A Carate Brianza, un locale polifunzionale che ha nella cucina dello chef Francesco Rapetti il cuore della sua proposta

L’ambiente trendy, da caffè in stile newyorkese – con la casetta azzurro pastello che si sviluppa su due piani, con i divani all’esterno dov’è bello indugiare nelle giornate di sole, e gli arredi di design all’interno – fa pensare a un luogo pensato per i giovani. E gli under 30, in effetti, questo locale aperto da pochi mesi, lo hanno già eletto come loro luogo di ritrovo. Ma sebbene l’insegna, Aperò cafè (via Trento Trieste 24 – tel. 0362901436), faccia pensare che questo sia indirizzo che apre alla mattina con le colazioni e chiude a sera tardi, dopo aperitivi e cocktail, come in effetti avviene, la verità è che questo localepolifunzionale, il suo fiore all’occhiello lo ha nella cucina, di assoluto valore, che non a caso ha conquistato i golosi di tutte le età.

La sorpresa infatti è che qui, i titolari Debora Cinquanta e Paolo Valsecchi, i fornelli, li hanno affidati a un signor cuoco, l’ “Euro Toques” Francesco Rapetti, gavetta ed esperienze in grandi cucine, e oggi guida sicura di questa nuova avventura, che condivide con il suo fidato, giovane, Andrea Foglini. La conseguenza di questa scelta, è che a pranzo e a cena, il “caffè” veste i panni del ristorante, con una carta in cui terra e mare convivono felicemente, con piatti che rivelano tecnica, passione e giusto equilibrio tra tradizione e innovazione. 

Seguiti in sala da Riccardo Goggi, che vi suggerirà i migliori abbinamenti con i vini, tutti proposti sia in bottiglia sia a bicchiere, la vostra sosta potrà avere il gusto di gambero rosso di Sicilia burrata di bufala bottarga e acqua di sedano, poi, di uno degli imperdibili risotti, e se in menu vi consigliamo quello con scampi agrumi e cioccolato fondente, quindi tataki di tonno rosso salsa all’ananas e zenzero e chutney al mango, o petto d’anatra e il suo jus porro brasato e riduzione ai lamponi, per chiudere con l’interpretazione golosa e personale, della Sacher Torte “secondo Aperò”. Una bella novità!