Una bella annata questa 2012 del Brunello di Montalcino assaggiato stamane (venerdì 17) nella bella struttura in centro città

Non c’erano i produttori quest’anno, al primo giorno (e di conseguenza non c’era il codazzo di pierre, ma anche di giornalisti da pubbliche relazioni. Arriveranno tutti domani, si presume. Si preparino le cantine “importanti” ai dislinguamenti di prassi). Quindi un clima rilassato nella grande sala degustazioni, coi vini serviti a perfetta temperatura, a dispetto di certi anni in cui c’era da mettersi le mani nei capelli, per chi ancora li ha.

Cosa ho trovato? Coerenza, ed è sempre così quando un’annata è buona, quando le uve parlano da sole. Non vini fatti solamente in cantina, ma espressioni decisamente lineari, anche se poi si va dal Brunello speziato più attinente alle aspettative a quello fruttato e colorato, che vuol essere piacione. Grandi conferme dalle aziende storiche, ma anche qualche novità.

E inizio subito da una che mi ha impressionato per completezza e che ha ricevuto i miei avari 5 asterischi: Uccelliera, azienda di Andrea Cortonesi a Castelnuovo dell’Abate. Produce 26 mila bottiglie e a mio avviso ha raggiunto un livello encomiabile. Bravo! Voti alti anche per il Brunello di Salvioni, una certezza, ma soprattutto un vino che in gergo attuale vien da dire “tanta roba”: equilibrio, eleganza, speziature e tannicità che sfoggiano la tipicità del vino di queste terre… e di Salvioni. Una novità è poi stato il Brunello dell’azienda Sassodisole di Torrenieri. Roberto Terzuoli fa appena 9.600 bottiglie, ma è da “attenzionare” perché il suo vino era in direzione di perfezione, con un naso superbo e un equilibrio fra tannicità e acidità di pura goduria.

Be', poi due conferme che, quando ho letto i nomi del mio assaggio volontario alla cieca mi han fatto piacere: Tassi (un grande) e Tenute Silvio Nardi, in particolare col Manachiara. Note speziate di caffè si sentivano piacevolemente nel campione di Talenti, che m’è piaciuto, così come è stata una soddisfazione assaggiare il Brunello di Agostina Pieri e quello ottimo della Tenuta La Fuga. Grandioso il Brunello di Argiano, una conferma, da sorpresa quello di Baricci. Molto bene il sorso “caldo” del Castello di Romitorio, e bene i Brunello di Col di Lamo e quello di Palazzo.

Altra sorpresa di piacevolissima eleganza merita Cortonesi La Mannella, mentre si conferma grande il Brunello di Greppone Mazzi Ruffino e quello di Mastrojanni, dove registro già notevole il loro Loreto. E che dire di Donatella Colombini Cinelli, che negli ultimi anni ci sta dando grandi soddisfazioni e anche con questo 2012 ce ne ha date molte. In conclusione, pochissimi voti bassi, e molti 4 asterischi; ma quelli citati sopra erano sopra questa media già alta. Siamo insomma oltre gli 85/100 per i nomi citati.
Ai vertici, quest’anno, rimangono Uccelliera, Tassi, Argiano, Salvioni e Baricci con la sorpresa di Sassodisole. Ma nei prossimi mesi ci torneremo, perché molti di questi li troveremo in finale nei nostri Top Hundred!

(la mia degustazione è stata comunque parziale: ossia 91 campioni su 134, ma sufficiente per dare l’idea di una buona annata).