Con marzo la primavera bussa alle porte: aumentano le ore di luce, le temperature si alzano ed è tempo per tornare a coltivare la terra

Come prima cosa occorre ripulire e preparare il giardino. Se la temperatura si rialza è consentita la rimozione delle protezioni contro il freddo e l’inizio delle pratiche per favorire il risveglio della natura: preparazione del terreno per le semine; creazione di nuove aiuole; fertilizzazione, sia nell’orto che nel giardino, con concime chimico ternario a lenta cessione; aerazione del prato e successiva semina per rendere uniforme il manto erboso; impianto di nuovi prati.

Nell’orto si possono seminare le verdure annuali e primaverili (cicoria, lattuga, valeriana, cipolle, piselli, spinaci, fagioli, fagiolini). In serra fredda, o in alternativa in un vaso ricoperto da un vetro, si seminano le verdure estive (zucche, zucchine, pomodori, peperoni, melanzane, meloni, basilico, eccetera).

Per i fiori, è il momento di seminare il tagete e il fiore di vetro e di effettuare le talee di gelsomino e brugmansia. Le piante perenni, sia in vaso che nel terreno, devono essere scalzate, ripulite e sfoltite nei cespi radicali. È bene irrigare una o due volte la settimana.

Per i prati, il cui manto erboso tende a crescere rapidamente, sono consigliabili rasature almeno quindicinali. Le siepi e i cespugli si possono potare al fine di mantenerne una forma armonica.

Alle fioriture precoci (primule, viole) e alle ultime fioriture (ciclamini) si affiancano quelle delle piante aromatiche (timo, rosmarino, salvia, eccetera) e degli alberi da frutto (mandorli, susini, peschi, albicocchi). Sono pronti al raccolto i carciofi, in particolare quelli liguri e sardi e, nei climi più miti, le fave.