Dalla Fortezza da Basso di Firenze il racconto di 185 assaggi alla cieca

Si parte come ogni anno per Firenze, con l’incognita dei treni in orario (è una chimera perché, dopo il disastro di Lodi, si accumula almeno un’ora di ritardo). Per questo il mio arrivo è il venerdì sera, per essere pronto, il giorno dopo, all’assaggio di ben 185 campioni.
L’anteprima del sabato, alla Fortezza da Basso prevede i Chianti Rufina, Col d’Orcia, Carmignano, Montecucco, Maremma Toscana e Valdarno di Sopra. Queste le doc dei miei assaggi. Non ce l’ho fatta per le Colline di Pisa e le Colline Lucchesi.
Le annate in assaggio erano del 2018, ma anche molto 2017, qualche 2016 e qualche raro 2019 che già ha fatto capolino, soprattutto con i rosati.
Buone annate? Il 2018 sicuramente, mentre sulle altre appaiono luci e ombre. Tutti gli assaggi sono stati fatti alla cieca, e questi, per me, sono i migliori risultati di quest’anno.

Gli assaggi del Chianti Rufina Partiamo allora con il CHIANTI RUFINA dove ancora m’è rimasto in mente il “Cedro” della Fattoria Lavacchio di Pontassieve (Fi): aveva una ciliegia profonda fino all’evidenza del suo nocciolo. Molto buono, rotondo, tannico, esemplare. Un’azienda che ci farà piacere conoscere ancor meglio.
Del medesimo livello è stato poi il campione del Podere Il Pozzo sempre di Pontassieve (Fi): Chianti Rufina 2018. Nervoso, scalpitante, minerale, con una bella rotondità in bocca e note fruttate generose.
Con qualche nota di confettura si è presentato il Chianti Rufina “Vigneto i Domi” de I Veroni di Pontassieve (Fi), e nel complesso era un bell’esemplare che offriva pienezza e setosità tannica.
Detto questo, altri campioni degni di nota per l’annata 2018 sono stati i Chianti Rufina di Colognole e Fattoria di Grignano, entrambe di Pontassieve (Fi).
Andando all’assaggio del 2017, non abbiamo rilevato le eccellenze del 2018, benché due cru della Fattoria Lavacchio (Ludiè Vigneto Casanova e riserva Cedro) di Pontassieve (Fi) abbiano avuto i voti più alti, mettendo in rilievo, per noi, il valore di questa cantina. Buono anche il 2017 riserva di Fattoria Selvapiana (Vigneto Erchi) di Pontassieve (Fi); notevole il Chianti Rufina riserva della Fattoria di Grignano che aveva ampi effluvi fruttati, note minerali e animali, molto piacevole la tannicità placida che incontrava la freschezza dell’acidità.
grignano.pngLa Doc Orcia, sempre più interessante La doc ORCIA si è dimostrata sempre più interessante e la cantina che più ci ha colpiti è stata Campotondo di Castiglione D'Orcia (Si): ottimo il Mezzodì 2018; favoloso il Banditore 2017, grande anche Il Tocco riserva 2016.
Un’altra cantina che ci ha dato soddisfazioni è stata quella di Marco Capitoni di Pienza (Si), che fra i primi ha creduto nelle potenzialità di queste terre. Ed eccolo con buoni risultati soprattutto sull’Orcia riserva 2016.
Novità è poi l’Orcia riserva “Memento” di Olivi Le Buche di Sarteano (Si), ma del campione 2013. Bene anche l’Orcia Sangiovese riserva 2015 di Podere Albiano di Trequanda (Si), sorpresa per l’Orcia Sangiovese “Sesterzo” 2015 di Poggio Grande di Castiglione d'Orcia (Si): piacevoli note balsamiche, come degustare un after eight con cioccolato nel sottofondo.
Nei 2017 emerge l’Orcia Sangiovese 2017 di Sassodisole di Montalcino (Si), che ha una speziatura animale e qualche nota erbacea. Un frutto più espansivo e un equilibrio tipico lo abbiamo trovato nell’Orcia “Bucaccio” 2016 di Terre Senesi di Castiglione d'Orcia (Si). Infine, Marco Capitoni dice la sua anche con un Toscana Sangiovese “Frasi” 2016.

