Appena aperto a Milano, per volere del re del cashmere Gisberto Carlo Sassi, il Doriani è un locale bellissimo con due spazi simmetrici che si affacciano su un dehor interno affascinante in via Montenapoleone (al 19 - tel. 0276394934).

In cucina, a interpretare piatti mediterranei e milanesi, tre ottimi chef: Gianni Tota, bravissimo, che è anche il trainer food del Dalai Lama; Liborio Genovese della scuola di Vissani e Giuseppe Mosca della scuola di Sergio Mei. Preparatissimi sia il maitre, Giorgio Garau, sia la pr responsabile della gestione eventi, Arianna Pellegrino.

Siete in una sosta che prudenzialmente è radiosa, ma aspira già alla corona. Dunque accomodatevi nelle sale eleganti e provate a saltellare qua e là nel menu, fra i piatti di queste tre anime che non hanno una connotazione precisa: sono buoni e basta. Dei nostri assaggi, ricordiamo la pappa al pomodoro rivisitata; i maccheroncini al torchio con doppio pomodoro e melanzane affumicate e ricotta salata. Abbiamo provato la milanese di vitello ed era perfetta, ma anche il cubetto di storione su vellutata di patate limonata. Il tiramisù secondo Doriani ha chiuso una cena soddisfacente.

Dal menu altre suggestioni: i garganelli alle verdurine di campo con straccetti di maialino, i paccheri su crema di piselli e ragù di scorfano profumato al finocchietto selvatico, il salmone scottato alle erbe aromatiche con giardinetto di verdure e fumetto montato all’extravergine di oliva, il filetto di manzo grigliato su caponatina rivisitata e porro croccante, i rustin negaa, le ostriche e il vulcano di bavarese alla vaniglia.

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