Tre news sul mondo lattiero-caseario

Negli ultimi dieci anni sono notevolmente cresciuti gli allevamenti ovicaprini della provincia di Cuneo, arrivando a toccare il numero complessivo di 2.700; passando dal 2010 con 21.000 capi ovini e 12.000 caprini rispettivamente agli attuali 41.000 e 22.000, secondo l'analisi di Coldiretti Cuneo. E sono soprattutto i giovani ad avere investito nel settore, che ha visto crescere le dimensioni medie delle greggi, a vantaggio degli allevamenti stanziali e di pianura, ma con un impoverimento della pastorizia basata sulla transumanza e sull'alpeggio. Proprio per promuovere il recupero delle attività pastorali nello zone di collina e di montagna è nata la Scuola di Pastorizia a Paroldo e Moretta, promossa da Coldiretti Piemonte e dal Comune di Paroldo (come avevamo già trattato in un nostro precedente post, vedi link).
Fra le capre, le razze maggiormente allevate nel Cuneese sono la Camosciata delle Alpi e la Saanen; tra gli ovini invece la razza Sambucana, la pecora delle Langhe, la Frabosana e la Garessina.
Fonte: La Stampa
allevamento.jpgIn provincia di Cuneo sono prodotti circa 40 formaggi sia di latte vaccino sia di latte ovino e/o caprino o misto, tra cui i più celebri sono il Murazzano Dop e il Testun. Il Murazzano è un formaggio antico, conosciuto già al tempo dei Celti, e tipico dell'Alta Langa. A tutelarlo pensa il Consorzio che ha sede a Bossolasco, che oggi vive un periodo di difficoltà in quanto a causa della pandemia sono calate fortemente le vendite per la chiusura dei ristoranti e i prezzi si sono notevolmente abbassati. Per ovviare al problema del formaggio fresco che non trova acquirenti, i casari hanno deciso di puntare sugli stagionati.
Fonte: La Stampa
murazzano.jpgIl caso di Piero Giachetti e Alexia Longhini ha sollevato nel Biellese un'ondata di solidarietà. La coppia, ex titolari di una pizzeria di Cossato, poi trasferitasi in un rustico di campagna per dedicarsi all'allevamento di galline, pecore e conigli, in mancanza di entrate fisse, ha fatto richiesta del reddito di cittadinanza. Ma ora vogliono rinunciarci per avere in cambio la possibilità di acquistare una mucca gravida per poi produrre latte e formaggi a km0. Dice Alexia: "Io ho 43 anni e Piero 51: abbiamo forze ed energia per lavorare, non vogliamo vivere di sussidi". Di fronte alla determinazione e al desiderio della coppia, è stata sottoscritta una colletta per raccogliere i 1.300 euro necessari per donare la mucca. Chiunque voglia aderire può telefonare allo 3388723388.
Fonte: La Stampa
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