Nasce in Toscana un grandissimo Pinot nero che non ha nulla da invidiare ai migliori campioni d’Oltralpe

Alla fine anche i gufi hanno dovuto piegarsi all’evidenza. Il vino è stato uno dei protagonisti di Expo. E lo è stato grazia al Padiglione Vino - A Taste of Italy, realizzato da Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e da Veronafiere – Vinitaly.

A visitarlo, 2,1 milioni di persone, il 20% provenienti dall’estero. «È stato il successo di un grande lavoro di squadra – ha detto Maurizio Danese presidente di Veronafiereun impegno gestito in tempi strettissimi dall’ideazione alla realizzazione sino alla gestione durante i sei mesi di Expo che solo un organizzatore fieristico di grande esperienza e di specifica competenza nel settore vinicolo poteva affrontare con successo. L’Expo non finisce oggi per noi. Il Padiglione è stato, grazie anche alle numerose delegazioni istituzionali e commerciali presenti, sia italiane che straniere, una straordinaria occasione di relazioni per la Fiera di Verona che può metterle a sistema a favore della propria attività, delle aziende e associazioni di categoria dei settori nei quali opera».

L’esperienza del Padiglione Vino – A Taste of Italy, peraltro, non è finito con la chiusura di Expo. «A partire dal 50esimo Vinitaly, in programma a Verona dal 10 al 13 aprile prossimi – ha confermato il direttore generale, Giovanni Mantovaniinizierà un percorso lungo il quale porteremo la conoscenza, la cultura ed il fascino del vino italiano e dei suoi territori, che attraverso di esso abbiamo raccontato, direttamente all’attenzione di altri paesi interessati dalle iniziative del Vinitaly International o che ci faranno richiesta per eventi legati alla promozione del made in Italy».

Per brindare al successo del vino italiano, scegliamo un rosso di caratura internazionale, che ad ogni degustazione regala emozioni, e sorprende per la sua classe. È il Coldaia del Podere Fortuna (tel. 0558487214) di Scarperia e San Piero (FI). Realtà che faceva parte delle proprietà della famiglia De’Medici, nei cui archivi è documentata la produzione di vino in questa tenuta sin dal 1465, quando proprietario era Lorenzo il Magnifico. Dal 2001 ha visto i titolari scegliere di piantare Pinot nero. Sfida ambiziosa, vista la concorrenza e la qualità delle produzioni del nobile vino presenti sul mercato. La prova del bicchiere dice sempre che la sfida è stata vinta.

Nella versione 2012, alla vista ha colore rosso rubino, con riflessi purpurei, al naso è di somma eleganza, con profumi di frutta, tra cui spiccano la ciliegia,piccoli frutti come il lampone e la mora, nota minerale, mentre al palato è di grande equilibrio, fresco e armonico, di lunghissima persistenza. Si abbina a selvaggina.

Un grande Pinot nero italiano!