Visita alla Cascina Betti di Alessandra e Marco, 33 anni e tanto coraggio

Quando giungo alla Cascina Presidio di Lodi, dopo un bel pezzo di strada sterrata che lambisce campi e qualche vecchia cascina, una mucca è pazientemente in coda, perché l’altra è appena entrata nella sala di mungitura.
mucche che entrano.jpgAttenzione: ci è entrata da sola, perché ormai quel bisogno di liberarsi del latte quando le mammelle segnalano insofferenza è un’abitudine. E quando finisce la prima, automaticamente si apre una porticina per l’uscita su un tappetino che igienizza le zampe, mentre l’altra entra per la medesima operazione.
mucca-tappetino.jpgNel frattempo osservo, quasi davanti a me, che un’altra vacca aziona una spazzola per sentirsi lisciare sulla testa e poi sul manto bianco pezzato, essendo questa una razza Frisona, sia di colore bianco sia pezzato rosso o nero.
rullo.jpg“Ho scelto la strada della libertà e della salute per queste vacche che mi regalano anche bellissimi vitellini"– dice Alessandra Betti, che dà il nome anche all’azienda, essendo subentrata a papà Daniele, nel 2022 –. Con lei il marito Marco Gaviraghi: hanno 33 anni entrambi e una bambina di due, bellissima e sorridente. Alessandra fino a pochi anni faceva la logopedista; Marco conduce un centro audiologico con uno studio al quartiere Feltre di Milano (dove ha vissuto, e dove pure io sono nato, nel 1961, anno del suocero Daniele).
mucche al pascolo.jpg“Il Covid è stato lo spartiacque – racconta Alessandra – il papà era stanco di continuare il lavoro iniziato dal nonno nel 1957. Al che, dopo aver consultato Marco, abbiamo deciso che l’avremmo gestita noi ma a un patto: che entrasse la tecnologia per rendere sostenibile il lavoro umano”.
stalla.jpgE così è stato, a vedere quella stalla libera, coperta da una grande tettoia, dove avvengono le operazioni di mungitura e alimentazione; ma il foraggio è anche nei prati intorno, e tutto è controllato da una serie di sensori che forniscono informazioni nutrizionali e sanitarie sullo stato del bovino, finanche le ore di riposo. In questo modo gestiscono 100 capi di cui la metà produttive. E c’è persino la nursery per i vitellini appena nati e l’asilo, così lo chiama Alessandra, per quelli già svezzati che convivono con le galline.
nursery.jpg“Noi crediamo che il benessere animale sia anche la fonte della qualità del latte, che rivendiamo in gran parte, e utilizziamo anche per produrre i nostri formaggi”: proposti nello spaccio oppure ai ristoranti e negozi della zona.

E anche i formaggi, una quindicina di referenze, seguono la stessa strada salutistica, perché sono privi di lattosio, prodotti senza caglio animale.
formaggette.jpgCosì faccio i miei acquisti per l’assaggio pasquale, compreso lo yogurt. Ma mentre ci spostiamo nel negozietto, chiedo come sia possibile che le vacche si gestiscano da sole. Interviene Marco: “Sono animali molto intelligenti e quando capiscono come districarsi, le loro azioni diventano abitudinarie". “Tuttavia – interviene Alessandra – c’è anche il cioccolatino che aiuta”. Cos’è? “E' un mangime premio, che ha un suo aroma, e viene calato automaticamente dalla mungitrice nella mini mangiatoia: invoglia a pazientare, anche facendo la fila; un preparato che non inficia il bilanciamento nutrizionale che abbiamo impostato”.

Certo, non è facile trovare due giovani così coraggiosi e ingegnosi ai giorni nostri: “La verità è che in agricoltura c’è spazio se si vuole – incalza Marco – noi abbiamo studiato, rubando nozioni qua e là, fino a giungere alla decisione definitiva, che a quanto pare funziona, un po’ come credere che l’AI possa aiutare l’attività agricola”.

“Le vacche ad esempio non patiscono tanto il freddo quanto il caldo – racconta Alessandra – per cui abbiamo creato un sistema di areazione con acqua nebulizzata che permette di affrontare i giorni dei mesi caldi, senza soffrire o, peggio ancora, senza maturare patologie."

E ora ecco l’assaggio di quei formaggi, realizzati in collaborazione con la scuola Casearia di Pandino.
formaggi.jpgL’ Italico con crosta a muffa bianca è molto buono e rappresenta la cifra della tradizione casearia lodigiana.
L’Italico con miele di castagno è la sorpresa, perché senti una pasta equilibrata che poi sprigiona quel sentore di castagno delicato.
Il Fiore di fieno (con polvere di fieno d’orzo) ha un colore della pasta che tende al verde ed è gustoso, nella sua particolarità. Una chicca.
fior di fieno.jpgIl Quadrel della Giusi (dedicato alla mamma di Alessandra) è un formaggio tipo taleggio con la pasta che tende al cremoso ed è molto buono.
Buono, assaggiato al mattino a colazione, lo yogurt bianco, con la sua acidità che infonde freschezza.

Essendo la vigilia di Pasqua, altri formaggi mancavano, soprattutto quelli a media stagionatura, mentre c’era ancora qualche campione di Provoletta.

In sintesi, una produzione casearia originale, interessante, di gran bell’equilibrio, Alessandra e Marco hanno iniziato che avevano 27 anni e durante i loro passi hanno coinvolto persino l’Università degli Studi di Milano (facoltà di Agraria) per disegnare quello che, di fatto, è un futuro percorribile per tutti.

Azienda Agricola Betti

Cascina Presidio
Lodi
Tel. 327 841 4979
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