Oggi su Avvenire Paolo Massobrio sostiene il mondo del food fortemente penalizzato dagli ultimi decreti

Questa settimana su Avvenire Paolo Massobrio ha parlato delle restrizioni dettate dal nuovo Dpcm di Conte che ha imposto la chiusura alle 18 a bar e ristoranti. Questa decisione pare figlia più dell’istintività che del raziocinio, perché nessun dato attesta che la diffusione del Covid sia causata proprio dagli avventori dei ristoranti, che hanno dovuto pure adeguarsi alle norme per la messa in sicurezza sostenendo dei costi.

Lo chef Massimo Bottura, ricorda Massobrio, ha scritto a Conte una lettera in cinque punti, chiedendo chiusura serale almeno alle 23, liquidità parametrata ai fatturati, cassa integrazione, decontribuzione per il 2021 e abbassamento dell’aliquota Iva al 4%. Riceverà mai una risposta?

Intanto la pressione sul Governo cresce di giorno in giorno e le piazze stanno diventando teatri di protesta. L'auspicio di Massobrio è che le decisioni future siano più ponderate e che tengano conto delle esigenze della società perché i muri creano soltanto danni.

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