Dalle Marche pasta artigianale e farine macinate a pietra frutto dell'agricoltura simbiotica

Forse non tutti conoscono il concetto di “Agricoltura Simbiotica” messa in pratica da questa virtuosa azienda agricola picena: si tratta infatti di un nuovo processo di coltivazione in cui il terreno agricolo viene trattato con prodotti del tutto naturali, quali funghi simbionti, batteri e lieviti. Questi microrganismi sviluppano con le radici del grano uno scambio simbiotico, tale per cui la pianta gode di una maggiore disponibilità di nutrienti e microelementi, il tutto in assenza di trattamenti chimici e con impatto ambientale zero. Siamo di fronte, perciò, un’agricoltura consapevole e di qualità, fondata su sistemi ecosostenibili e di corretta gestione del suolo, che ha notevoli vantaggi anche per il benessere e la corretta alimentazione dell’uomo poiché è in grado di potenziare gli alimenti funzionali e gli aspetti nutraceutici dell’alimento.
pasta-simbiotica.jpgDeus ex machina di questo progetto che guarda al futuro, un precursore della ecosostenibilità, l’imprenditore agricolo di vaglia Franco Caucci, coadiuvato dalle figlie Alessia e Serena. Il loro laboratorio a cielo aperto è costituito da 300 ettari che abbracciano una incredibile ricchezza di biodiversità: dalle dorsali del Monte Vettore, il più alto dei Monti Sibillini con i suoi 2.476 metri, fino all’entroterra dell’Alto Piceno che si estende tra i fiumi Aso e Tronto, alle spalle della Riviera Adriatica. Qui, rigorosamente con le pratiche dell’agricoltura simbiotica, troviamo l’incredibile tartufaia naturale estesa per quasi 20 ettari, i castagneti, gli uliveti, i vigneti, e la coltivazione di grani duri – Senatore Cappelli, Maestà, Odisseo e Nazzareno – e teneri autoctoni.
Uno scrigno prezioso di materie prime che si trasformano in una eccellente teoria di pasta artigianale, realizzata con essiccatura lenta e trafilatura al bronzo: top, la linea Senatore Cappelli in purezza assoluta – spaghetti, penne rigate, mezze maniche rigate –, la “Cuor di Pasta” con le altre varietà autoctone, e la linea Farro con il Tritticum dicoccum e la lavorazione semintegrale con molitura a pietra, in grado di mantenere intatte le proprietà nutritive del prodotto. Con la sua perfetta tenuta di cottura, è ideale per la ristorazione e per l’alta cucina.
pasta.jpgMolto interessante la proposta di farine macinate a pietra, ideali per pani speciali e pizze gourmet: qui la scelta spazia da quelle di grano tenero – gentil rosso, jervicella, solina, a quelle di farro dococcum, di grano duro Senatore Cappelli. E ci sono anche la farina di granoturco per la polenta, l’olio Evo monocultivar leccino, e due vini: il Rosso Conero Bio “Capparò” da uve sangiovese e montepulciano, e il Vincotto “Capparò” realizzato in paioli di rame risalenti al 1800.
farina.jpgTerre Alte Picene è davvero un modello di azienda agricola virtuosa che non tralascia alcun aspetto del rapporto fiduciario tra uomo e natura, ed è encomiabile nella sua attività quotidiana di affermare temi quali la simbiotica, l’ecosostenibilità, la corretta alimentazione, ponendosi come esempio per una nuova imprenditoria agricola italiana sostenibile.
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TERRE ALTE PICENE

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