Ottimi i vini de La Chiara, nel segno dei Bergaglio

Quando Paolo Massobrio mi ha fatto assaggiare i Gavi di questa cantina, mi ha confidato: “Attento, è stato uno dei due vini del mio matrimonio!”. L'altro era il Ruchè del parroco di Castagnole Monferrato. Ad indirizzarlo, nel 1987, verso questa realtà, fu Giacomo Bologna in persona, il re della Barbera. Sono passati quasi trent'anni, ma La Chiara (loc. Vallegge, 24/2 – tel- 0143642293 – www.lachiara.it) rimane una delle realtà più vivaci di questa denominazione. Nel segno dei Bergaglio: prima Roberto, il fondatore, oggi Dario, il figlio.

Sono 39 gli ettari dell'azienda, di cui 25 a vigneti, suddivisi in due appezzamenti, per circa 160.000 bottiglie prodotte. A far la voce grossa, il Gavi. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l'azienda è nel pieno territorio di Gavi, con vigneti esposti a sud e sud-ovest, su terreni tufacei e calcarei, intercalati da zone argillose con sabbie e ghiaie ferretizzate.

Il Gavi Docg del comune di Gavi, annata 2014 (prezzo in cantina, 5,5 €), in commercio già dal marzo successivo alla vendemmia, è il vino più immediato della gamma. Ma non per questo privo di quella stoffa e persistenza che contraddistingue la cantina. Piacevole il naso, segnato da mela e fiori bianchi, e sotto traccia da una leggerissima nota minerale. Il sorso è rotondo, non particolarmente fresco, ma di buona persistenza, elegantemente ammandorlato nel finale. C'è più complessità e struttura nel Gavi Docg del comune di Gavi Etichetta Nera 2013 (prezzo in cantina, 8 €). Qui il vino è frutto di una gran selezione delle uve, una vinificazione con criomacerazione e un affinamento di 12 mesi in vasca sulle fecce fini, più altri 12 in bottiglia. Il risultato è evidente, fin dal colore più intenso, e poi nei profumi dove spicca nitida la pera, un floreale quasi appassito, leggere note balsamiche e tracce minerali. Il sorso è di gran stoffa, rotondo e persistente. Perfetto con una robiola di capra di Roccaverano.

L'annata 2012 dello stesso vino conferma le potenzialità d'invecchiamento: il bicchiere è ancora “giovane”, ma la nota minerale si fa più distesa, preconizzando sentori di idrocarburi che potranno svilupparsi nel tempo, propri di certi grandi bianchi. Da uve cortese nascono anche il Groppella, uno dei primi Gavi vinificati in barrique, l'ottimo Cuor Gaio, passito dalle strepitose note di acacia, e lo spumante Brut Metodo Classico “La Chiara”, premiato come vino Top Hundred nel 2012.