Masciarelli, i vini che hanno il gusto della speranza

Si parlerà a lungo dei contenuti emersi nel convegno svoltosi a Expo2015 nei giorni scorsi. A presentare "Le 4 potenze dell’enogastronomia italiana”  ossia bellezza, saper fare, oltrepassare il limite e futuro, con Paolo Massobrio, Gualtiero Marchesi, Maurizio Riva, Paolo Pejrone, Enrico Derflingher, Angelo Gaja, Massimo Spigaroli, Teo Musso, Marina Cvetic, Nicola Boscoletto, Vittorio A. Sironi, Alessandro Piana, Eleonora Bertolone, Aldo Bongiovanni, Marzio Nocchi, Plinio Agostoni. Al di là del valore del momento, oltre al carisma dei relatori, a lasciare il segno è stata quella profondità di contenuti che qualcuno continua a ripetere sarebbe assente al grande evento milanese. Non è così. Così come l'Expo2015 c'è, a dispetto di chi ha continuato a ripetere fino al giorno dell'inaugurazione che non si sarebbe fatto. Ed è proprio l'approccio alla realtà, testimoniato dai grandi personaggi intervenuti, il tema interessante del convegno. "Bisogna innamorarsi di nuovo di noi stessi, solo con l'amore si può superare la crisi" ha detto Marina Cvetic, della cantina Masciarelli. È un modo di guardare alla realtà che va al fondo del significato del vivere. Uno sguardo, che rende appassionante anche il fare vino. Che perfino davanti al dolore più grande, quello della morte (per Marina, di suo marito, il grande Gianni), non annega nella disperazione, ma porta "a scoprire risorse del cuore che neppure sapevo di avere". Per questo oggi brindiamo con il Montepulciano Marina Cvetic, punta di diamante della sua produzione. Prodotto dal 1997, dai vigneti di San Martino nella provincia di Chieti, con altitudini che variano dai 200 ai 400 metri sul livello del mare, nel bicchiere ha colore rubino impenetrabile, naso fruttato e floreale con note di piccoli frutti e viola, erbe aromatiche, tabacco, liquirizia, spezie, con sorso caldo e dal perfetto equilibrio, di grande ricchezza ed eleganza, e finale con note di fave di cacao e lunghissima persistenza. Un sorso di speranza!