A Carsoli, la famiglia Centofanti tiene viva una tradizione autentica tra piatti al tegame, brace e una cantina monumentale
Già la location è d'antan, proprio di fianco alla stazione ferroviaria di Carsoli: basterebbe per un tuffo al cuore nel passato, per chi ancora ricorda i ristoranti e le trattorie legate agli spostamenti dei viaggiatori. Quindi il contesto ambientale, fatto di una solida eleganza del tempo che fu. Infine i piatti, orgogliosamente legati alle radici regionali, senza nessuna furba concessione alla contemporaneità. La definiscono una "cucina mediterranea della transumanza abruzzese", declinata in ricette che rimandano alla tradizione di terra, come i secondi al tegame o che provengono dalla brace che sfrigola in fondo alla sala principale.
È stata la scelta di Lanfranco Centofanti fin da quando aprì negli anni Settanta il primo locale e quindi riproposta, insieme con la moglie, dal 1986 in questo Angolo d'Abruzzo, crocevia regionale (il Lazio è da due passi) che, a pochi passi dal casello autostradale, attira clienti, anche parecchio importanti.
Maria Teresa non c'è più, ma in tavola si avvertono i suoi insegnamenti. E si resta a bocca aperta a sentire i racconti di Lanfranco, costante presenza di una realtà oggi affidata al figlio Valerio, che si muove abilmente nella cucina a vista, e Valentina, sommelier custode di una cantina monumentale, con oltre 2.000 etichette: il meglio di Italia e Francia, con una vetrina sapiente su grandi - e non - della regione.
Vi seguono con amichevole professionalità in una delle sale del piano terra, arredate con tovagliato bianco in tavoli ben distanti e con mise en place piacevolmente retro. Disponibili anche un giardino interno e una sala per eventi al piano superiore.
Tutto è fatto in casa: dal pane (bianco, al pomodoro, alle verdure) ai salumi (spicca l'IO Lanfranco, salame crudo di suino Nero abruzzese), fino ai dolci secchi che accompagnano il caffè finale. Il resto lo fanno materie prime reperite presso produttori di fiducia, proposte di stagione come porcini e tartufo e la tecnica di chi interpreta al meglio la tradizione ai fornelli.
Si parte con bruschette miste funghi e porcini (14 euro),
un equilibrato uovo in camicia con orapi selvatici - uno spinacio -, ricotta, guanciale e pane (22 euro)
e la buona frittatina con orapi selvatici e guanciale (22 euro - vedi foto d'apertura).
Ai primi non si può prescindere dalla chitarrina con grano Solina - una cultivar regionale - al tartufo nero estivo (25 euro), presente insieme con gnocchi di patate all'abruzzese (18 euro), pappardelle al ragù bianco di castrato (23 euro) e tante altre pietanze.
Ampia anche la proposta di secondi. Potete puntare alla brace, con classici arrosticini di pecora massaggiati (15 euro), il sempre più raro abbacchio (32 euro) e il capocollo di maiale (15 euro). La nostra scelta è ricaduta sui piatti al tegame, con un ricco ossobuco ai porcini (25 euro) e una dadolata d'agnello ai porcini (32 euro).
Per il finale la Nuvola di frutta - un cestino di meringa con crema pasticcera e frutta fresca - vedi foto d'apertura (10 euro)
e il tiramisù espresso (8 euro)
si sono fatti preferire al creme caramel allo zafferano di Navelli (8 euro). Ma è una questione di dettagli.
Angolo d'Abruzzo
piazza Moro 8
Carsoli (AQ)
tel. 0863997429/3397452600
www.langolodabruzzo.com
