Dal Marzemino alla Turbiana, una cantina che unisce tradizione, biologico e interpretazioni contemporanee del territorio bresciano
Monte Netto (Montenèt in bresciano) emerge nettamente dalla piatta campagna della bassa Bresciana, un rilievo discreto ma determinante, che interrompe la continuità del paesaggio e cambia il modo di pensare la viticoltura. È in questo contesto che la Cantina San Michele interpreta il Monte Netto come un microcosmo enologico, fondato sull’isolamento, sull’agricoltura biologica e su una lettura contemporanea del Marzemino.
Dal 2007 Parco Agricolo Regionale, questo altopiano conserva una fisionomia agricola integra, costruita su una geologia più antica rispetto ai territori limitrofi e su un microclima che ha favorito una viticoltura appartata, lontana da modelli espansivi e derive industriali. Qui nasce la DOC Capriano del Colle, e qui il vino assume un ritmo proprio. L’isolamento del Monte Netto ha agito nel tempo come una protezione naturale: prima bosco, poi campagna, infine vigna, in una continuità paesaggistica che non conosce fratture.
In questo contesto, il Marzemino trova un’espressione di particolare carattere, tanto da suggerire l’idea di una vera e propria “isola del Marzemino”, documentata già nei secoli passati. Una presenza storica che oggi torna a parlare con chiarezza e con una rinnovata consapevolezza qualitativa.
La Cantina San Michele è tra le realtà che hanno contribuito in modo determinante alla maturazione qualitativa del distretto, all’interno del Consorzio Monte Netto. L’azienda è guidata da Mario Danesi, laureato in economia aziendale e vicepresidente del Consorzio, affiancato da Elena Danesi, psicologa. Dal 2010, la conduzione imprime una direzione precisa: leggere il Monte Netto per ciò che è realmente, senza forzature interpretative, traducendo identità territoriale e sensibilità contemporanea in una produzione coerente. La scelta del biologico nasce come conseguenza naturale di questa visione. Dal 2018 tutte le etichette sono certificate, a conferma di un approccio che considera l’agricoltura come un atto culturale prima ancora che tecnico.
I sedici ettari vitati, su circa ottanta complessivi del comprensorio, ospitano vigne con un’età media di venticinque anni, con un appezzamento che supera i sessanta. La produzione annua si attesta intorno alle 70.000 bottiglie, distribuite prevalentemente sul mercato italiano, con una presenza selettiva in Germania e Svizzera.
Il Marzemino rappresenta l’asse portante dei rossi, declinato sia in purezza sia in assemblaggi che ne valorizzano il profilo varietale senza snaturarne l’identità.
Per i bianchi, la Turbiana offre invece una materia particolarmente duttile, capace di attraversare stili diversi: dalle interpretazioni più immediate fino alle versioni più complesse, che includono il Metodo Classico e sperimentazioni legate alla botrite. La degustazione consente di leggere con chiarezza le tre linee produttive della cantina.
I Classici restituiscono l’idea storica del Monte Netto. Carme, Capriano del Colle DOC Rosso, combina marzemino, merlot e sangiovese in una trama equilibrata e scorrevole, dove il frutto rimane centrale e la struttura si sviluppa con misura. Netto, nella versione bianca, affida invece a turbiana, pinot bianco e chardonnay una beva nitida e territoriale, giocata su freschezza, linearità aromatica e immediatezza gustativa.
Le Selezioni introducono una tensione più contemporanea. Il Marzemino in purezza lavora sulla precisione del frutto e sulla definizione aromatica del vitigno; Nubes, merlot in purezza, unisce struttura e misura, privilegiando eleganza e progressione gustativa; Equilibrista, rosato proveniente da una vigna sessantenne, sorprende per salinità e consistenza, restituendo un’interpretazione inattesa del vitigno, capace di coniugare freschezza e materia.
Con Le Eccellenze la cantina entra in una dimensione più meditativa, dove il tempo diventa parte integrante del progetto enologico. Riserva 1884 utilizza barrique e tonneaux con discrezione, cercando profondità aromatica e continuità gustativa senza sovrapporre il legno all’identità del vino. Belvedere Extra Brut Blanc de Blancs, ottenuto da turbiana e chardonnay, affina sui lieviti per almeno ventiquattro mesi e utilizza esclusivamente mosto del vino base in fase di dosaggio, una scelta tecnica che mantiene integrità e precisione espressiva, restituendo una bollicina tesa e verticale.
M, Marzemino dolce da appassimento, segue un percorso lungo e stratificato: quattro mesi in cassette per la disidratazione delle uve, fermentazione in acciaio, affinamento in legni francesi e un ulteriore anno di bottiglia, fino a raggiungere una dolcezza profonda ma mai eccessiva, pensata per una degustazione lenta e contemplativa. Otten, infine, nasce da annate segnate dalla botrytis cinerea: turbiana in purezza, vinificata senza legno, capace di sprigionare una complessità aromatica che si muove tra note floreali, speziate e mielate, evolvendo vendemmia dopo vendemmia. Più che un’etichetta, è un progetto in progress, giunto alla quinta annata, che racconta l’alchimia tra clima, suolo e cultura agricola del Monte Netto. Ed è salito, non a caso, agli onori dei 100 migliori Vini d’Italia di Golosaria.
