Curiosità e informazioni sul caffè dolce o senza zucchero

La questione è aperta.
Da un punto di vista salutistico, sicuramente è preferibile bere il caffè senza zucchero, a maggior ragione per chi è diabetico, chi deve seguire diete ipocaloriche, chi vuole tenere sotto controllo il proprio peso.
Il caffè in sé è privo di calorie (si parla di 6 kilocalorie ogni 10 centilitri, quindi 1,5 a tazzina) mentre un cucchiaino o una bustina di zucchero, del peso di circa 8 grammi, ha un apporto pari a una trentina di kilocalorie, se pensiamo che nella giornata si consumano almeno tre caffè al giorno il calcolo delle kilocalorie assunte a fine giornata è presto fatto.

Dal punto di vista del gusto personale si tratta di una questione di abitudine. Il primo approccio al caffè avviene in età giovanile quando solitamente si zucchera in quanto l’amaro, che è il gusto preponderante, non viene particolarmente gradito. Da qui l’abitudine a considerare il caffè una bevanda dolce. Per contro c’è chi considera il caffè zuccherato “corrotto” e semplicemente imbevibile. Cambiare le abitudini è difficile ma non impossibile.
E pensare che a Napoli, patria del caffè, il caffè è servito molto zuccherato, addirittura nella tazzina viene deposta una cremina di zucchero e caffè prima ancora di erogare l’espresso!

Dal punto di vista organolettico certamente lo zucchero altera gli aromi e il sapore del caffè, se non addirittura copre i difetti di un caffè cattivo (questo però non è certo un pregio). In linea di massima una “puntina” di zucchero in alcuni casi potrebbe aiutare ad esaltare il sapore del caffè; in altri casi, quando siamo di fronte a un caffè di buona o altissima qualità, l’aggiunta di zucchero è da evitare!