima della bassa valle, protetto ma ventilato, permette una coltivazione totalmente biologica, poiché il freddo invernale funge da difesa naturale contro i parassiti tipici dell'olivo. Il profilo sensoriale di questo "olio dei ghiacciai" è sorprendente e identitario. Al naso: esplode con decisi sentori erbacei, dove spiccano il carciofo, il cardo e la rucola. Al palato: l'assaggio è dinamico, con un ritorno retronasale di mandorla e mela verde che dona freschezza e pulizia. È vellutato, delicato ma pieno con una coda leggermente piccante. Insomma quello che si può definire un olio perfetto. E semplicemente straordinario.
Con una produzione che oscilla tra gli 80 e i 100 litri l'anno, l'Huile des glaciers è una perla rara, destinata a chi sa apprezzare il valore di una scommessa vinta contro ogni previsione geografica. Nonostante la mancanza di un frantoio regionale — per cui l'associazione AVO sta lavorando intensamente — Rudy ha tracciato la rotta per una nuova frontiera gastronomica valdostana.

Huile des Glaciers

fraz. Gaspard, 8
Montjovet (Ao)
Tel. 3398220071
lescentoliviers@gmail.com
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Quello di Jannìa è un racconto di radici ritrovate, che vede protagonisti Angelo e Francesca Oliverio, fratelli di origine napoletana – lui avvocato, lei sommelier – che hanno scelto di rivoluzionare le proprie vite per onorare la memoria del padre. Il cuore del progetto batte a San Giovanni in Fiore, nella pre-Sila calabrese, dove la leggenda di un olio pregiatissimo si è trasformata in una realtà produttiva d'eccellenza.
jannia-titolare.jpgL'azienda si estende su otto ettari di terra baciata dal sole e protetta dalle montagne, un microclima unico situato strategicamente tra lo Ionio e il Tirreno. Qui, Angelo e Francesca hanno recuperato un uliveto centenario di oltre 500 piante, un tempo abbandonato, che custodisce un patrimonio botanico raro: la cultivar Pennulara (nota anche come Nostrale di Caccuri). Si narra che furono i monaci Basiliani, giunti dall'Oriente intorno all'anno 1000, a introdurre questa varietà nel bacino del fiume Neto, lasciando in eredità un frutto dalle straordinarie proprietà nutrizionali.
jannia-olio.jpgL'olio Jannìa è il risultato di un'agricoltura eroica e di una precisione tecnica assoluta. La raccolta, effettuata a metà ottobre, prevede il trasporto delle olive in piccole cassette mantenute all'ombra per evitarne il riscaldamento. Il segreto della sua qualità risiede nella molitura entro sole 4 ore dal distacco della pianta, con un processo di estrazione rigorosamente a freddo. Alla vista si presenta limpido, di un vivido colore verde smeraldo. All’olfatto rivela un bouquet complesso che spazia dall'erba tagliata alla foglia di pomodoro, con eleganti note di lime, salvia, mentuccia e un finale di mandorla amara. Al palato mostra una struttura solida e un equilibrio magistrale tra le componenti amare e piccanti, con una persistenza fine e fragrante. A me ha dato la sensazione di una brezza amaricante che in bocca ti lascia una sensazione di forza (o di stoffa come si dice nel gergo del mondo del vino) con un palato che rivela un gambo di pomodoro, proprio quello che sta tra la pianta e il frutto.

Jannìa

San Giovanni in Fiore (CS)
tel. 3338342935
info@jannia.it

nella foto di apertura, gli ulivi che crescono a Valmadrera, nella Cascina don Guanella, dedicati ad Adriana e Giorgio Squinzi, benefattori, per un ricordo imperituro

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