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Con Serica la via della seta passa per Milano

Claudio Gallina | 04-10-2019

In un ambiente elegante, con una atmosfera cordiale, si gusta una cucina fusion davvero convincente

Fu un viaggiatore di fine Ottocento, il tedesco Ferdinand Von Richthofen (1833 - 1905, tra l’altro zio di Manfred passato alla storia come il Barone Rosso) a inventarsi il nome Via della Seta per designare con la merce più preziosa quei percorsi terrestri o marittimi che hanno fatto muovere per centinaia di anni uomini e merci dall’Asia al Mediterraneo e quindi all’Europa. Da sempre il fascino di questo percorso, oltre agli scambi materiali ed economici, è stato quello delle idee che viaggiavano insieme alle merci tanto che alcune di esse, per esempio le spezie, con i loro aromi seducenti e misteriosi, diventavano esse stesse nuove idee, non limitandosi ad arricchire le tavole e a portare benessere e salute con le loro proprietà medicamentose, ma realizzando sintesi nuove che hanno cambiato il nostro gusto del cibo per sempre.
Potrebbe sembrare eccessivo questo preambolo per recensire un ristorante, ma cenare al Serica di Milano, aperto da circa un anno dallo chef Chang Liu, è veramente un viaggio attraverso mille suggestioni che ridefinisce con divertimento e umiltà il legame culinario tra Cina e Italia.

Lasciatevi guidare dal menu degustazione di dodici assaggi che, tra l’altro, considerata la qualità della proposta di Chang e i normali prezzi milanesi, a 65 euro è veramente promozionale. Alcuni esempi: You Tiao Jet Lag, dove le tipiche strisce di pasta fritta sono da "pucciare" in pesto e caponata, la Cozza gratinata al pepe dello Yunnan è profumatissima e intrigante, la zuppa allo zafferano con i vermicelli di soia cinesi è l’esaltazione della spezia, il granchio alla cinese sugli spaghetti di grano duro sembra indispensabile, per non dire del tofu 'nduja o delle animelle & birra tsing-tiao o del vero riso alla cantonese con tutti i tipi di funghi e profumi.

Chang Liu viene da Yang Zhou, vicino a Shanghai, ha solo 31 anni e annovera esperienze con chef stellati fra i più famosi ma mi dice che la sua scuola più importante è stata a Lignano Sabbiadoro, in un ristorante dove ha lavorato cinque anni, imparando le basi della cucina italiana, come muovere le mani e come pulire il pesce. La sua aspirazione è vedere la gente felice e soprattutto dimostrare, anche in Italia dove purtroppo per vari motivi esiste qualche pregiudizio, che un cuoco cinese può cucinare bene. Se ce ne fosse bisogno basterebbe il dessert: gelato fritto di patate arrosto con abbondante tartufo bianco, difficile da pensare, indimenticabile per il palato.

Si sta veramente bene, serviti da una bella coppia di radiosi camerieri, perfettamente a loro agio con l’italiano e accompagnati dal bravissimo Alfonso Bonvini, che introduce con sapienza alla cucina di Chang e seleziona i vini. A soli 35 euro si possono avere quattro calici in abbinamento con proposte originali e interessanti. Ho bevuto il Blanc de Blanc dosaggio zero di Alessandra Divella, uno dei più interessanti Franciacorta mai assaggiati, lo Chardonnay delle colline pescaresi De Fermo, il Trebbiano spoletino di Collecapretta, il Perricone 2016 di Francesco Guccione, straordinario autoctono siciliano. Vini fuori dal coro con, in aggiunta, l’assaggio di uno Shao Xing Wine, vino di riso fermentato annata 2007 tanto buono da lasciarti intimidito. Alla fine la curiosità di un corretto taglio bordolese prodotto in Cina e un liquore danese a base di peperoncino Habanero messicano hanno chiuso in bellezza questa festa di commistioni speziate.

Affronto sempre con qualche perplessità la cucina fusion: unire il diverso e creare qualche cosa di convincente non è facile, ma da Serica ci può andare chiunque, senza pregiudizi e stare bene. In un ambiente elegante, in un’atmosfera cordiale, troverà una cucina che gesticola, come noi Italiani e che, come noi, si sa spiegare anche senza parole.
D’altra parte, come diceva il maestro di cucina di un tempio zen agli allievi: «Non sarai promosso finché farai un piatto che ha bisogno di una spiegazione».

Imperdibile, l’ultima meritatissima corona radiosa dell’anno.

Ristorante Serica
Viale Bligny, 19/a
Milano
Tel. 02.49782736
www.serica.restaurant
email: info@serica.restaurant

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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