Nel post alluvione di Chiavari, il nostro pensiero va a Pierluigi Lugano, titolare dell'Enoteca Bisson

Man mano che via web, twitter, facebook, immagini e notizie la scorsa notte davano conto del disastro che stavano vivendo Chiavari e il levante ligure, il pensiero è andato subito ai tanti amici che ci vivono e che hanno il loro cuore in botteghe di cose buone, ristoranti, trattorie, enoteche… Tra i grandi a cui con Paolo abbiamo pensato subito, Pierluigi Lugano, da anni, simbolo del gusto e del vino di qualità di questo angolo di terra e di mare, tanto bello quanto, in questi ultimi tempi, messo alla prova. Titolare dell’Enoteca Bisson, in corso Giannelli (al 28, tel. 0185314462), dal 1978 persegue un progetto affascinate. Far rivivere vini autoctoni, a rischio estinzione.

È grazie a lui se bianchetta genovese, ciliegiolo, musaico, non son parole vuote, ma eccellenze che fanno la gioia degli intenditori. Dieci anni fa, con la figlia Marta, la sua “follia”. Abissi, “lo spumante sommerso”. Ispirato da mare e antichi galeoni, ha pensato di mettere a maturare in immersione, per diciotto mesi, in gabbie di acciaio inox, sui fondali marini, a una profondità di sessanta metri, a temperatura costante di 15°, bottiglie di spumante metodo classico da uve, a seconda delle annate, Bianchetta genovese, Vermentino e Pigato. Il risultato è stato un successo clamoroso, con uno spumante che ha conquistato i degustatori più esigenti a motivo del suo profumo dalle intriganti note di muschiato e salmastro, ed il suo gusto secco e minerale.

Il nostro abbraccio, però, oggi, passa dalla sua Granaccia 2011. Dal colore rosso rubino intenso, al naso si è proposta con profumi di more, mirto, note di pino marittimo e sentori balsamici, sorso caldo e ricco, armonico, minerale, lunga persistenza. Un grande vino che ha il carattere che gli amici liguri in queste ore difficili stanno dimostrando e che ha il gusto e la forza della speranza.