Aperto l’Arburent di Castelnuovo Scrivia, osteria di confine
È un ristorante comodissimo: sta ad un paio di minuti dal casello autostradale di Castelnuovo Scrivia (A7 Milano Genova), lungo la via principale dell’omonima località. Ed è la nuova felice apertura di "un’osteria di confine” creata dallo chef trentenne Federico Costa, già conosciuto e apprezzato ai fornelli del ristorante “Civico 4” di Tortona che lavorava insieme al socio Alessio Cantamaglia. Una scelta professionale e di vita, la sua, che ha il significato di un ritorno alle radici (è originario di Castelnuovo Scrivia) e nasce dal desiderio di esprimere una cucina libera, creativa, legata alla stagionalità e alle risorse orticole di questo lembo di pianura, ma frutto anche delle contaminazioni dei territori con cui questo luogo confina (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza).
Ad affiancarlo in cucina, c’è il fratello Edoardo, mentre in sala operano altri due ragazzi del luogo "under 30", Andrea e Giuditta.
La location rivela un unico ambiente con una trentina di posti a sedere e la cucina a vista. I toni delle pareti e del soffitto sono “caldi”, con due gradazioni distinte del verde, che vogliono esprimere gli altrettanti colori della maturazione delle foglioline del prezzemolo (in dialetto “arburent” che dà il nome al locale).
Gli arredi sono informati al minimal, e concedono un’immagine di autentica accoglienza e di ordine generale che non concede nulla a lustrini e frivolezze.
Ora, noi lo abbiamo provato al primo giorno di apertura, arrivando come sempre inaspettati, alle 19,45. E dopo l’arrivo in tavola ecco la fragranza di focaccia e pane di loro produzione.
Si parte poi con una saporita Sua maestà la cipolla (cipolla cotta a vapore ripiena di cipolla stufata e Parmigiano Reggiano, su terra di cacao salato (€11)
e con l’Assoluto di porro (cuore di porro cotto a bassa temperatura, besciamella vegana e chips di porro croccanti, €11), corretta ma senza spinta;
in alternativa, tartare di razza piemontese “Macelleria Semino”, burro di arachidi, spuma di patate affumicate e olio all’erba cipollina (€12), e vitello tonnato realizzato con magatello di Chianina al punto rosa, salsa tonnata, polvere di capperi e pepe di Timut (€12).
Tre i primi piatti in carta: Pasta e Fagioli (pasta di semola bio Felicetti, fagioli, “Lingua di Fuoco” di Alzano Scrivia, miso rosso e fiocchi di pomodoro, €13), risultata di ottimo sapore ma dalla consistenza ancora un poco dura al palato;
si potranno scegliere anche il Risutin (Minimo 2 persone) - Riso Carnaroli “Famiglia Castellotti”, zucca del nostro orto, capperi e polvere di caffè, €15), oppure "Amor Piemonte”, tagliatelle di semola, ragù con pasta di salame, Timorasso e nocciole delle Langhe Corilù (€14), che sembra essere uno dei piatti più gettonati.
Ai secondi piatti: decisamente buono il roll di coniglio farcito con pasta di salame e glassato al melograno, cremoso ai pinoli e cavolo nero croccante (€16);
così come l’ossobuco in lenta cottura, spuma di zafferano e gremolada (€18) saporito e ben amalgamato.
Poi si vola alto con il tris di dolci (€ 7): squisita e imperdibile la torta soffice con farina di noci Lara, mousse alla vaniglia e zabaione tiepido al Timorasso,
così come il Fettone della zia Cri, un delizioso pan bisquit al cacao, mousse al mascarpone e miele, shrub ai lamponi.
E c’è anche il “Quelli dell’intervallo”, cremoso al cioccolato fondente, caramello salato, mousse al cocco e crumble di cacao.
Carta dei vini che strizza l’occhio al Tortonese, ma per il resto ancora in cerca di una sua identità.
Visitato nel giorno ufficiale di apertura, il giudizio è certamente positivo; la “mano” e la creatività di Federico si avvertono, ma una seconda visita nei prossimi mesi sarà d’obbligo per verificare la solidità di una proposta. Intanto provatelo anche voi, non vi deluderà. Ed è comodissimo.
Arburent - Osteria di Confine
Castelnuovo Scrivia (Al)
via Torino, 23/A
tel. 375 987 5938
Orari: Mercoledì e Giovedì 19–23
Venerdì e Sabato 19–23:30
Domenica 12–14:30, 19–23
Lunedì e Martedì Chiuso
