La storia della canapa in Italia si perde nella notte dei tempi; ed è curioso pensare come la sua lavorazione, nei secoli, abbia attraversato tutto lo Stivale, dall’Emilia Romagna alla Puglia e fino alle Marche, dove pare che addirittura la stessa città di Macerata derivi il suo nome dai “maceri” utilizzati per la canapa già in epoca romana. Un passato glorioso, che però si interruppe alla metà del Novecento, quando il Marihuana Act firmato dal presidente americano Roosvelt aprì la strada del proibizionismo contro questa fibra tessile. Oggi, a distanza di quasi un secolo, ecco riemergere una serie di progetti volti a riabilitare la canapa e i suoi usi. Di uno di questi, in particolare, ha scelto di parlare Paolo Massobrio nel suo articolo pubblicato online sul Magazine del Padiglione Italia. Si tratta di un progetto di filiera sostenuto con convinzione dall’azienda Trionfi Honorati di Jesi (An), che prevede l’utilizzo della canapa in molteplici ambiti che variano da quello tessile, con stoffe e vestiti, a quello alimentare, con olio ricco di omega 3 6 e 9 e farina, quindi pane e pasta. La canapa arricchisce il terreno per le colture che seguiranno, rappresenta un diserbante naturale contro gli infestanti e, di conseguenza, riduce anche l’uso di fitofarmaci. Cosa volere di più?

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