Guida semi professionale per servire lo spumante senza sembrare un principiante
Siamo onesti: il momento dell'apertura dello spumante è quello in cui tutti ti guardano. C’è chi teme di perdere un occhio, chi spera nel "botto" da stadio e chi giudica silenziosamente la tua tecnica. Servire le bollicine è un’arte, ma non serve un diploma da sommelier, bastano poche regole d'oro e un po' di stile per non trasformare la festa in una tragedia greca.
La temperatura corretta
La regola numero uno, quella su cui non si transige, è la temperatura. Lo spumante non deve essere né una zuppa tiepida né un blocco di ghiaccio in cui il cucchiaino resta incastrato. L'ideale è servirlo tra i 6° e gli 8° gradi, quindi mettetelo in frigo per tempo. Se ve ne siete dimenticati (succede!), evitate il freezer che rischia di far esplodere tutto e optate per il vecchio, infallibile metodo del secchiello con acqua, ghiaccio e una manciata di sale grosso: in venti minuti avrete la temperatura perfetta.
Botto: mai (o quasi)
Una volta portata la bottiglia a tavola, arriva il dilemma amletico: fare il botto o non farlo? Diciamo che l'esplosione stile Formula 1 è divertente a Capodanno in piazza o se vince la Nazionale, ma a tavola è decisamente vietata. Il botto fa sgasare il vino, disperde le bollicine e rischia di decapitare il lampadario della nonna. Il vero professionista punta al "soffio": dopo aver tolto la gabbietta (tenendo sempre il pollice sul tappo per sicurezza), inclinate la bottiglia e ruotate la base, tenendo fermo il tappo. Sentirete solo un elegante "psssst", quel sospiro che fa subito intenditore.
La scelta del bicchiere
A questo punto bisogna versarlo, ma dove? La scelta del bicchiere non è un dettaglio da poco. La classica Flûte, stretta e lunga, va benissimo per gli spumanti secchi e giovani perché esalta la risalita delle bollicine, ma chi ha il naso pronunciato già si trova in imbarazzo no? Ora, la Coppa larga alla "Grande Gatsby" è meravigliosa ma va usata rigorosamente solo per gli spumanti dolci come l’Asti. Se state bevendo un Metodo Classico importante, osate pure con un calice da vino bianco ampio, che permette ai profumi di aprirsi. Unica regola ferrea: la plastica è da codice penale, non fatelo mai.
Come versarlo
Ora che avete il bicchiere giusto, versate con calma per evitare l'effetto "schiuma party". Non buttate il vino tutto in un colpo solo o vi ritroverete con la tovaglia bagnata e il bicchiere mezzo vuoto: versatene un dito, aspettate che la schiuma scenda e poi riempite, inclinando leggermente il bicchiere per non rompere le bollicine. Infine, non rovinate tutto strangolando il calice dalla "pancia": la mano scalda il vino e lascia impronte ovunque. Il bicchiere si tiene dallo stelo o dalla base. Sarà pure instabile, ma l'eleganza richiede sacrificio.
Ora sollevate i calici, guardatevi negli occhi (porta male non farlo!) e... Cin Cin!