La Doc Carmignano: qualche discontinuità Per quanto riguarda la doc CARMIGNANO, siamo partiti in quarta con i primi assaggi, ma poi abbiamo registrato una certa discontinuità: di annate e di produttori.
Via dunque con la Tenuta di Capezzana di Carmignano (Po) che consideriamo un’azienda leader. Il Toscana Bianco 2018 è molto intenso al naso, fine e speziato. E sempre di Capezzana ci ha colpito il Barco Reale rosato Vin Ruspo 2019, che aveva un equilibrio gradevole ma anche sostanza. Delle altre annate ha colpito la finezza del Carmignano 2016 de Il Sassolo di Carmignano (Po): molto gradevole con un concerto fruttato e speziato intrigante il Carmignano riserva Il Circo Rosso 2016. Tenuta Capezzana poi emerge di nuovo con il Toscana “Ugo Contini Bonacossi” 2016, mentre dice la sua con due vini la cantina Colline San Biagio di Carmignano (Po): il Toscana “Vigna Toia” 2017 e il Toscana "Donna Mingarda" 2016.
capezzana.pngLa Doc Montecucco: ogni anno qualche scoperta Ed ora eccoci alla doc MONTECUCCO, che ogni anno ci porta a scoprire sempre qualcosa di nuovo. E non si smentisce neppure in questa anteprima dove spicca la bontà dell’unico 2018 presentato dell’azienda Poggio Trevvalle di Campagnatico (Gr): Montecucco Rosso Pontolungo dalle piacevolissime note floreali, dove avverti il mallo di noce e ne apprezzi l’equilibrio in un sorso pieno. Un preludio che dice quanto ci sarà da aspettarsi, di buono, dal millesimo 2018.
Fra i Rosso della doc Montecucco, annata 2017, era eccellente il Tiniatus dell’azienda Le Pianore di Monticello Amiata (Gr) e poi il campione riserva 2016 di Collemassari di Cinigiano (Gr). Nel comparto del Montecucco Sangiovese spicca subito il leader, Salustri di Poggi del Sasso (Gr), con un campione del suo “Terre D’Alviero” 2016 che è ancora in divenire, alla ricerca di un equilibrio per quello che è da sempre un Montecucco di razza.
Sorpresa assoluta, invece per il Montecucco Sangiovese 2016 dell’azienda Peteglia di Montenero (Gr), che riceve il massimo dei riconoscimenti (un rarissimo 5 *). Un vino molto fine e complesso, che ha note di ciliegia ampie e in bocca si esalta nella sua pienezza e rotondità. Complimenti davvero!
Si conferma eccellente un altro nostro amore: Poggio Stenti di Montenero D'Orcia (Gr), col suo “Tribulo” 2016 e così il 2016 l’Addobbo di Vegni Medaglini di Cinigiano (Gr). Chiude la tappa dell’anteperima un 2013 interessante di Poderi Firenze di Arcidosso (Gr).

I migliori campioni della Doc Maremma Toscana Tocca ora alla doc MAREMMA TOSCANA. Dove segnaliamo subito la piacevolezza del Vermentino “Le Gessaie” 2017 de le Sode di Sant’Angelo di Massa Marittima (Gr).
Fra i rossi il primo a spiccare è Alberto Motta di Grosseto con il Maremma Toscana Ciliegiolo “Motta Bio” 2019. Un bel millesimo che appare con note animali già molto complesse e un esemplare equilibrio. Ritroviamo poi Poderi Firenze col suo Ciliegiolo “Scriresa” 2016 e il Ciliegiolo 2017 dell’azienda la Pierotta di Scarlino (Gr), che spicca per quelle note di pietra focaia. Nella vastità della Maremma ecco il piacere puro del Toscana Rosso di Berretta 2017 di Montalcino (Si), anche qui molto toscano nella sua espressione benché abbia un 10% di cabernet sauvignon. Ma della stessa intensità è il campione di un leader come Terenzi di Scansano (Gr) che ci convince con il suo Bramaluce 2018 (anche qui una pietra focaia spiccata e una frutta ben presente).
Al numero 28 dei nostri assaggi maremmani scopro poi di aver gradito il Maremma Toscana Rosso di Rocca di Frassinello 2016 di Gavorrano (Gr) che si mostrava con una particolare eleganza. E al numero 30 ecco per noi una conferma che fa piacere: Basile di Cinigiano (Gr) con il Maremma Toscana Rosso Comandante Bio 2016. Molto buono l’uvaggio di Nittardi di Castellina in Chianti (Si), il Maremma Toscana Rosso "Nectar Dei" 2016, che ho definito “solenne” nel suo intercedere in bocca. Sorpresa per il taglio bordolese con sangiovese però al 40% della cantina Castelprile-Prelius di Castiglione della Pescaia (Gr): è un Maremma Toscana Rosso 2015 decisamente elegante e pieno.
Due Maremma Rosso 2017 degni di nota sono poi quello della cantina Brancaia di Radda in Chianti (Si) e quello di Mocali di Ciacci Tiziano di Montalcino (Si) con note balsamiche e una filigrana speciale.
Dell’annata 2016 ci ha convinti Belguardo di Grosseto per il suo effluvio fruttato intenso.

L'ultimo assaggio: la Doc Valdarno di Sopra Ultimo assaggio: la doc VALDARNO DI SOPRA dove spicca il Sangiovese riserva 2012 però della Fattoria Fazzuoli di Terranuova Bracciolini (Ar) e il Valdarno di Sopra rosso “Petruna” 2018 de Il Borro di Loro Ciuffenna (Ar) prodotto in anfora. Un campione davvero interessante che sembra aver salvato l’anima di una terra.
Del Valdarno Sangiovese 2018 ci è piaciuto il campione del Podere Il Canasciale (“Ottantadue”) di Mercatale Valdarno (Ar).
Sui Toscana Rosso riemerge per la seconda volta la Fattoria Fazzuoli con un rosso frutto di varie uve (sangiovese, prugnolo gentile e cabernet franc) prodotto senza solfiti. Ci ha colpito l’equilibrio e l’autenticità, nel senso di un vino buono.