Continuano i nostri assaggi: in vetrina Piemonte, Sardegna, Toscana e Veneto
Le degustazioni che precedono i Top Hundred servono anche a focalizzare l’offerta completa di alcune cantine che abbiamo incontrato durante i nostri assaggi in giro per l’Italia, come le tante Anteprime a cui abbiamo partecipato. È il caso di Cascina Rabaglio e di Manvi. Poi ci sono le conferme come Chessa, straordinaria cantina sarda che ha segnato il solco con il suo Cagnulari e con i Vermentino. E ancora la sorpresa del Molinetto e delle sue interpretazioni del Gavi e dell’altra Valpolicella, la Valpantena, con un’altra interessante realtà: Gamma Arvedi
MOLINETTO DI GAVI - Francavilla Bisio (Al)
Tra Francavilla Bisio e Tassarolo, nelle terre del Gavi dove dalle colline si sente già l’aria di mare, sorge l’azienda agricola Molinetto, oggi condotta da Diego Carrea. Dopo una carriera da esperto informatico, nel 2008 è tornato a casa per proseguire l’attività avviata nel 1990 dal padre e dallo zio. I vigneti si estendono su 8 ettari interamente piantati a cortese su suoli calcareo-argillosi.
Il Gavi MC Extra Dry 2022 ha un colore paglierino brillante con note di crema pasticcera e albicocca; in bocca ha corpo, equilibrio e un perlage fine. Il Gavi del Comune di Tassarolo 2025 spicca per il suo colore paglierino chiarissimo e un naso molto fine di fiori d'acacia e limone, che si riverbera nel retrogusto accompagnato da una piacevole freschezza. Interessante il Vino Bianco “Orange” 2024, che come suggerisce il nome è frutto di una lunga macerazione sulle bucce. Dal colore oro antico intenso e un naso di frutta macerata leggermente marsalato, ha una nota ammandorlata che ritorna puntuale in bocca. Il Gavi “Relys” 2022 ha un colore paglierino brillante, naso intenso di resina, essenze floreali, prugna ramassin e una nota salmastra che ricorda l’oliva in salamoia; in bocca è un grande Gavi, che unisce pienezza a una sapidità prepotente che si impone a fine sorso. Infine, il Vino Bianco “Amphora” 2022 si presenta paglierino con riflessi dorati, con un naso finissimo ed elegante di fiori e mandorla. Al palato il lavoro dell’anfora si fa sentire nella stoffa setosa. Davvero bravi!
CASCINA RABAGLIO - Barbaresco (Cn)
Nata nel 2005 dalla visione di tre giovani — l’enotecnico Filippo Rigo, la sorella Daniela e Andrea Salatin — questa azienda affonda le sue radici nella tradizione di nonno Giovanni Battista. Il nome richiama la borgata “Rabaj”, alle porte di Alba, dove tutto ebbe inizio tra noccioleti e filari. Sebbene l'attività agricola sia storica, è dal 2012 che la sfida si sposta sulla vinificazione, con la sede della cantina situata nello splendido borgo di Barbaresco, patrimonio UNESCO. Tra Alba, Treiso e Neive, la famiglia gestisce vigneti di nebbiolo, dolcetto, barbera, arneis e riesling, alternandoli alla coltivazione della Nocciola Tonda Gentile delle Langhe.
Il Langhe Arneis 2025 ci è piaciuto molto: ha un colore paglierino con riflessi verdognoli, un naso intenso di lime e mela verde; in bocca è secco, dal sorso vellutato, con un'acidità ben integrata e finale amaricante. Si fa notare anche il Langhe Nebbiolo 2024, di colore rubino trasparente che vira già verso l'aranciato. Offre un naso di piccoli frutti e viola, mentre in bocca è persistente ed esalta il tannino amaricante e ancora verde che negli esemplari più giovani porta una nota di freschezza accanto all’acidità. Il Nebbiolo d’Alba Superiore 2020 ci serve a ricordare che ci troviamo di fronte a un grande del Barbaresco, come emerso anche dall’ultima edizione di Grandi Langhe dove il loro Meruzzano è rsultato al top degli assaggi. Questo Nebbiolo ci regala un naso selvatico di pelliccia ed erbe aromatiche; all'assaggio esce tutta la sua anima di nebbiolo invecchiato, dotato di corpo, giusta acidità e un tannino elegante ma ben presente. Per quanto riguarda i Barbaresco, attendiamo l’esito ella finale dei Top Hundred.
