A Bologna ha preso avvio un progetto, pronto ad espandersi in altre città, che permette di fare la spesa nelle botteghe della città. E tramite l'on line aiuta il centro storico

A Bologna non si perde neanche un bambino, certo, ma magari qualche serranda soprattutto nel centro storico comincia ad abbassarsi. Soprattutto alcune insegne storiche negli anni hanno lasciato spazio a negozi poco qualificanti o, magari, a punti vendita di catene che poco hanno a che fare con la storia della città. Da qui l'idea di mettere in rete i "resistenti", quella galassia di nomi che qualunque gourmet conosce (o dovrebbe conoscere) unendola a imprese più giovani, spesso con una proposta curiosa.
Per farlo è stato creato un mercato virtuale, Driiin, un market place in cui ogni bottega aderente può entrare, creare un proprio profilo e caricare alcuni prodotti. L'innovazione è soprattutto nella fruizione che combina un approccio al delivery decisamente funzionale e intelligenza artificiale. Il potenziale cliente infatti entra nella piattaforma, compra quel che gli serve dalle diverse botteghe, paga tutto insieme come alla cassa di un supermercato e riceve la spesa in un'unica spedizione, anche se si tratta di prodotti di diversa provenienza. Il tutto in una manciata di ore.

antica-drogheria-calzolari-1.jpgIn una unica sessione è possibile acquistare la mortadella da Tamburini, il gelato della Cremeria Santo Stefano, il formaggio Sua Maestà il Nero de La Baita Vecchia Malga, una bottiglia da sogno della Antica Drogheria Calzolari, i fungi secchi e le specialità sotto vetro all'Antica Drogheria dalla Pioggia, la pasta fresca della Salumeria Da Bruno e Franco, i lievitati di Piron él Furnar. Nomi che da soli riescono a raccontare la storia commerciale di una città che ha fatto dell'opulenza delle vetrine del centro il suo marchio di fabbrica come ricorda un celebre testo di Guccini. Accanto a questi riferimenti ormai storici, tante giovani realtà, come FEED-0 la bottega specializzata negli alimenti per cani a filiera corta e con prodotti di qualità. "Ci sono anche i fornai, i negozi di frutta e verdura, le macellerie e le pescherie" spiega il CEO e socia fondatrice, Alessandra Anguillari "ognuno con una scheda che ne racconta la storia, le peculiarità e soprattutto le persone". "Negozi di quartiere e botteghe storiche sono un patrimonio della città - continua Alessandra - che le difficoltà legate ai vari lockdown e l'assenza di turisti hanno messo in seria difficoltà". Oltre a questo aspetto, però, si delinea in un progetto come Driiin un modo diverso di intendere il centro, fatto di tante luci che si accendono tra le vetrine e che non può essere soltanto, come accaduto in tante grandi città del nord, un "mangificio", più o meno di qualità. Ecco perché Driiin è oggi un progetto in espansione, con risultati per certi versi sorprendenti.

piron-el-furnar.jpg"Siamo andati ben oltre gli obiettivi che ci eravamo prefissati in questo primo anno di attività” spiega Alessandra " e sono già in programma nuove aperture in grandi città del Nord Italia a partire dal 2022 con Torino. Un'iniziativa nel segno della Colleganza e del Manifesto della Bottega italiana contemporanea, lanciati a Golosaria Milano, e  che vedono proprio nella rete una possibilità di sviluppo per i negozi e un'ancora di salvataggio dei centri storici.