Da questo giovane produttore, un Barbaresco di grande classe

La marcia in più, nel lavoro, qualunque esso sia, è la passione con cui lo si vive. È la chiave del successo. Ma soprattutto è il motivo per cui persone impegnate in campi diversi, pur non conoscendosi, quando si incontrano, si sentono subito in sintonia. È quello che è successo a Francesco Versio, giovane produttore di vino, ad Alfredo Leoni, wine scout, a Oscar Mazzoleni, talento emergente e titolare di quel Carroponte di Bergamo che è eccellenza del nostro Gatti Massobrio, e a Paolo e al sottoscritto.

A metterci insieme, il vino, prodotto da Versio, (meglio, il suo ancora non conosciuto Barbaresco), scoperto da Leoni, proposto da Mazzoleni (che invece di appiattirsi sui soliti noti hanno il gusto della ricerca e non temono la sfida ai palati più liberi), degustato da noi, con il risultato di ritrovarci stregati da un autentico capolavoro. Non fate i complimenti a questo nuovo campione del vino che, con timidezza tutta piemontese, al palcoscenico preferisce le vigne. «Ho iniziato a lavorare due piccoli vigneti di mio nonno – dice Francesco Versio – due appezzamenti che sono a Neive, uno, più grande (0,45 ha) in sottozona San Cristoforo ed il più piccolo (0,30 ha), in zona Currà. Entrambi con esposizione Ovest­­­. Il vigneto di San Cristoforo è stato piantato a Nebbiolo nel 1969. A oggi, per circa il 65% della superficie, le piante sono le stesse, anche se anno per anno, sto provvedendo al rimpiazzo. Il vigneto dei Currà, antecedente al 1960, è stato estirpato a fine 2013. Le condizioni dello stesso non permettevano più di ottenere una produzione tale da coprire i costi di lavorazione. Dopo più di un anno di riposo, ho deciso di piantare i 3000 m2 a Nebbiolo ad Aprile 2015, cercando di creare un vigneto policlonale con diverse combinazioni clone/portinnesto. Il 2013 è stata quindi la mia prima vendemmia».

Dopo aver assaggiato proprio il frutto del suo primo lavoro, il nostro giudizio è che se “il buongiorno si vede dal mattino”, il destino di questo giovane produttore sarà tra i grandi di Langa. Di colore rosso rubino con riflessi granata, al naso ha complessità dei grandi, con austerità caratteristica ed eleganti note di marasca, viola appassita, sentori di tabacco e liquirizia, e fine speziatura, mentre al palato è caldo e di buona struttura, con tannini che nel tempo si ammorbidiranno, personalità e lunga persistenza. Se non state attenti, finirete la bottiglia! Questo giovane sarà famoso!