La tinta sgargiante è la porta d'ingresso per un progetto radicato nell'erboristica spontanea e in una tenace visione artigianale
Il “famolo strano” può giocare brutti scherzi. Attrarre da un lato, ma deludere alla prova dei fatti. Un gin verde in scaffale, o versato nel bicchiere, di sicuro attira l'occhio. Ma alla sorpresa, in questo caso, segue un assaggio altrettanto convincente. È il Gin GinSchiare, il gin nato nell'alessandrino da Ganascia Spirits, giovane realtà creata da Nicholas Ferraro. In questo caso, la tinta sgargiante è la porta d'ingresso per un progetto radicato nell'erboristica spontanea e in una tenace visione artigianale.
«Volevo fare un gin che raccontasse il mio territorio. E che si distinguesse dietro al bancone e nei cocktail» racconta Ferraro. Di qui la decisione di costruire un prodotto su misura, partendo da un foglio bianco. Dopo i primi infruttuosi esperimenti casalinghi, la svolta è arrivata grazie al confronto con un mastro distillatore professionista. La produzione materiale è stata quindi affidata agli impianti storici della piemontese Quaglia, mentre l'ideatore ha mantenuto la gestione diretta della raccolta e delle infusioni.
Sei botaniche, il frassino protagonista
Il percorso commerciale ha richiesto tempo e calibrazioni. «Una prima versione del gin, tendenzialmente morbida e concepita per il consumo liscio, ha visto la luce alla fine del 2023, conquistando un bronzo ai Gin Awards. Il mercato contemporaneo esige tuttavia la miscelazione» spiega Ferraro. La ricetta è stata perciò ricalibrata verso una secchezza maggiore, capace di reggere l'impatto con la tonica mantenendo inalterata l'impalcatura aromatica. Questa evoluzione definitiva ha debuttato all'inizio del 2025, ottenendo riscontri netti e due medaglie d'oro ai World Gin Awards.
L'impronta del distillato è tutta confinata nella geografia di Fresonara, un borgo lambito dalle acque del torrente Orba. Se le bacche di ginepro forniscono la necessaria spina dorsale balsamica, le altre cinque botaniche restituiscono una fotografia nitida del territorio. Ferraro seleziona e raccoglie le erbe spontanee nei boschi della zona, lontano dalle contaminazioni umane. Il frassino, albero simbolo del paese, è capace di cedere al sorso una leggera nota affumicata, una scia torbata che ricorda la cenere calda. La maggiorana innesta una decisa vena erbacea, mentre i fiori interi di camomilla e il miele di acacia bilanciano l'impatto alcolico di 42 gradi con richiami floreali e suadenti. A chiudere l'assaggio interviene il tarassaco, radice terrosa che sigilla il palato con un finale amaricante, assicurando una persistenza complessa.
Il verde nel bicchiere
Resta da sciogliere il nodo della tinta. «La scelta del colore è affiorata durante un aperitivo, constatando la riconoscibilità cromatica dei grandi drink miscelati rispetto alla trasparenza anonima di un gin tonic. Perché non farlo verde, mi sono detto?». Per fornire un'identità visiva inequivocabile al suo spirito, Ferraro ha estratto la clorofilla proprio dalle foglie di frassino. A causa della naturale volatilità di questo pigmento, si è resa necessaria la micro aggiunta di un colorante alimentare con funzione di fissativo, per garantire la stabilità alla luce. Al bancone questa sfumatura acida detta regole precise. Per non alterare la firma visiva del drink, le preparazioni escludono tassativamente vermouth rossi e bitter tradizionali, che muterebbero il verde in una tinta cupa, privilegiando basi dry o sodati chiari.
Oggi il prodotto - proposto al pubblico a 45 euro nel formato da 70 centilitri - trova spazio in una cinquantina di locali, per la quasi totalità concentrati nella provincia di Alessandria. Una restrizione geografica dettata dalla conduzione individuale dell'intera catena di fornitura. Ma l'idea è di espandarsi anche su piazze strategiche come Torino e Milano – dove auspichiamo di incontrarlo alla prossima edizione di Golosaria Milano a Fiera Milano Rho dal 31 ottobre al 2 novembre.
Nel frattempo il laboratorio di Ganascia Spirits non si ferma, avendo già in cantiere i campioni di studio per un London Dry classico, un Navy Strenght (gin ad alta gradazione), un amaro e un vermouth.
Ricettario
GREEN TONIC
Ingredienti
• 5 cl gin Ginschiare
• 15 cl acqua tonica premium neutra
• ghiaccio
• un rametto di rosmarino fresco
Preparazione: colmare un tumbler alto con abbondante ghiaccio. Versare la dose di gin e completare con l'acqua tonica, prestando attenzione a non mescolare per preservare al massimo l'effervescenza naturale. Guarnire con il rametto di rosmarino. Il connubio tra i sentori vegetali del distillato e la carbonazione nitida della tonica allarga il respiro balsamico del drink.
SCHIAROMA
Ingredienti
• 5 cl gin Ginschiare
• 10 cl soda al pompelmo rosa
• 1 cl succo di lime fresco
• un pizzico di sale
• ghiaccio
• una fetta di lime
Preparazione: in un tumbler alto inserire il succo di lime e il sale, pestando e mescolando accuratamente fino a far sciogliere i cristalli. Riempire il bicchiere di ghiaccio, versare il gin e chiudere con la soda al pompelmo. Guarnire con la fetta di lime a bordo bicchiere. Una bevuta agrumata e tagliente, una lettura territoriale del Paloma dove l'accento sapido valorizza le note erbacee del gin.
