In dirittura d’arrivo il progetto di certificazione con l’Università di Torino per la mela più amata d’Oriente

Chi lo avrebbe mai detto che da Singapore agli Emirati, dal Brasile all’Ecuador il frutto più desiderato fosse una mela coltivata alle pendici del Monviso? Sono i misteri (positivi) dell’agricoltura di una regione, il Piemonte, che anche nell’ortofrutta può dire la sua: dalle pesche al kiwi all’emergente nergi. Fino, appunto, alla Mela Rossa Cuneo che è stata riconosciuto come Igp e che si pone come prossimo traguardo proprio la certificazione del suo impatto sull’ambiente.

“Siamo in una zona pedemontana - ci ha spiegato il presidente del consorzio Assortofrutta, Domenico Sacchetto - circondata però da vette molto alte che creano come una barriera naturale: il risultato è un’escursione termica molto pronunciata (anche 20 °C) e la formazione di una brezza costante che  asciuga la pianta e permette agli agricoltori di fare meno trattamenti. In questa maniera tutto il sistema ambientale ne giova”.

Attualmente sotto il cappello dell’Igp sono protette quattro gruppi varietali di mele: Braeburn, Red Delicious, Fuji e Gala. Tutte riconoscibili dal bel colore rosso della buccia ma soprattutto tutte rispondenti a un determinato grado di durezza della polpa, di dolcezza, di calibro, come da disciplinare.

La zona  del resto è, fin dagli anni Cinquanta, celebre per la sua produzione di mela, indirizzata fin da allora quasi tutta all’esportazione. Gli agricoltori locali, notato che la richiesta in particolare dal Medioriente, continuava a crescere hanno continuato ad espandere le coltivazioni e nel Duemila è iniziato l’iter per il conferimento dell’igp.

“Negli ultimi anni - continua Sacchetto - si stanno facendo ulteriori grossi impianti: il prossimo traguardo è 2 milioni di quintali”.

Tra le mele più vendute sicuramente il gruppo di varietà Gala che ha un periodo di raccolto molto lungo (da aprile ad agosto) e si esprime molto bene a questa altitudine (circa 300 metri). L’Igp però a sua volta ha segnato anche un cambio di strategia: questo riconoscimento molto considerato in Italia e in Europa ha fatto reindirizzare la promozione verso il nostro Paese.

Attualmente la Mela Rossa Cuneo è ben distribuita in Piemonte, Lombardia e Liguria senza però scordare l’estero che resta il principale sbocco commerciale mentre si aprono nuovi mercati come l’India che “ha 100 milioni di possibili acquirenti”. La produzione attuale basterà per soddisfare la richiesta?

“Gli iscritti al consorzio - conclude Sacchetto - sono all’incirca mille ettari per duecento aziende, ma possono essere molti di più perché gli impianti nuovi (altrettanti mille ettari) sono tutti adatti all’Igp”.

Insomma, la Mela Rossa Cuneo è pronta a rivoluzionare il mercato.