CHESSA - Usini (Ss)
Nel nord-ovest della Sardegna, nel territorio di Usini, la famiglia Chessa è impegnata nella viticoltura da oltre sessant’anni, tra colline affacciate sul Golfo di Alghero. A metà degli Anni Settanta Luigi Chessa avvia l’attività vitivinicola puntando su vermentino e cagnulari, e oggi l'azienda è gestita dalla figlia Giovanna su circa quindici ettari lavorati secondo i principi della produzione integrata. Il suo è uno dei grandi nomi della viticoltura isolana e questo giro di assaggi è una ennesima conferma.
Partiamo con il Vermentino di Sardegna “Mattariga” 2024 ed è già una partenza col botto, nostro Top Hundred di pochi anni fa: si mostra paglierino tendente all'oro, ha naso intenso di melone bianco e mandarino, fine ed elegante al palato con acidità composta. Un sorso carezzevole, giocato sull’equilibrio.
Il Vermentino di Sardegna “C’era una Volta” 2021 è vino che gioca su una macerazione più lunga sulle bucce e su un lungo invecchiamento parte in acciaio e parte in tonneaux. Il risultato regala un colore che tende all'oro, naso ammandorlato, minerale, con una speziatura profonda di zafferano; in bocca è un sorso pieno e di corpo, con una nota amaricante prolungata. Fantastico tanto da aprire una nuova fase nella storia del Vermentino di Usini che già ci aveva colpito nel nostro viaggio dello scorso autunno.
Il Cannonau di Sardegna “Gammanera” 2022 offre un naso fresco con una leggera nota rustica e selvatica che contrasta piacevolmente con i petali di fiore; in bocca ha corpo, risultando elegante e tannico.
Questo è ottimo, ma il vino che più li caratterizza, quello che hanno nelle corde - a nostro avviso - è un altro: l'Isola dei Nuraghi Cagnulari Rosso 2023. Di colore rubino intenso, naso di viola e noce moscata; in bocca è caldo, suadente, in perfetto equilibrio con la liquirizia che fa capolino nel retrogusto.
MANVI - Montepulciano (Si)
Nel 2015, Puru e Sudha Manvi hanno lasciato il settore bancario per trasferirsi sulle colline di Montepulciano e dedicarsi alla viticoltura biologica (certificata dal 2003). L'azienda è focalizzata sulla sostenibilità ambientale, limitando al minimo l'uso delle macchine per preservare l'integrità del suolo e la biodiversità del paesaggio toscano.
Il Toscana Rosso “Happiness” ha un colore rubino concentrato, un naso ampio e complesso di frutta rossa e ciliegia, con una freschezza erbacea di sottofondo. Al palato si rivela un vino dall'indole rustica, dal sorso di giusta tannicità.
Il Toscana Rosso di Montepulciano “Myra” 2024 sfodera invece un naso di viola macerata, confermando una bella e solida tannicità all’assaggio. Anche questa cantina è nelle finali dei Top Hundred con il suo Montepulciano.
GAMMA ARVEDI - Grezzana (Vr)
La produzione dei vini GAMMA Arvedi rappresenta l’evoluzione dell’attività della famiglia in Valpantena. Giuliana, Annachiara, Manuela, Marina e Antonella (da cui l'acronimo GAMMA) hanno ristrutturato la vecchia cantina avviando nel 2022 la prima vinificazione per dare forma concreta alla loro passione comune. L'azienda coltiva esclusivamente varietà autoctone veronesi (corvina, corvinone, rondinella, croatina e molinara), adottando buone pratiche prossime alla certificazione SQNPI.
Il Metodo Classico “Lucidalba”, da uve molinara in purezza, ha un colore corallo brillante, naso di piccoli frutti e in bocca risulta fresco, leggermente acidulo e tannico.
Il Verona Rosso “Ventotto Dicembre” 2022 ha un colore rubino scarico, naso di fiori macerati e piccoli frutti; in bocca è un vino decisamente equilibrato, sugoso ed elegante. Il Valpolicella Valpantena Superiore “Kitalpha” 2023 offre un naso con calde note di pelliccia; al palato scivola piacevolmente dimostrando un buon equilibrio nel suo insieme. L'Amarone della Valpolicella Valpantena “Persevero” 2022 chiude in bellezza: colore pieno, naso di frutta e note di cioccolato per un Amarone moderno, di bella freschezza.
