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Un grande bianco italiano? Fa rima con Terlano!

Marco Gatti | 30-06-2019

Il Terlaner I Primo Grande Cuvée 2016, il vino che non teme la sfida del tempo

«Sin dalla sua fondazione nel 1893, la nostra Cantina produce vini straordinariamente longevi e minerali che esprimono al meglio la zona di produzione e la sua grande complessità». Così Rudi Kofler, mentre chi degustava i vini della cantina di cui è enologo, Terlano, rimaneva stupito per le annate in assaggio, bianchi capaci di sfatare il luogo comune che vorrebbe il vino bianco da consumare sempre e solo giovane.

«I vigneti situati ad altitudini diverse tra i 250 e i 900 metri s.l.m., le condizioni omogenee del suolo, il cono di deiezione di Terlano e le differenze di temperature tra il giorno e la notte, con accumulo di calore del porfido quarzifero e la contemporanea ventilazione contribuiscono in modo sostanziale a potenziare e rendere straordinariamente variegate le nostre uve».

Fatto sta che nei giorni scorsi, il Terlaner I Primo Grande Cuvée 2016 di Cantina Terlano è stato il primo vino bianco d’Italia a ricevere il punteggio massimo di 100 punti dalla rinomata guida enologica Falstaff, entrando a far parte della cerchia ristretta dei vini premiati con la massima valutazione, che ad oggi comprendeva soltanto vini rossi tra i quali Masseto 2015 (Masseto) ed il Brunello di Montalcino Cerretalto 2012 (Casanova di Neri). La cerimonia di premiazione ufficiale si è svolta a Bolzano.

Il Terlaner I Primo Grande Cuvée esprime l'essenza di Cantina Terlano, ha spiegato Kofler, ricordando che "per la cuvée, selezioniamo dalla nostre parcelle più vocate le migliori uve di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc, e lasciamo poi affinare a lungo il vino in grandi botti di rovere, con il vino che è il risultato della nostra costante ricerca della qualità ed esprime perfettamente il terroir di Terlano con le sue caratteristiche climatiche e geologiche. Freschezza, eleganza e complessità, unite a mineralità e longevità: queste le peculiarità che si ritrovano nel Terlaner I Primo Grande Cuvée".

In cantina è custodito «un vero e proprio archivio enologico – ha ricordato Klaus Gasser, direttore vendite – uno scrigno delle rarità, una sorta di “biblioteca” ricavata a 13 metri di profondità, dove riposano circa 100.000 bottiglie di tutte le annate dal 1955 ad oggi, e alcune ancora più vecchie». Per quanto ci riguarda, il Terlaner I Primo Grande Cuvée 2016 nel bicchiere ha colore giallo paglierino brillante, profumi floreali, e note di frutta esotica, sentori di mandorla e spezie, mentre in bocca ha beva dinamica, struttura, sorso di suggestiva mineralità, persistenza infinita. Da Terlano vini che sfidano i più grandi bianchi del mondo!

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DI PAOLO MASSOBRIO

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