• ilGolosario
  • ilGolosario
  • ilGolosario
  • ilGolosario
  • ilGolosario
  • ilGolosario

Cerca tra 2565 ristoranti, 3165 cantine, 4378 negozi e molto altro

CERCA
RICERCA AVANZATA
RESET
Chiudi Menu

Al Convegno, dai “sciuri Brambilla” che hanno insegnato a bere alla Brianza

Marco Gatti | 14-03-2019

A Lissone, prima con papà Ambrogio e ora con il figlio Mario il piacere di bere bene

Le foto alle pareti, parlano chiaro. Negli scatti, Ambrogio Brambilla e sua moglie Rosa, con il padre della sommellerie Tommaso Marchi. E poi con il maestro Gino Veronelli affiancato da un giovane Gigi Brozzoni. E ancora, patron “Ambroeus” con Giuseppe Vaccarini ed un giovanissimo Enrico Bernardo, due fuoriclasse che nel loro sterminato curriculum vantano entrambi il titolo di campioni del mondo dei sommelier. In fotografie più in là nel tempo, lui che lavora con le damigiane (erano gli anni in cui il vino non viaggiava ancora in bottiglia), e il figlio Mario, che, contagiato dalla passione del padre, muove i primi passi in “bottega”, ed è intento a sbicchierare al vecchio bancone della mescita.

È uno dei luoghi che ogni winelover non può non conoscere, l’Enoteca Al Convegno (via Cattaneo 53 - tel. 039483880) di Lissone, tempio del gusto da cui è passata la storia del vino italiano e lombardo. A inaugurarla negli anni Settanta, papà Ambrogio, appunto, sommelier di razza e personaggio carismatico, che fa parte di quei veri pionieri del gusto, che hanno contribuito con la loro passione, il loro impegno e la loro attività, a nobilitare e a dare valore a bianchi, rossi e spumanti tricolori. Il testimone è ora nelle mani di suo figlio Mario, che con la sua Raffaella, non solo ha preso le redini dell'impresa, ma con il suo lavoro appassionato, ha ampliato il locale e, rendendolo davvero bello, ha sviluppato quello che un tempo era solo un centro di imbottigliamento e distribuzione di vini. Oggi per voi, appena oltre l'ingresso, il bancone con le migliori cose buone d'Italia del nostro Golosario e le bottiglie della splendida selezione (oltre 900 etichette) in bella mostra sugli scaffali.

Nella seconda sala, invece, i tavoli dove si può mangiare, con il banco dei vini, con le selezioni del giorno proposte a bicchiere. Infine, un'altra sala, ristrutturata di recente, riservata alle serate di degustazione e agli eventi. Siete in un tempio del vino, e quindi, al di là della “spesa”, una vostra sosta sarà all’insegna del bere bene. Ma se vorrete mettere sotto ai denti qualcosa, sappiate che avrete ampia scelta, con un menu che prevede alla voce “Stuzzicheria”, salumi e formaggi italiani e non, con decine di ghiottonerie. In alternativa, “Polenta”, con formaggio, lardo e miele, ragù di carne o porcini. O ancora, Insalate, piuttosto che piadine, panini o bruschette, in decine di farciture. Per le buone forchette, primi, secondi e dessert, non mancano, e potrete gustare pizzoccheri, tagliatelle con il ragù o risotto ai funghi, poi salsiccette con patate, polpettine di carne al pomodoro, porchetta con carciofini sotto’olio o ossobuco di vitello con polenta. A chiudere cannolo siciliano o torta di ricotta.

Questo è luogo del cuore del nostro Golosario e del GattiMassobrio!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

ilGolosario ristoranti

Scarica subito l'APP

CONDIVIDI
Facebook Twitter GooglePlus LinkedIn