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Il Cafin, in “bottega” o in “cucina” il gusto è assicurato!

Marco Gatti | 02-04-2019

A Bovisio Masciago, dalla famiglia Barlassina, spesa di qualità alla “boutique del gusto” e cucina di soddisfazione ai loro tavoli

Quasi un secolo di storia alle spalle. Ma l’intelligenza e la forza di far fruttare il tesoro di una lunga tradizione famigliare. Sono il non sedersi sugli allori e il saper leggere come cambiano tempi e realtà, le condizioni per far proseguire, e in meglio, un’attività di famiglia di successo. Ebbene, era il 28 ottobre 1932 quando Angelo Barlassina, detto “il Cafin”, apriva a Bovisio Masciago (MB), la sua salumeria. Passata prima a suo figlio, oggi è nelle mani sapienti di suo nipote, Angelo, che, con la moglie Giuliana, l’ha trasformata ne “Il Cafin – bottega & cucina” (via XX settembre – tel. 03621829787), ossia in un locale a due anime (che si può considerare lo sviluppo bello e moderno dell’attività del nonno), con, da una parte, la “bottega”, appunto, che, per bellezza e qualità dei prodotti selezionati, rientra nella categoria di quelle realtà che noi abbiamo battezzato “boutique del gusto” (e che sono orgoglio del nostro Golosario), in cui si può fare la spesa acquistando pasta artigianale o riso, formaggi e salumi, e ancora preparazioni da gastronomia, sfiziosità e vini, scegliendo tra le bottiglie in esposizione su scaffali e vetrinette refrigerate. Dall’altra, la “cucina”, ossia la piccola sala dove a pranzo e a cena si possono gustare i piatti che Angelo prepara, con passione e buona mano.

A mezzogiorno c’è una proposta guidata, di piena soddisfazione, che a 14 euro assicura un primo e un secondo. Ma per chi preferisce muoversi liberamente, oltre a due piatti del giorno, c’è anche un piccolo menu, con una decina di proposte tra primi, secondi e dessert, che offre la possibilità di scegliere. Detto che per chi ama il buon vino, qui sarà possibile avere tutti i vini in carta, anche a bicchiere. Alla carta, tagliere di salumi o battuto di fassone al coltello con uovo pochè e cipolla di Tropea in agrodolce per iniziare. Poi di primo, Carnaroli con pinoli fagiolini e pesto di basilico o pizzoccheri. Di secondo, le glorie della cucina lombarda, costoletta di vitello con le patate in testa, ma anche trippa e cassoeula (in stagione), o il pescato del giorno. Strudel di mele o semifreddo al mascarpone e cioccolato, il dolce arrivederci, visto che anche il conto lascerà il sorriso! La storia continua!

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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