A Moasca, la tavola dello chef Alessio Sorce unisce vista panoramica e tecnica, tra tradizione piemontese e suggestioni orientali

La location è di quelle da togliere il fiato, in un paese della Barbera. Siamo in quello che è il risultato del restauro dei ruderi della roccaforte trecentesca di Moasca, borgo tra Canelli e Nizza Monferrato. Negli spazi utilizzati dal ristorante, sia interni che esterni, un sapiente mix tra gli antichi elementi in pietra ed altri di design moderno ed essenziale.
esterno-torrione.jpgSuggestive, le salette ricavate negli imponenti torrioni tondi, e magnifica la terrazza dove abbiamo cenato, che è un autentico davanzale sull’intero anfiteatro collinare di questo angolo di Monferrato.
interno.jpgIn cucina, lo chef trentacinquenne Alessio Sorce, di ritorno da una lunga esperienza professionale in Giappone, è autore di una cucina corretta ma non ancora in grado di emozionare a nostro avviso.
sala.jpgServizio premuroso e (abbastanza) attento, con la pecca di non aver chiesto ai commensali eventuali intolleranze o allergie (e l’entrée era proprio a base di una materia prima di cui uno dei commensali è intollerante…), nel menu scritto, invece, appaiono correttamente indicati. Pane e grissini sono fatti in casa.
pane-grissini.jpgIl piatto che ha convinto è stato senza dubbio quello dei plin (€ 17), ben fatto, saporito e gustoso;
plin.jpgma andiamo con ordine con la scelta degli antipasti (da € 16 a € 18): “Orto e Mare”, ovvero polpo arrostito, crema di piselli novelli alla menta e popcorn salati, corretto ma nulla di più;
polpo.jpgin alternativa c'erano il vitello tonnato al punto rosa; carpaccio di tonno al mojto; battuta di fassona ai quattro sapori: classica, bagna cauda alla barbera, olio alla nocciola tostata, gelato al Parmigiano Reggiano 36 mesi.

Tra i primi, oltre al plin, c'erano i tajarin al ragù (€ 15), gli gnocchi al nero di seppia con spigola, pomodoro e pesto (€ 17), senza infamia e senza lode, nel complesso;
gnocchi.jpgquindi i maltagliati al ragù vegetale (€ 14). Abbiamo degustato - indicato nel “Signature Menu” a parte - il piatto “Tra Risaia e Mare” (€ 25), un Carnaroli Riserva San Massimo mantecato con dashi di mare, e completato con gambero viola di Mazara, crema allo zafferano, limone bruciato e olio alle erbe: ottime materie prime, ottima tecnica, ma delude il sapore complessivo del piatto che non spinge come dovrebbe e la mantecatura col dashi di mare forse è da dimenticare, perché un risotto vivaddio è un risotto. E questo era pure insipido.
risotto.jpgStessa sensazione - passando ai secondi - per l'ossobuco di vitello con gremolada (€ 20), dove si apprezzano, però, la tecnica di taglio e la cottura delle verdure che accompagnano il piatto, raccolte nell’orto biologico dello chef; in carta, anche guancia di maialino fondente con bouquet di verdure (€ 20); gamberi, melone candito e crema allo zafferano (€ 22); infine, il pescato del giorno cotto al sale (€ 23).
ossobuco.jpgSi chiude con la scelta tra la tarte tatin finger e gelato alla vaniglia (€ 8), semifreddo agli agrumi canditi e torrone (€ 8), mousse al cioccolato e zuppetta di fragole (€ 8). Che non abbiamo preso.

Carta dei vini con prezzi sinceramente oltre la media, ma con la possibilità di degustare al calice "qualsiasi vino sotto i 40 euro”. C’è il Piemonte, c’è il mare, ci sono ispirazioni di cucina orientale, ma sulla scia, ci è sembrato, del “Voglio ma non posso”.

Tra la Terra e il Cielo - Restaurant & Cafè Garden Winery

Piazza Castello, 9/11
Moasca – ASTI
tel. 0141 1800739
M. 324 6873737
Aperto dal giovedì alla domenica a pranzo e cena

ilGolosario 2026

DI PAOLO MASSOBRIO

Guida alle cose buone d'Italia

ilGolosario Ristoranti 2026

DI GATTI e MASSOBRIO

Guida ai ristoranti d'Italia