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Il paradosso della vitamina D

Il Golosario | 04-07-2017

E’ sintetizzata dall’esposizione al sole, però i popoli mediterranei ne hanno meno degli scandinavi. e’il paradosso della vitamina salva ossa

Non si tratta propriamente di una vitamina, ma di un ormone: la vitamina D comprende cinque diverse molecole sintetizzate dalla nostra pelle a contatto con la luce del sole e presenti in alcuni cibi. Serve principalmente a favorire l’ssorbimento di calcio a livello intestinale e renale, promuovendone la mineralizzazione in cristalli a livello osseo e diventando così fondamentale per combattere rachitismo e osteoporosi. Essendo liposolubile può accumularsi nell’adipe ed essere comodamente riutilizzata durante l’inverno. Nonostante il vantaggio climatico, noi, i greci e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo soffriamo di forti carenze. Colpa di una dieta povera di vitamina D, a cominciare dall’abbandono dell’olio di merluzzo che ne costituiva una importante riserva. Cibi comunque ricchi sono i pesci grassi (come carpa, anguilla, sgombro, salmone, aringhe), tonno sott’olio, cacao, uova di pesce, tuorli d’uovo, latticini e funghi. Questi andrebbero abbinati a un’attività quotidiana all’aria aperta. Si spiega così il paradosso scandinavo: pur avendo meno giorni di sole, infatti,hanno una dieta più ricca di questa vitamina e soprattutto praticano molta più attività all’aria aperta di noi mediterranei. (Repubblica)

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DI PAOLO MASSOBRIO

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salute dieta
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